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Happyness

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[on the air: la felicità - nina zilli ] D i cene grevi, ne bastano due-barra-tre all'anno. Di più non si può. Cioè, io non le reggo. Sotto tutti i punti di vista. [vedasi stato psico-fisico odierno rasente il pietoso] Ma quanto sono stata bene, quanto mi sono divertita e quanto ho riso, mi può far benissimo vivere di rendita per l'intervallo di tempo che mi separa dalla prossima. Che-figata. Anche il cane ha partecipato alla festa, sleppandosi (di nascosto) tutto il liquore al caffè che (ovviamente) ho rovesciato sulle piastrelle della piscina... Meno male che nessuno se ne è accorto... Tranne lui! Grande Darko. Grandissimi amici miei, grazie per la bellissima serata.  La felicità  O qualche cosa che somiglia a lei

Tensione evolutiva

[on the air:  tensione evolutiva - lore ] www.internazionale.it Cancro   “Sto cercando di perdere familiarità con quello che sto facendo”, diceva il compositore John Cage a proposito del suo processo creativo. È un ottimo consiglio su cui riflettere, Cancerino. Meno competenza e certezze avrai sulla grezza magia che stai sperimentando, più è probabile che tu ottenga risultati importanti. Per rafforzare il consiglio di Cage e aiutarti a ottenere il massimo da questo periodo di reinvenzione di te stesso, ti offro questa citazione di Picasso: “Imito tutti tranne me stesso”. In tutti questi anni non ho ancora capito se sto tizio sia: Un maledetto genio, uno che ha solo del gran culo, uno che le spara a caso, uno da TSO, un grande, uno squilibrato (grande). Tuttavia, posso tranquillamente confermare di esserci in pieno, con tutte le scarpe. Posso anche aggiungere che se la Chiara di oggi dovesse incontrare quella di sei anni fa, non solo credo che non abbiano null...

Eh. (sospirone)

Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza. da Il Piccolo Principe, di Antoine de Saint-Exupéry

Holidays

[on the air: quasi quasi - cesarello ] "Ma prendi le ferie per stare a casa?" Ma è una cosa così strana? Io a casa mia sto meglio che in qualsiasi altro posto della terra. Nessun altro luogo mi fa stare così bene. Prendo le ferie e me la godo, la mia casetta. Mi sono coccolata per tutta la settimana. Non sono stati sempre momenti facilissimi. Quello del mio compleanno, per esempio, che di solito è pari solo alla festa della repubblica per la quantità di persone che sono costrette a subirlo, è stato il più faticoso degli ultimi anni. Meglio annegarlo in litri di prosecco e gavettoni o fare in modo che diventi il giorno della svolta? Mah. Ogni cosa a suo tempo. Prima andava bene così. Adesso serviva altro. Diciamo che è stata la dimostrazione del fatto che alcune volte abbiamo ben chiaro il quadro della situazione ma, per comodo o semplicemente perché guardarci dentro spesso fa male e paura assieme, abbiamo bisogno che altri - meglio se estranei - ci spiatt...

Grazie Lorenfo (... e due)

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[on the air: l'estate addosso - lore ] Stadio San Siro - Lorenzo negli stadi - 26 giugno Dunque: partiamo dal presupposto che il concerto del 2013 sia stato sicuramente molto più bello e coinvolgente, che stasera Lorenzo e la musica venivano "dopo" lo spettacolo di luci e immagini, il che distraeva non poco, che ha sbagliato quasi ogni canzone e che conosco poche persone così stonate, soprattutto dal vivo, la verità è che il concerto di Jovanotti è terapeutico. E come sempre capita nel momento migliore, all'interno della settimana - senza dubbio - più bella ed emozionante dall'inizio del 2015. Il concerto del Jova fa bene: ti tira fuori un sacco di energia, bella, pulita, positiva; balli, canti, salti, fai casino, urli, ti liberi, emozioni, bevi birra, piangi, ridi. Una festa. Tre ore buone buone come se venissi allo stadio a trovare un amico che non vedi da un po' e con cui decidi di passare una serata senza pensieri. Il concerto del Jova è tutto ...

Non voglio più fare l'uomo

Non voglio più fare l'uomo. Non lo voglio più fare. Per quarant'anni occhei, abbiamo dato: adesso che sono quarantuno, fine. Stop. Basta. Per tutti questi anni ho accudito, organizzato, risolto, affrontato, sistemato, imparato a fare i lavori anche più faticosi e pesanti. Mi sono sempre presa (troppo) cura degli altri. Mi sono sempre fatta carico dei cazzi di tutti quanti, molto spesso anche a sproposito. Ho sopportato, mandato giù. Ho consolato, ho ridato vita a uomini finiti, ho aiutato a ripartire non so più quante persone. Ho fatto ancora più spazio sulle mie (già larghe) spalle. Non l'ho sempre fatto volentieri. Alcune volte, anzi molto spesso, non ho avuto scelta. Adesso basta. No, la pretesa che quelli che ho attorno si comportino con me come faccio e ho fatto con loro, l'ho abbandonata da tempo. Ma adesso voglio - lo voglio, lo esigo, lo pretendo - smettere di farlo. Voglio qualcuno che si prenda cura di me. Finalmente. E sul ...

Boh

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Facebook e la popolazione che lo nutre iniziano ad inquietarmi. Ma non perchè abbia pregiudizi, o robe del genere.  Ma perchè mi lascia allibita, ma allibita sul serio, che ragazzine appena maggiorenni (che manco conosco, tra l'altro) scrivano - fortunatamente con messaggio privato -  ad una donna che ha (più del) doppio dei loro anni una cosa simile. Sarò vecchio stampo, tradizionalista, non sarò alla moda, ma quando ho aperto il messaggio ed ho letto questa domanda, sinceramente non sapevo se ridere o piangere. Ma il rispetto? Ma la discrezione? Ma un minimo di intelligenza e delicatezza? Boh.  In qualsiasi caso, anche lo fossi, non andrei certo in giro a sbandierare ciò che faccio nel perimetro del mio letto, con chi e perchè. Ci sono rimasta male, ma male sul serio. Mi autoflagello in continuazione, nella consapevolezza di avere un carattere veramente osceno, che da sempre troppa confidenza a tutti, che mi porta ad essere eccessivamente disponibil...