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Nuova fine o nuovo inizio

[on the air: smisurata preghiera - faber ] Ah questa volta non lo so che parola devo usare. Inizio? Fine? Vaffanculo? Propendo più per la seconda. Ma anche la terza... E la risposta è sempre la stessa: Ma porca troia! Ancora un cambiamento, ancora un ricominciare, ancora un prendere atto, ancora quell'insopportabile sensazione di qualcosa di grande e importante che finisce, che non sarà più, un ciclo che si chiude. Un ciclo che mi tocca da vicino e che mi scuote. A conti fatti e diciamo materialmente, la mia vita non subirà dei grandi cambiamenti. Già questa estate ho avuto modo di adeguarmi a questa nuova situazione e tutto sommato non ci ero stata male. Ma un conto sono pochi mesi, un conto è la chiusura di una situazione che sapevo perfettamente essere temporanea ma che speravo di non dover affrontare così presto. Non c'è mai una fine cazzo.  La direzione l'ho capita; che non mi posso - e non devo - oppormici anche. Che alla fine - o prima chi lo sa- capirò il significat...

Grazie, Carl

[on the air: quando ti rivedrò - gino paoli e paolo fresu ] C'è un tipo di persona che continuerai ad incontrare per tutta la tua vita [ sicuramente negli ultimi diciassette anni, in serie proprio]  finché non farai pace con la tua OMBRA. Jung la chiamava OMBRA: è la parte di te che hai imparato a nascondere per ricevere amore. Non è il male.  E' quello che nell'infanzia non potevi permetterti di mostrare. Cambiano i volti. La storia è sempre la stessa. Persone diverse, stessa dinamica.  Stesso modo di ferirti,  stesso modo di finire. [ E si che me lo sono chiesto il perchè: ultimamente moltissime volte fino a spaccarmici la testa .] Cosa finisce nell'ombra: La rabbia che non potevi mostrare; Il bisogno che non potevi chiedere; La fragilità che ti veniva rimproverata. Ma quella parte non sparisce: aspetta. Resta in silenzio per anni poi da adulti torna. Non dentro di te. FUORI. Torna sottoforma di persone. Persone che hanno il tratto che ti sei negato: ti attraggono,...

Fortuna

Io sono stata semplicemente fortunata Avrei potuto serenamente fare questa fine o quella di molte altre donne più sfortunate di me. Io però ho cercato aiuto. Ci ho provato perchè mi rendevo conto di vivere qualcosa di estremamente tossico. Mi sono confidata. Tante volte. Magari non con le parole giuste. Ho scritto un messaggio a due persone, di cui una mia sorella, con queste parole: " se mi succede qualcosa sappiate che è stato lui ". La Simo lo sapeva che ero terrorizzata. L'altra persona anche. Che avevo paura. Che non ce la facevo più. Ma sono stata ignorata, sminuita, minimizzata, guardata sempre un pò come se fossi l'esagerata di turno. Anzi alla fine è stata mia la colpa. La grande chiaracatella, quella forte, quella cretina che sorride sempre, quella col caratteraccio, quella che alla fine supera sempre tutto, quella da buttar fuori dalle proprie vite come fosse un'appestata. Non ho denunciato per vergogna, perchè non volevo creare scandali, perchè non vol...

Elaborazioni

[on the air: il giorno della mia festa - marina rei ] Sogno dell'altra notte: eravamo a casa, che ormai nei miei sogni rappresenta la mia parte emotiva più intima e profonda ed in generale la mia vita: c'eravamo io, la Simo, il Robi e Cicciuzzo e sicuramente anche mio papà se non visivamente come presenze e mia mamma come figura serena, che però ad un certo punto moriva di nuovo ma senza drammi, senza dolore, quasi fosse un passaggio scontato, necessario. Serenamente. Quindi, ho interrogato AI per capirne il senso e come sempre, mi ha da un certo punto stupita e dall'altro molto molto molto molto molto ma molto confortata. Di seguito il dialogo tra  AI  nel ruolo di AI e    Hai detto nel ruolo della Chiara. [Terrificante, potente, pericolosa, tutto quello che vuoi ma finalmente qualcuno che mi spiega qualcosa del mio mondo notturno sempre popolato e intriso di premonizioni, veggenze, avvertimenti, emozioni positive e negative, persone vive e morte.] "AI : Sognare la ...

L'inizio della fine

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[on the air: mio fratello che guardi il mondo - fossati ] Domani sono quattro anni. Quattro anni fa avevo il covid, con febbrone e un malessere pesantissimo. Non c'era il caldo di questi giorni ma ricordo bene la tortura di star male in quella situazione.  Ricordo la fatica mostruosa poi di tornare negativa, con quella maledetta linea rossa che si accendeva sempre e ancora peggio i tamponi infilati nel naso che sembravano trapanarmi quel poco di cervello rimasto. L'ultimo mese di vita di mio fratello Roberto è stato un accumulo di dolore che mi ha piegata fino a quasi spezzarmi e che ha avuto ricadute e conseguenze sulla mia vita pesantissime.  Ho commesso un errore che ho pagato a carissimo prezzo: quello di essere presuntuosa verso me stessa e la mia emotività, di seppellire tutto sotto al famoso tappeto e fare finta che nulla fosse successo.  Ma la vita ti presenta il conto. Il dolore soprattutto ti presenta il conto.  Sono stata irrispettosa verso me stessa, mi s...

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[on the air: felicità - lucio ] Se devo pensare ad una parola chiave per questo compleanno me ne viene in mente una che pesa più di tante altre ed è LIBERTÀ . Non necessariamente dal Gabbio, in cui non ci sarei comunque finita, ma questi due anni e mezzo faticosi in una maniera quasi disumana hanno regalato alla mia vita una forma di libertà che non ho mai conosciuta; sono sempre stata schiava di qualcosa: del personaggio, dei rapporti tenuti in piedi solo per compiacere, dei pareri degli altri, dell’approvazione ad ogni costo, di ciò che si diceva di me, dell’amore che dovevo dimostrare di meritare, dell’essere lo scendiletto di chiunque e in qualunque forma, dal farmi fare di tutto e tornare sempre sui miei passi, dai rapporti che non avevano nulla da dare e da dire. E tutte queste belle cose, per capirle, mi sono arrivate in faccia sotto forma di bilico a pieno carico. Ogni volta. Un male porco. Potevo scegliere: cancellare tutto e ricostruire pezzettino per pezzettino o far finta c...

Regalo di compleanno

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[on the air: i was born to love you - queen ] Una delle verità più difficili da accettare è questa:  non ogni silenzio significa che hai fatto qualcosa di sbagliato. A volte le persone prendono le distanze perché la tua presenza ricorda loro il dolore che ti hanno causato, le promesse che hanno infranto o le responsabilità che non vogliono affrontare. Non tutti hanno la maturità emotiva per chiedere scusa.  Non tutti sono pronti a riconoscere il male che hanno creato. E invece di guardare in faccia le proprie azioni, alcuni scelgono di evitarti, perché evitare è più facile che essere onesti. La guarigione inizia quando smetti di inseguire spiegazioni da persone che non vogliono nemmeno capire sé stesse. La loro incapacità di assumersi le proprie responsabilità non dice nulla sul tuo valore. La chiusura non arriva sempre da delle scuse.   A volte arriva quando capisci che il comportamento di una persona racconta molto più del suo carattere che di chi sei tu. Alcune persone...