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Il tuo ricordo

https://www.youtube.com/watch?v=C0Y0GvfrV6c Il passato ci prova Sta giocando una carta impossibile Per tornare di moda Non sa che il tempo è irripetibile Il presente si trova Motivato e deciso a non cedere Come ha fatto finora Senza dire una sola parola Lo scontro è leggendario Appena ha inizio Uno sta zitto e l'altro fa il suo comizio Non vuol capire di essere troppo in ritardo Per dare lezioni a chi invece è in orario Il tuo ricordo trova un buco nella rete Si infila dentro il mio cervello e fa il padrone Il tuo ricordo quando arriva ha fame e sete E quel poco equilibrio che ho si disintegra Il tuo ricordo trova un buco nella rete Si infila dentro il mio cervello e fa il padrone Il tuo ricordo quando arriva ha fame e sete Ma è soltanto un tranello, una trappola Il passato dichiara di essere pronto a una sfida sul limite Vuole fargli paura e dimostra infinita energia Ma il presente prepara la sua corsa E promette a se stesso che Arrivato al traguardo non avrà mai più nostalgia.

Robi

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Ciao Robi Tranquillo che non ho nessuna intenzione di scriverti parole di canonizzazione improvvisa: ne abbiamo sempre riso quando lo facevano gli altri e so bene che non avresti mai voluto una cosa simile per te. Ognuna delle persone che ti ha incontrata nella sua vita conserverà il ricordo di ciò che sei stato per loro. Non serve certo che mi metta io, proprio adesso, a dire a chi ti ha voluto bene la persona che eri. “ CHE ERI ” che roba strana parlare di te al passato. Sabato scorso ti ho visto per l’ultima volta e pur tra mille sofferenze cercavi in ogni modo di farci capire che era dura, si, ma che c’eri e volevi restare. Che ci saremmo visti per ancora tanti altri “ domani ”. Scrivo queste righe perché vorrei raccontare invece questi ultimi mesi, quello che sei stato, quello che ci hai insegnato, come vorrei che chi è qui con noi oggi si ricordi di te. Robi ha iniziato ad avere i sintomi della malattia a Settembre, di ritorno da un Viaggio a Berna con tutti i fratelli

Sabato pomeriggio

Non riesco a farmene una ragione. Ma proprio non riesco. Non capisco il motivo per il quale tutto deve sempre trascinarsi verso il basso, sempre. Più cerchi di liberarti dalle zavorre e più te ne se ne creano. Perché ogni cosa deve diventare difficile, complicarsi, attorcigliarsi? Sbaglio io che forse cerco sempre di raddrizzare quello che vivo, che non mi va bene, che non accetto, che non ho voglia di subire. Come si fa ad accettare il dolore? Come si fa a dare speranza agli altri quando di speranza sei tu a non averne? Il TI CAPISCO non esiste, non serve, non vale. Capisce solo chi può avere vissuto qualcosa di simile; simile perché ogni situazione è unica, diversa da qualunque altra, a partire dai protagonisti principali. Però… Però ad una certa, vaffanculo. Si fa una fatica della Madonna a trovare gli appigli giusti per stare a galla. Perché la vita è un po' come Mai dire Banzai : tu ti fai il tuo bel percorso e da ovunque, da qualsiasi direzione, saltano fuori i bastardi che a

Lasciare andare

"Lascia andare le persone che non sono pronte ad amarti.  Questa è la cosa più difficile che dovrai fare nella tua vita e sarà anche la cosa più importante.  Smetti di avere conversazioni difficili con persone che non vogliono cambiare.  Smettila di presentarti alle persone che non hanno interesse per la tua presenza. So che il tuo istinto è quello di fare del tuo meglio per essere apprezzata da chi ti circonda, ma è un impulso che ti ruba tempo, energia, salute mentale e fisica. Quando inizi a lottare per una vita con gioia, interesse e impegno, non tutti saranno pronti a seguirti in quel luogo. Ciò non significa che devi cambiare chi sei, significa che devi lasciare andare le persone che non sono pronte ad accompagnarti. Se sei esclusa, insultata, dimenticata o ignorata dalle persone a cui dedichi il tuo tempo, non ti stai facendo un favore continuando a offrire loro la tua energia e la tua vita. La verità è che non sei per tutti e non tutti sono per te. Questo

2020

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La domanda che mi sono più spesso rivolta durante questo anno è stata: Perché io? Perché proprio io? Proprio adesso? E poi ho azzerato tutto il resto. Ho dovuto spessissimo azzerare la paura, l’angoscia, il terrore di non farcela, di non sapere cosa fare, di non essere all’altezza. Questa era la mia vita in quel momento e c’era pochissimo spazio per me. L’istinto (o la necessità) spesso è stato quello di chiudermi in casa a piangere tutte le lacrime che avevo, ma non era il momento. Questo stato d’animo è stato quello che mi ha accompagnato praticamente per tutti i giorni di questo folle anno. Eppure, riguardando le foto del mio telefono che alla fine di un anno di solito scandiscono i momenti più significativi, ne ho trovato tanti di raggi di luce. Tantissimi. Ho imparato a godere in maniera sfrenata e profonda dei momenti di serenità che, comunque, ci sono stati. E’ stato un anno in cui il buio è stato buissimo e la luce è stata fortissima. Nessuna via di mezzo. Quei raggi di luce tr

2019

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TRE PAROLE CHIAVE: TRAGUARDO Eccomi qui, dopo esattamente un anno, con un titolo che accompagnerà il mio nome e cognome per cinque anni – che sembrano lunghissimi, intanto sono già diventati quattro e mezzo e quasi non me ne sono resa conto… - che sognavo mi appartenesse sin da bambina. Non ho mai capito da dove nascesse questo desiderio. Ci ho pensato spesso ultimamente. Cercare di ricollegare cosa potesse avermi fatto pensare, forse già alle elementari, che un giorno avrei voluto diventare Sindaco del mio paese. Un anno fa di questi tempi ero ancora nella fase dell’adrenalina, della sfida, del “ora o mai più”, gasatissima. Poi è arrivato il momento del terrore vero e proprio, qualche mese più tardi, soprattutto nei giorni in cui – passando in macchina- vidi il mio faccione sui manifesti 50x100 ovunque. Ma il traguardo era li, vicinissimo. Il giorno peggiore? Quello dello spoglio delle schede elettorali, che per un sadico motivo di non so chi e per cosa, prevede che tutto inizi a

3650

E’ la decima volta che scrivo questo post. Sono trascorsi 3.650 giorni e me sembra che non ne sia passato nemmeno uno. Eppure quanta vita c’è stata in mezzo. La mia vita CON e la mia vita SENZA. Mi ricordo cosa pensai quella sera in pronto soccorso: che tutto era finito. Che tutto non sarebbe più stato come prima. Ed è stato proprio così. Ripenso a cosa ho vissuto ed è come se una forza straordinaria mi abbia trascinata verso una Chiara nuova, diversa. Forse sono solo diventata grande.  Me lo ricordo il giorno in cui mi misi a costruire questo video. Cercavo un modo per spiegare chi fosse e che stragrande fortuna avesse chi poteva godere della sua risata, del suo amore, delle sue carezze. Ecco, la mia Mamma era così, come in queste foto. Posso diventare chiunque, posso arrivare ovunque, ma resterò sempre la Tua bambina. Quello si.  Riposa in pace Rosi, Mamma adorata. “Come un diamante in mezzo al cuore”. 💗