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Saper ascoltare

[on the air: le tue parole fanno male - ce ] Ma perchè ascoltare è così difficile? Cioè: io dei cazzi miei ho imparato a non parlarne più con nessuno - a parte la Brenda e la Nala quando siamo nel bosco - per non consegnare armi al prossimo per ferirmi o peggio usare le mie confidenze da trasformare in pettegolezzi  o peggio ancora per usare le mie debolezze per mortificarmi o proprio peggissimo per compatirmi e va bene, anche questo lo abbiamo imparato. Capita però che ogni tanto, molto raramente, qualcosa salti fuori: in passato avevo la terribile presunzione (minchia quanto sono stata presuntuosa nella mia vita) di parlare del mio vissuto come se fosse la cosa più interessante in assoluto, per consigliare, avvertire, essere da esempio - sicuramente il più delle volte non richiesto - rincuorare, essere partecipe: tutte cose che presumevo gli altri desiderassero da me. Così, ho finalmente imparato a parlare solo se necessario, mai più a sproposito, senza confini, senza paletti, se...

Cazzimma

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6 Febbraio 2011 Andavamo in trasferta in casa della prima in classifica che le asfaltava tutte senza appello, costruita per vincere il campionato in scioltezza. Noi eravamo la squadra dell'oratorio: ragazzine pure e meravigliose, il mio ex allenatore storico, un dirigente matto come un cavallo e io che arrivavo direttamente dalla serie B dopo essere stata eletta nel quintetto ideale della stagione dagli allenatori a fine campionato. Ricordo una fatica micidiale ad adeguarmi ad un gioco, quello della promozione femminile, che non è esattamente pallacanestro; diciamo una variante simile. Tutti si aspettavano che facessi mille punti a partita e che le vincessi da sola ma non riuscivo a capire come fare: tutto esageratamente diverso, poca tecnica, molte botte, quasi zero tattica. Mia mamma e mio fratello erano mancati da poco, mangiavo poco e dormivo ancora meno; per non farmi mancare niente avevo iniziato dopo fatiche inenarrabili  i lavori di ristrutturazione di casa mia. Tutte cose ...

Letture salvavita

"Chiedere a queste persone di cambiare, supplicarle di trattarvi meglio, non farà altro che aumentare la loro sensazione di potere nei vostri confronti.  Ogni volta che manifestate sofferenza per quello che vi dicono, per quello che vi fanno, per come vi trattano, state ammettendo la vostra inferiorità nei loro confronti, perché leggono qualunque forma di dolore come una debolezza , vale a dire come una sorta di lasciapassare per continuare a esercitare potere su di voi e sulla vostra vita." [Roberta Bruzzone, "Io non ci sto più"]

Scuse

[on the air: cara - lucio dalla ] Una cosa che mi piacerebbe molto, ma proprio tanto e che forse quieterebbe un pò il mio star male, è che qualcuna delle persone che mi ha trattata di merda, usata, inascoltata, presa e buttata come il sacchetto dell'Happy Meal mi chiedesse scusa. Scusa è, niente di che. Ti ho trattata di merda; Ti ho usata per coprire le mie porcate; Ti ho usata per farmi i cazzi miei; Ti ho usata perchè stare con mio marito da sola mi stava sul cazzo; Non ti ho difesa; Non me ne è fregato un cazzo di sapere che stavi male; Non ho dato nessun peso ed importanza a ciò che dicevi (ripetevi); Ci sono andata lo stesso in pizzeria; Sapevo che eri sotto mille treni e mi sono voltata dall'altra parte; Ho preso qualunque pretesto pur di non avere più a che fare con te; Ti ho insultata, offesa ed umiliata; Non ho rispettato i tuoi tempi ed i tuoi spazi; Non ti ho mai creduta. So bene che non succederà mai perchè ammettere di aver fatto tutto ciò che fosse possibile per ...

Una vita viva

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[on the air: una vita viva - lucio battisti ] Se c'è una cosa che ho imparato da questi mesi è saper riconoscere i segni, nel bene e nel male. E devo dire che raramente ciò che ne è seguito fosse distante da quello che mi aspettavo o che doveva essere. Uno di questi - segni - è stata l'opportunità, avvenuta in maniera piuttosto particolare, di potermi iscrivere come volontaria per le prossime olimpiadi e partire, con pochissimo tempo per decidere ed organizzarmi, per un corso di otto giorni in caserma al Passo del Tonale (più circa 40 ore di corso e-learning) e diventare - alla fine di tutto - volontario della difesa, qualifica che mi porterò appresso per l'eternità. Non capendo di fondo mai un cazzo ed affrontando sempre tutto con la sindrome del Golden Retriever, mi sono presentata avendo ben chiaro praticamente nulla se non che ci sarei rimasta per otto giorni: da sola, senza conoscere nessuno, senza sapere bene cosa e come fare. Qua devo dire che la colonia - finalmente...

2025

Anno di fatiche umane. Tante. Ci ho messo un anno intero per ricominciare a trovare il posto giusto alle cose ed alle persone - fosse anche lontano da me - ma questo anno un grandissimo insegnamento me lo ha lasciato: prendermi cura di me stessa e smettere di dover piacere a tutti per forza. Non mi sono mai messa al primo posto da 51 anni e mezzo a questa parte e devo dire che non è poi così male. Non devo più accontentare nessuno, nemmeno elemosinare affetti e amicizie. Mi basto, spesso mi avanzo, alcune volte non mi sopporto ma so, lo vedo, lo capisco che sto seguendo il sentiero giusto. Il mio alto: tutti i momenti con la mia famiglia, i mondiali di basket che sono stati una meravigliosa bolla al di fuori del tempo e dei pensieri che porterò sempre nel cuore. Il mio basso: il tempo perso appresso a chi non lo meritava, il mese di dicembre che è stato una sofferenza vera. «Ci ho messo tutta la vita a diventare me stessa, ora finalmente non ho più maschere». Forse a qualcuno andavo be...

Via Biancano 33 (e persiane verdi)

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[on the air: the miracle - queen] Di quell'orribile esperienza  che è stata la colonia nelle mie estati dai 6 ai 12 anni e  che temo mi abbia segnata più di quanto creda,  ho solamente qualche rarissimo ricordo positivo. Il resto, angoscia pura. Piccola precisazione: la colonia al mare ti insegna a fare il bagno come fossi un tonno in piena mattanza ma peggio, milioni di volte peggio, è la colonia in montagna. La mia prima volta fu a sei anni compiuti da un paio di giorni, quindi a.s. 1980 in cui credetti alle parole di mia mamma che mi raccontava di questo posto bellissimo (...) in cui avrei conosciuto tanti bambini (...) e che mi sarei divertita come una pazza. Aveva solamente sorvolato sul fatto che la durata di questo simpaticissimo giochetto fosse ventuno interminabili giorni - che a me sembravano ventuno anni - e che i genitori familiari ecc. si potevano vedere una volta sola a metà calvario e qualche telefonata ogni tanto giusto per avere rassicurazioni circa l'esi...