Una vita viva
[on the air: una vita viva - lucio battisti]
Se c'è una cosa che ho imparato da questi mesi è saper riconoscere i segni, nel bene e nel male.
E devo dire che raramente ciò che ne è seguito fosse distante da quello che mi aspettavo o che doveva essere.
Uno di questi - segni - è stata l'opportunità, avvenuta in maniera piuttosto particolare, di potermi iscrivere come volontaria per le prossime olimpiadi e partire, con pochissimo tempo per decidere ed organizzarmi, per un corso di otto giorni in caserma al Passo del Tonale (più circa 40 ore di corso e-learning) e diventare - alla fine di tutto - volontario della difesa, qualifica che mi porterò appresso per l'eternità.
Non capendo di fondo mai un cazzo ed affrontando sempre tutto con la sindrome del Golden Retriever, mi sono presentata avendo ben chiaro praticamente nulla se non che ci sarei rimasta per otto giorni: da sola, senza conoscere nessuno, senza sapere bene cosa e come fare.
Qua devo dire che la colonia - finalmente direi - mi è venuta in soccorso: Camerate uguali, cessi identici, organizzazione simile per cui, l'impatto, è stato relativamente duro.
I primi tre giorni, almeno, sono stati pesanti non lo nascondo: ho capito perchè la naja te la rifilavano a 20 anni... giusto a quell'età puoi adeguarti ad un ambiente ed abitudini simili e sopravviverci un anno.
La giornata tipo:
6.30 Sveglia
7.00 Colazione
7.55 Alzabandiera (a cui il primo giorno ovviamente mi sono presentata in ritardo con tanto di cazziatone clamoroso del Capitano dell'esercito davanti a tutti)
8.30 Inizio corsi (alcuni bellissimi e molto interessanti)
13.00 Pranzo
14.00 Ripresa dei corsi
16.30 Fine delle lezioni
16.35 Corvèe e pulizia cessi
19.00 Cena
20.00-21.30 a chiedersi per quale strano motivo avessi mai accettato un'esperienza simile.
Se per caso, quindi se esaurivamo domande inventate di proposito per allungare il più possibile le lezioni, si finiva prima del pranzo o prima delle 16.30 si usciva (con meno 20 gradi come temperatura media) a marciare come pazzi. Ho imparato le conversioni, l'attenti, il saluto, cos'è un perno, cos'è l'ala, mantenere l'allineamento, il dietro front, obbedire ai comandi: Op Op OpeeeOp me lo sognavo anche di notte.
Dal terzo giorno, ovvero dal momento in cui tutti quei curiosi animali domestici presi e raggruppati in uno spazio comune iniziano ad allentare le difese emotive necessarie a superare l'impatto di andare al cesso, mangiare e dormire con perfetti sconosciuti, credo di avere vissuto la più bella esperienza umana della mia vita.
Il pensiero di base era che solo lo spirito Alpino, comune denominatore di tutte le nostre esperienze, poteva raggruppare 47 brave persone e farle convivere senza mai un problema, una discussione, in armonia e con impegno pure quando ci hanno fatto marciare per due ore nella tormenta.
Ho incontrato persone incredibili, ho riso fino alle lacrime, mi sono appassionata, ho magonato quando gli ultimi giorni ci facevano marciare cantando il 33 a squarciagola, ho sciato in notturna ma soprattutto, sono sempre stata me stessa. Finalmente.
Senza niente da dover dimostrare, senza pregiudizi, senza guardarmi dal fare o dire cose, senza quei cazzo di sguardi sempre addosso, sorridente senza sforzo perchè quando sai di essere nel posto giusto a fare quello che hai scelto, non puoi che stare bene. Fiera di me stessa e del mio coraggio.
A breve - spero, visto che la convocazione con i giorni e la mia destinazione non è ancora arrivata - partirò per dare una mano nell'organizzazione delle Olimpiadi: ho dato come prima destinazione Cortina, il più lontano possibile da qua.
Temo, che saranno giorni tosti, ma nulla mi spaventa.
"Più salgo, più Valgo"
E' il motto della caserma del Tonale VI Alpini.
Vedi che tutto torna?
Scordarsi un po' il rischio e la slealtà
Se è il caso lottare, più spesso lasciare
Saper aspettare chi viene e chi va
E non affondare se si può in nessuna passione
Cercando di ripartire, qualcosa accadrà
Curare il giardino e saper fuggire un cretino
Usare poco i motori e poco gli allori
Non temere la notte, non temere la notte
Però amando più il giorno, oh oh oh
E partir senza mai pensare a un sicuro ritorno
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