sabato 25 marzo 2017

Papa Francesco


... oggi il mio cuore è particolarmente affollato: Dalle persone che amo, che per vari motivi porto nel cuore, che ho accanto ogni giorno o che non ci sono più, ma anche e soprattutto dai miei concittadini che qui, davanti al Papa, oggi rappresento.




Qual è il sentimento personale che ti accompagna?

Emozionata ed orgogliosa. Emozionata perché sono consapevole di partecipare ad un momento per certi versi storico, che accomuna nello stesso giorno il percorso umano e di fede di moltissime persone. Vivere momenti come questo ti regala un senso di appartenenza, di calore umano molto forte. Orgogliosa perché qui oggi non porto solo la mia storia, i miei affetti ed i miei pensieri, ma rappresento un paese intero - Cantello- cui sono molto affezionata, al di là dell'incarico politico che ricopro. Ed essere presente con la fascia tricolore, che per me ha un forte significato, mi rende immensamente felice di aver avuto l'opportunità di esserci. 
Come è stato? Pensavo mi scoppiasse il cuore dall'emozione.
Ma non così per dire. Sul serio.
Lacrimoni che mi solcavano il viso grossi come piscine.

Una delle emozioni più forti della mia vita.

Risate, amici, la mia inseparabile nipote Elle che mi accompagna sempre con infinita pazienza, sole, caldo, mio fratello Lorenzo, un incredibile clima di comunità e condivisione, l'orgoglio smisurato di essere li con la fascia tricolore a rappresentare il paese che adoro, il MIO paese, la mia gente, la bimba sulle spalle, la foto ricordo che il Papà ha voluto farci a tutti i costi, la Papamobile che poteva fare un altro giro, passare da un'altra parte e che invece incredibilmente mi passa davanti, a poco più di un paio di metri dai miei occhi... e pace. Tanta pace.

La pace.

Una pace che non si può capire se non la si è vissuta, nonostante fossimo un milione di persone. Un milione. Mai viste così tante persone nemmeno alla festa degli asparagi! Non so da quanto tempo non provassi una sensazione di tranquillità di cuore così grande. Nessuna ansia, nessuna preoccupazione, nessun messaggio litigioso da scrivere o da ricevere. "Quando starai male o sarai triste, ripensa alla serenità che hai provato oggi" mi ripetevo.

E così farò.

Grazie Papa Francesco, tu non lo sai, ma regali ai cuori delle persone che hanno la fortuna di incontrarti - anche se per pochi istanti - una pace ed una serenità profonde. 

Grazie, perchè dopo mesi come quelli appena passati, non potevo sperare di ricevere un dono più bello.


Grazie, infinitamente GRAZIE.

venerdì 24 marzo 2017

Vedrai

[on the air: vedrai - samuel]

Se siamo ancora qui
Vuol dire che un motivo c’è
Lascia qualcosa tra le braccia
E non questa distanza che mi sputi in faccia

Se siamo ancora qui
Ad imparare come illuderci
A preoccuparci della verità

Vedrai che poi il tempo non ci tradirà
Sotto un vento di libeccio che dall’Africa
Soffia lieve su di noi la sua sabbia

Vedrai che riusciremo a dare ancora un nome
A tutte le paure che ci fan tremare
E troveremo il modo per dimenticare
La noia, l’abitudine, la delusione
Vedrai che i desideri si riaccenderanno
Ricostruiremo il luogo in cui poi vivranno
Perché noi siamo l’unica benedizione
L’unica tragedia, l’unica ambizione

Se siamo ancora qui
Ad ignorare le difficoltà
Impareremo anche a comprendere
Che esiste un buon motivo per insistere
Sotto un vento di libeccio che dall’Africa
Soffia lieve su di noi la sua sabbia

Dovremo solo ricominciare
a respirare, a navigare
Dovrai soltanto dimenticare
la noia, il vuoto, la perfezione

Vedrai che riusciremo a dare ancora un nome
A tutte le paure che ci fan tremare
E troveremo il modo per dimenticare
La noia, l’abitudine, la delusione
Vedrai che i desideri si riaccenderanno
Ricostruiremo il luogo in cui poi vivranno
Perché noi siamo l’unica benedizione
L’unica tragedia, l’unica ambizione

lunedì 13 marzo 2017

85

... Sarà che è stato il suo ultimo compleanno con noi e c'era pure Cicciuzzo... sarà che in questa occasione era felice come poche altre volte l'avessi vista... sarà che questa foto riposa con lei... sarà che ogni volta in cui ci inciampo me la ricordo benissimo la tonnellata di affetto di quel giorno... se dovessi scegliere un'immagine per festeggiare i suoi primi 85 anni, questa è l'unica che mi viene in mente. Il sorriso della mia Mamma è la dimostrazione di come tutto improvvisamente possa diventare triste, grigio, meno luminoso dal momento in cui si è spento con lei. Per quanto io mi sforzi di assomigliarle e di sorridere il più possibile anche in sua assenza, non potrò mai competere. Perché aveva un segreto: il suo sorriso partiva da un cuore meraviglioso, immenso, per tutti, di una purezza che non ho mai più conosciuto. Ecco perché la Rosi con un sorriso ti rimetteva al mondo. Sistemava tutto. Ed era più o meno una cosa tipo quello in foto, circondata dai suoi gioielli, come ci chiamava. Ma di certo il più prezioso era quello al centro, col pile blu. Auguri Mamma! Buon compleanno! Ovunque tu sia! Un bacio grande come il bene che ti voglio.

sabato 11 marzo 2017

Interpretazione perfetta, come sempre

Se sogni un incendio, ciò può indicare che in te divampano grandi passioni (rabbia, amore, entusiasmo politico o religioso), forse pericolose perché rischi di non riuscire a controllarle. Sognare un incendio di solito capita più spesso alle persone che appaiono fredde e controllate, che non esprimono molto le proprie emozioni: l’incendio che divampa rappresenta la loro rabbia repressa.


Oppure ciò può voler dire che senti il bisogno di purificarti, di trasformarti, di rigenerarti; forse devi purificarti da idee sbagliate o ormai superate. Il fuoco farà terra bruciata di tutto quanto vi è di negativo, e sarai pronto per un nuovo inizio.
La casa è il ‘protagonista’ più presente nei sogni d’incendio. Poiché la casa rappresenta te stesso, sognare che la casa brucia e va a fuoco può significare che hai bisogno di dare una svolta definitiva alla tua vita, uno stacco netto con il passato; può anche indicare che passioni distruttive ti stanno consumando. Il sogno può anche avere origine da un disturbo fisico connesso all’idea di calore (febbre, infiammazione, caldo, ecc). Infine, può rappresentare purificazione e guarigione, per via delle virtù purificatrici del fuoco.


Se sogni di domare un incendio, può significare che stai tentando di tenere le tue emozioni sotto controllo e di dominare la tua aggressività. O anche che tenti di tenerti freddo e lucido, evitando che le passioni abbiano il sopravvento sulla razionalità. (esatto, perchè non ho nessuna intenzione di perderci una lacrima o un minuto della mia vita di più n.d.r.).


Sognare di spegnere un incendio, generalmente, porta molto bene. Comunemente, l’interpretazione che viene più attribuita a questo genere di sogno è l’entrata di soldi. Può anche indicare l’aver preso il controllo di qualcosa di importante che prima ci spaventava. Allo stesso modo Sognare un incendio spento può essere segno di molta fortuna anche perché vuol dire che il peggio è finito, quindi la fine di un brutto periodo nella nostra vita.

💪

mercoledì 8 marzo 2017

Essere donna oggi

[on the air: woman - john lennon]


No dai, non lo pubblico il testo della canzone di Elio... :)
La festa della Donna è un pò come San Valentino; mi infastidisce (più che altro al pensiero delle orde di assatanate che escono una volta sola all'anno la sera dell'otto marzo cercando di rovinare fama e reputazione al genere quanto più possibile), ma ricevere gli auguri o  - esagerando - la mimosa, mi da sempre una certa soddisfazione.

Mi ricordo negli anni Bisuschiesi che il Mario tagliava i rami dalla sua pianta in giardino e ce ne regalava un rametto a testa... Mica quella dei marocchi in mezzo alla strada... Robbabbuona!

E' riconosciuto il difficile e complicato rapporto con le mie pari sesso ed altrettanto noto che ne stimi veramente pochissime; avendo già sprecato fin troppe parolacce, lacrime, incazzature, delusioni nei post precedenti di questo blog, oggi mi limito a descrivere la mia personalissima esperienza di essere vivente appartenente alla categoria femminile unusual.
Così, di botto, mi verrebbe da dire che fino a quando stai nel tuo, rispetti per filo e per segno il ruolo che ti è stato prefigurato nei secoli, adempi a tutti i doveri - con oneri ed onori - che la storia ti ha attribuito in quanto Donna, il problema non si pone o per lo meno è tutto molto meno complicato.
Nel caso in cui, per scelta o perchè le circostanze della vita ti portano a questo, avvenga il contrario - per usare un eufemismo - sei spacciata; se non lo sei, tutto è molto ma molto più difficile, incasinato, faticoso. Non so se meglio o peggio, ma sicuramente diverso. Molto, diverso.

Ho sempre fatto cose "da maschio": giocavo a calcio al campo Kolbe, non avevo nessuna bambola - o quelle poche, le distruggevo nel giro di pochissimo tempo -  a scuola ho sempre avuto compagni di banco maschi, ho praticamente solo amici e pochissime amiche, ho praticato per 30 anni uno sport tutto sommato maschile, mi sono scelta un lavoro in cui gli uomini prevalgono nettamente sulle donne, ho un incarico politico che nella storia del mio paesello è stato occupato solo da uomini... Insomma, una roba così. Da sempre.

Quasi all'alba dei miei primi 43 anni, posso serenamente dichiarare che mi sono scelta con cura e attenzione chirurgica tutti i percorsi più complicati. Da brava idealista quale sono (ebbene si, fino a qualche anno fa credevo nel principe azzurro, negli occhi sempre a forma di cuore, nel fatto che bastava essere onesti e competenti per ottenere stima e rispetto) ero certa che impegnarsi a fondo, in ogni cosa, equivalesse ad essere riconosciuta come tale nei vari ruoli che la vita richiedeva.
Hai presente quando nei cartoni Wyle E. Coyote entra a manetta in galleria con il monopattino da rotaia e torna fuori schiantato sul muso del treno che viaggia in direzione opposta? Ecco, questo è stato più o meno il mio scontro tra le dinamiche di vita vissuta e ciò che mi ero costruita nel mio mondo fatato.

Essere una donna oggi è faticoso. Perchè in ogni cosa che fai, che dici, che proponi, devi sempre dimostrare di essere PIU' brava, PIU' preparata, PIU' cazzuta, PIU' stronza, PIU' sul pezzo. Di avere più palle di tutti i tuoi colleghi uomini messi assieme. Che non sei una da giochetti di bassa lega o suppostoni dietro le spalle e quindi lo scontro sarà alla pari
Essere una donna oggi che ha praticamente solo amici maschi, è un casino. Essere un cesso, semplificherebbe di molto le cose. Ma purtroppo questa faccia tengo.
Se sei gentile e stai alla battuta, sei una che la da via come un freesbee o una con cui ci si può provare senza alcuna remora. Se dai del lungo, sei una stronza. Se ti fai il tuo, te la tiri. Se ti fidanzi, è commettere il peggiore reato contro l'umanità. Se vivi da sola sicuramente hai il numero come dal macellaio fuori dalla porta per i turni e non hai una casa ma sicuramente un'alcova (altrimenti detto in termine tecnico scannatoio).

Essere una donna oggi che ha il coraggio di assumersi la responsabilità di decisioni serie, importanti, innovative, che non è un manichino di cartone messo li a prendere polvere ma che si impegna per ciò che è stata chiamata a fare, è svilente.
Potrai avere tutte le ragioni, sostenere con forza tutte le tue tesi, dimostrare che ciò che porti avanti è frutto di studi, verifiche, analisi, di un lavoro serio ma... MA... Sei pur sempre una donna. E allora servirà che intervenga un uomo a ribadire ciò che tu sostieni da anni, per far si che tutto improvvisamente acquisti un valore diverso.

Essere una Donna che rispetta poco i canoni della classica moglie-madre-capofamiglia-tuttacasachiesaesupermercato significa questo.

Auguri, quindi, a tutte le Donne che combattono per ciò in cui credono, che bruciano si passione per qualcuno o per qualcosa, che vanno al di la di come una si veste o si pone, che guardano gli occhi delle persone non per controllare se siano truccati o meno, sporchi o puliti, belli o brutti, ma per leggere in essi l'anima di chi hanno accanto.
Auguri a tutte le Donne che non mi temono ma che mi sopportano e hanno la pazienza di accettarmi così come sono e volermi bene, soprattutto farmi sentire "voluta bene".
Auguri all'unica Donna del mio cuore, quella che ammiro da quando esisto, che stimo smisuratamente, la Donna migliore che abbia conosciuto in tutta la mia vita, esempio di amore totale, di purezza di cuore e affetto incondizionato: La mia Mamma. Auguri Rosi! Mi manchi!

Buona festa delle Donne...
 E che sia davvero una bellissima giornata di coccole.

lunedì 6 marzo 2017

Manchester by the sea


L'Oscar come migliore attore protagonista più rubato della storia.

Il film più palloso che mi sia capitato di vedere.
Peggio di questo solo Cuore Sacro di Ozpetec.
Raramente mi capita di guardare un film e di sperare che finisca il prima possibile. In perenne attesa che avvenga qualcosa che dia una botta di vita alla trama... Aspetti così a lungo che alla fine finisce il film. E tiri un sospiro di sollievo. 
Cioè io mi auguro che Casey Affleck lo abbiano premiato solo per il cognome che porta ed il fratello maggiore che ha.
Altrimenti non trovo veramente una spiegazione logica.
Zero emotività, zero capacità di coinvolgimento nei sentimenti e nelle situazioni che vive durante la recitazione, capacità di dialogo inesistente o comunque assolutamente asettica, banale.
Inespressività totale. Come se avesse fatto un frontale con un ferro da stiro.

Lento, vuoto, pure abbastanza scontato.

L'adagio di Albinoni mi commuove ad ogni ascolto: beh, mi è scivolato via come se stessi ascoltando Cantagallo che fischietta in Robin Hood.
Eppure narra di una vita scombinata a seguito della morte del fratello... Volevi che non mi coinvolgesse emotivamente una storia così? Niente. Zero. Due palle indescrivibili.

Strage di stelle soprattutto su mymovies che di solito stronca brutalmente o che comunque è di manica molto stretta... Recensioni pazzesche.

Per una roba così?

No dai. Il bel cinema e la recitazione da premio Oscar sono ben altra cosa.

Voto: una stella e pure con quattro punte. (e sono stata fin troppo buona)

martedì 21 febbraio 2017

Il gioco del silenzio

Sono una predestinata.
Sono una predestinata ad essere circondata da personaggi che approfittano senza un minimo di pudore della mia disponibilità e della mia buona fede.

Che culo è?

Del fatto che va bene, mi incazzo, sbraito, urlo, grido, mando a cagare, ma poi mi passa talmente tanto che manco mi ricordo del motivo per cui ci si era sfanculati.

E allora tutti si sentono autorizzati a ritornare trallallerotrallallà col cestino della merenda sottobraccio e si ripropongono, esattamente come la peperonata fredda da frigor a colazione, con una nonchalance imbarazzante.

Io no. 

Non lo faccio praticamente mai, con nessuno; e se l'ho fatto è stato solo perchè della persona i.q. mi importava veramente tanto, ma proprio tanto e perderla lungo il tragitto della vita mi sarebbe spiaciuto. Ho chiesto scusa dopo anni a persone che so di aver ferito (più o meno consapevolmente) e che non volevo avessero nel cuore come mio ricordo quello dello scontro finale. E non è che non mi sia costato. Ma l'ho fatto. Lo faccio sempre quando ne vale la pena. Con me lo fanno pochissime persone, anzi, quasi nessuno. Anzi, nessuno. Ergo, si vede che non ne vale la pena. E ci sta, ci mancherebbe.

E fin qui, uno dice: se sei scema tu, cosa ne possono gli altri?
Certo. Non fa una piega. Anzi.

Ma c'è una cosa che non tollero, ma non tollero più da nessuno, uomo-donna-cane-gatto-pappagallo insomma da qualsiasi forma vivente: il gioco del silenzio.
Il silenzio come forma di distanza, di muro alzato, di difesa tra due persone, che per qualche motivo sono state vicine, si vogliono bene o hanno fatto un pezzo di percorso assieme, credo sia la forma di violenza peggiore che possa esistere.

Il silenzio "di proposito" è violenza: è il rifiuto di ascoltare, di accogliere, di accettare il confronto (pur per quanto fastidioso pesante e doloroso possa essere), è ampliare distanze, dilatare paure, insicurezze, dubbi; è notti insonni, stomaco chiuso, lacrime che scendono. Sarà una mia debolezza, anzi sicuramente lo è, ma questa forma di castigo e punizione emotiva non la tollero più, l'ho mal accettata in passato e non ho più nessuna intenzione di subirla, da parte di nessuno. N-E-S-S-U-N-O.

Nell'insieme di questo modus, esiste poi un sottoinsieme - il cerchiolino più piccolo nel cerchio più grosso - di una categoria che veramente dovrebbe essere marchiata a fuoco sulla pelle affinchè gli appartenenti li si possa riconoscere immediatamente e fuggirli più che si può. La modalità, di solito, è questa: rapporto affettivo - non necessariamente sentimentale, tanto meno sessuale - scambio di messaggi, telefonate, insomma niente di che. Un rapporto normale tra due persone che si vogliono bene. Ad un certo punto, sempre come credo sia normale tra due persone che si mettono in gioco tra esse in maniera un pò più significativa, ci si scazza, si discute, si commettono reciprocamente cose che fanno girare i chitarrini all'altro e viceversa. (Perchè tutto sono io, fuorchè la sorellina di Santa Maria Goretti. Poretti, quella della birra, magari si. Ma Goretti, proprio no). Ed ecco alla prima risposta sbagliata, al primo errore, alla prima cosa che infastidisce, puntuale come il patello prima di partire per l'unico giorno di mare, che scatta la punizione.

Silenzio.

Ore, giorni, alcune volte mesi. Addirittura anni.

Il silenzio totale.

Ovviamente fino a nuovo ordine, fino a quando il soggetto duro e tutto di un pezzo che mi ha messa nell'angolino riterrà esaurito il periodo di punizione. Sino a quando il castigo sarà ritenuto sufficiente.
Lungi da me sporcare anche solo una volta il display dell'iphone alla ricerca del loro nome per contattarli nel frattempo... Non esiste.
Il giochino dura fino a quando l'imbecille di turno - ovvero la sottoscritta - nutre questa assurda dinamica emotiva restando a disposizione e comportandosi, presumo, da persona consapevole e matura ovvero perdonando e andando oltre.
Poi arriva il momento in cui - sempre l'imbecille di cui sopra - si sente esattamente come Tom quando viene fregato per l'ennesima volta da Jerry e gli crescono le orecchie da asino.
Esattamente così.

E mi rendo conto che è vero, la vita è una, che forse se avessi perso meno tempo ad incazzarmi e fossi stata capace di passare sopra a certe cose, avrei risparmiato quintali di fazzoletti, km di camminate nel bosco isterica (e meno male che la Brenda mi ascolta... almeno lei...), metri e metri di fegato, pomeriggi da automa sul divano a chiedermi del motivo di tutto sto casino sempre e comunque nella mia vita e quando si tratta di me... Ma che senso avrebbe avuto? Non si tratta di voler fare polemica a tutti i costi, non si tratta di voler litigare o avere sempre da dire. Facile ridurla così. Facile e anche poco intelligente. E' una questione di rispetto. Non ringrazierò mai abbastanza i miei genitori per avermi insegnato questo valore. Io potrò sbragare quando mi incazzo pesante, non lo nego. Ma non sono irrispettosa, non sono invadente, non mi prendo autorizzazioni o licenze verso il cuore degli altri così a caso, non ho mai imposto nulla alla e nella vita degli altri. Anzi. Ho sempre accolto ed accettato qualsiasi situazione, quando ho voluto bene. Qualsiasi.

Ma tutta questa gente che ha scambiato la mia vita per il parcheggio della Iper, ha proprio sbagliato a capire: ingresso a gratis, giretto, giro un pò più in profondità, manovra, ri-manovra, uscita. Ritorno, giro, manovra, retromarcia, uscita. Ritorno, manovra, traverso con freno a mano in modo da lasciarci pure i segni, uscita. Ritorno, retromarcia con tamponamento - così i segni saranno più duri da cancellare - uscita. 

Ritorno... SBARRA CHIUSA. 

Il mio passato parla per me: SBARRA CHIUSA significa fine dei giochi. Significa che con il mio cuore simil parcheggio non si gioca più. Significa che la marea di opportunità che ho dato, si è esaurita. Game over.

E posso garantire che è la fine delle trasmissioni. Schermo buio. Cavo tranciato.

Vi sarete divertiti a sufficienza, credo.
Ora, ho di meglio da fare.

lunedì 20 febbraio 2017

Bandiera bianca

Corsi e ricorsi storici.


Sbagliare è umano, ma perseverare è proprio tipico delle teste di cazzo come me.

Chissà se tutto ciò prima o poi avrà una fine 
o se sarò condannata a tormentarmi per il resto dei miei giorni.

Stanca. Tanto e di tutti.
Comunque basta. Mi arrendo.
Bandiera bianca.

lunedì 13 febbraio 2017

Sanremo 2k17

[on the air: vedrai - samuel]


Mah.
Sono perplessa.
Va bene che ormai va di moda - quando ci è data la possibilità di farlo - votare per ribaltare l'esito, per dimostrare che si è stufi delle solite cose o forse solo per dimostrare che la propria opinione può valere qualcosa... beh sta di fatto che sto giro, il risultato finale mi è stato sulle palle più di altre volte.

Cioè adesso: senza nulla togliere alla canzone in sè che è carina, orecchiabile e molto meno idiota di quanto sembri (e che ce la trascineremo fino agli infradito e mojito)... Ma il festival della canzone italiana - della canzone-italiana, quindi quella che più di altri dovrebbe rappresentarla - è un pistola con a fianco una scimmia che balla? Dai vabbè che siamo allo sfascio totale, ma se quando abbiamo l'opportunità di risollevarci un minimo, poi permettiamo queste cose... Amarezza. Questo festival mi ha lasciato addosso un senso di amarezza. Proprio così.
Con tutta la leggerezza del caso è, mica me la caccio per queste cose. Però la vittoria di Occidentali's karma è un segnale triste. Soprattutto perchè fino all'ultimo se l'è giocata con un pezzo, quello della Fiorella, dieci spanne sopra: come testo, profondità, interpretazione.
Una mi ha messo i brividi per un motivo. L'altra pure, ma per il motivo opposto.

Nel marasma generale, voto 10 all'esibizione di Mika, di Zucchero (incredibilmente lucido), a Rita Pavone - Small Wonder che a 71 anni e senza cuffiette-salvaculo ha messo via tutti, alla sobrietà di Queen Mary, a Lost on You di LP, alla bellezza delicata e incantevole della Pellegrinelli (che è una delle pochissime donne che seguo su Instagram), al limone di Robbie (che invidiaaaaaaaaaaaa), a Vedrai di Samuel (secondo me la più bella di tutte) ed al ragazzino con lo sguardo da Psycho ma tanto tenero del Diario degli errori. Poi vabbè, io sono di parte e qualsiasi suo pezzo mi piace sempre, ma l'eliminazione di Ron mi è sembrata un pò eccessiva (però ammetto che non fosse granchè).

Voto 4-- a quella capra della Clerici, a quel caprone di Totti (cioè ma come si fa a gridare al fenomeno mediatico di uno che manco sa parlare?), agli interventi di Crozza (dopo due birre faccio molto più ridere io...).

Voto 1 a quello stronzo del regista che non ha mai inquadrato il Paolone . Pessimo.

E comunque è passato anche Sanremo.
E' segno che è finito il buio, il freddo, il fastidio, che l'abbiamo scampata anche quest'anno, che adesso posso iniziare ad ascoltare le mie preferite in macchina a manetta cantando a squarciagola con i finestrini un pò abbassati, che tutto ricomincerà a riprendere colore e calore.

"... e se è vero che c’è un Dio
e non ci abbandona
che sia fatta adesso
la sua volontà..."
#chesiabenedetta

giovedì 9 febbraio 2017

La battaglia di Hacksaw Ridge


La battaglia di Hacksaw Ridge  è un film strano. Inizi a guardarlo e pensi "uff che palle, la solita storia vera, la solita battaglia con budella da tutte le parti, i soliti due che si vorrebbero sposare ma non possono perchè lui si arruola nell'esercito, la solita medaglia a fine film..." e inizi a guardarlo, un pò mentre cazzeggi su facebook e un pò mentre sbadigli. Già mi vedevo russare pesantemente come durante quella palla mortale di Pearl Arbor.
Poi ti imbatti in lui, Desmond Doss alias Andrew Garfield (presumo parente del gattone) che ha spesso l'espressione che assume il mio cane quando non ha ben capito cosa cerchi di dirle. Inizi a non spiegarti bene cosa c'entri un ragazzo qualunque, in una pellicola come questa. Anzi - pensi - questo a metà film lo faranno a tante piccole striscioline e lo useranno come mocio per pulire i bagni della caserma.
E invece resti completamente sopraffatta dall'anima di Fusto di Mais; dalle sue convinzioni, dalla sua profondità di cuore e dai suoi occhioni, di quelli che ti scavano dentro senza lasciarti scampo.
La storia è assolutamente vera ed incredibile. Positiva. E' un film che nonostante parli di guerra, sofferenza, paura, ti lascia dentro una bella sensazione tipo quella che senti dopo che hai fatto del bene per qualcuno.
Mel Gibson direi che è una conferma, una garanzia.
La sua firma è nella scena finale, in cui Desmond ferito e sfinito, viene inquadrato sulla barella come fosse consacrato su di un altare.
Intenso, a volte duro, fin troppo crudo, ma d'altra parte al termine della Passione di Cristo avevo dovuto prendere una pastiglia per il mal di testa, da tanto che mi aveva stravolta dentro.
Merita. Garantito dalla Catella.
Ps ho pianto, ma in maniera contenuta ☺

venerdì 3 febbraio 2017

Staccatemi la testa, vi prego


E lei si sentiva strana dentro, soprattutto all’altezza dello stomaco, irritato da emozioni complicate, rabbia e qualcos’altro a cui non avrebbe saputo dare un nome, ma che faceva più male di tutto.

Jeffrey Eugenide

#nonpuoesserecolpamiapersempre

sabato 28 gennaio 2017

Segui il tuo cuore che ha un tempo perfetto



Buena suerte
Buena fortuna

A chi sceglie l'alba per andar via, a chi non sa
Se partire o no
Mentre il giorno lo aspetta
Buena suerte
Buena fortuna
A chi vuole cambiare il mondo e a chi viaggerà senza limite
Segui il tuo cuore che ha un tempo perfetto

Anche se sbagli ancora
Non puoi stare fermo allora
Credimi, è un passo nel vuoto la felicità
Segui il tuo cuore che va
Dove splende ogni sogno

Buena suerte
Buena fortuna
A chi sposa una fede ma fede non ha
A chi piangerà per sorridere
Segui il tuo cuore che ha un tempo perfetto

Anche se sbagli ancora
Non puoi stare fermo e allora
Credimi, è un passo nel vuoto la felicità
Segui il tuo cuore che va
Dove splende ogni sogno

Credimi, è un salto nel vuoto la felicità
Segui il tuo cuore che va
Segui il tuo cuore che va

Buena fortuna

mercoledì 11 gennaio 2017

MetroNapoli - Zingarata 2k17

[on the air: yes i know my way - pino]


Mi sono fatta uno dei primi regali di questo nuovo anno: la zingarata di una giornata a Napoli, come nel 2012.
Stesse compagne di avventura. Due donne. E che Donne. 
Partenza ore 09.00 da Malpensa e ritorno alle 21.00 dello stesso giorno.
Una meraviglia.
Ristoro per l'anima.
Vieni catapultato per qualche ora in una realtà completamente diversa, con un sole diverso, un clima diverso, accenti e personaggi che solo in un posto come Napoli puoi trovare.
Ti svegli a Cantello e dopo due ore sei in Piazza del Plebiscito.
Spettacolare.
Adoro questa città. Mi piace da matti.

Se il primo incontro era stato una (fantastica) scoperta, il secondo è stato ancor più bello. 
La metropolitana di Napoli è un gioiello di arte, architettura  e design.
Ben tenuto, pulito, non più pericolosa della metro di Milano (anzi a dire il vero io ho più paura sulla seconda) nessuna puzza di carne umana, di rotaie consumate, di pipì di non precisato essere vivente, di sporco.
Ogni angolo offre un'opera d'arte, una galleria fotografica, una scultura, un'esplosione di colori che, giuro, mai mi sarei lontanamente immaginata.
Gli ascensori funzionano. Tutti.
Tranne in un caso, a nessun pirla è venuto in mente di rompere, rubare o pasticciare con lo spray i muri o le opere esposte.
Giuro. E' tutto incredibilmente e meravigliosamente vero!
Cazzeggiare per Napoli è troppo bello: verso qualsiasi cosa tu volga lo sguardo, ti imbatti in qualcosa di folle, senza senso, affascinante proprio perchè completamente scollegato da ciò che noi del NordE siamo abituati a vivere. Li adoro proprio per questo.

No, non mi sono portata un pezzo di gorgonzola nello zaino come Bisio... E nemmeno ho messo il giubbotto antiproiettile!
Anzi. Adoro la leggerezza che si respira e la sua gente, adoro parlarci, la loro teatralità, mi piace un pò meno - credo non essendo abituati ad esseri umani di sesso femminile che superino il metro e settanta a giudicare dalle scarpe con zeppe chilometriche ovunque - essere fissata come un extra terrestre... Un extra terrestre gigante ovviamente... Cioè ma non è che ti guardano di striscio, come magari succede a Milano. Fissata proprio. Con tanto di occhi sgranati. Che ridere. 
Una città piena di contraddizioni; prima pulitissima, poi sporca, poi un macello di gente, poi la tranquillità più assoluta, poi la metropoli, poi il mare, poi spiderman che fa i selfie coi passanti, poi uomini e donne elegantissimi, poi il tizio che raccoglie soldi per una non precisata comunità, con un dente solo (l'incisivo ndr), che al mio rifiuto di sganciare il soldo mi molla un bacio manco fossi la conoscente di una vita... Folli. Completamente folli.

Tre cose desideravo, anzi quattro: non farmela sotto durante il volo; gustare senza ritegno il trittico sfugliatella+o' cafè+acqua del rubinetto; riassaporare quella che per me da allora è l'unica pizza degna di essere chiamata tale e di essere mangiata; cazzeggiare nelle varie fermate della metropolitana, tanto decantata dai miei amici napoletani trapiantati al nord.
Tutto realizzato, nel modo più bello ed intenso del termine.

Alle mie due donnine non devo dire nulla. 
Solo che credo siano le uniche persone al mondo con cui sono totalmente me stessa, senza filtri, senza menate, senza paura di essere fraintesa o giudicata ma anzi, compresa e coccolata come nessuno mai, verso cui so di poter aprire il cuore senza timore.
Che le ore trascorse assieme siano poche o tante, che ci si veda spesso o non lo si riesca a fare per mesi o anni, la meraviglia è ripartire sempre dallo stesso punto, come se non si fosse mai state lontane.

Su questo link ho pubblicato le foto del mio pellegrinaggio di un giorno... A me piacciono molto.
Anche se le più belle sono quelle che porto nel mio cuoricino.

#solocosebelle
#napolinelcuore
#donninemie 
#serenità

Metronapoli - Fermata Università
Io, versione fotoreporter riflessa nelle cromature della fermata Garibaldi :)

domenica 8 gennaio 2017

Alla Scala (felicità a secchiate)

[on the air: dances of galanta - kodàly]




LaCatella va in città. Al posto di Caterina. [cit.]
All'alba dei quarantadueanniemmezzo sono finalmente riuscita ad entrarci.
La cosa divertente della mia vita è che per quanto tutta possa sembrare slegato da ciò che sono, in un modo o nell'altro riesco sempre a realizzare piccoli o grandi desideri.
Non ho assistito ad un'opera di quelle colossali, ma ad una prova aperta in cui (a parte la violinista solista che si presenta in zibrette e che suona a piedi nudi - ma pare sia abitudine) l'orchestra ha suonato in abbigliamento poco più elegante di me quando faccio i mestieri ed il direttore in sneakers adidas da partita allo stadio. Fantastico.
Il teatro alla Scala di Milano è qualcosa di incredibile: entri e ci sono un sacco di tizi vestiti da preti con una catena al collo stile Kuntakinte che ti salutano e sorridono manco fossi la guest star della serata.
Se hai preso il posto sui palchi laterali, come noi, sempre il tizio incatenato - gentilissimo, educato alle coccole - ti prende in consegna, ti apre la porticina con il tuo numero di posto e ti fa accomodare in questo minilocalino un pelo più grande del mio bagno col pavimento in cotto e rivestito da tappezzeria rosso pompeiano completamente insonorizzato. Le tre file di sedute, due sedie comode per quelli che si possono affacciare e quattro sgabelli per gli sfigati che invece devono allungare il collo, ricordano un pò i filmati dell'istituto Luce quando facevano vedere le famiglie dell'intero cortile che si ritrovavano nel soggiorno di quello coi soldi a vedere in televisione Mike con Lascia o Raddoppia.
Del teatro in sé che dire...
Trasuda storia. Trasuda cultura. Trasuda profumo di cose belle. Trasuda maestosità. 
A partire dai lampadari, in poi.
Acustica pazzesca.
Una meraviglia per il cuore e per la vista.
Hai la netta percezione di essere in un posto nel mondo, ben preciso e bellissimo.
Sapevo che mi sarei emozionata. Era un desiderio che avevo nel cuore da anni e finalmente l'ho realizzato.
Però non si fotografa a tradimento lo stupore dipinto sul viso della ragazza di campagna durante una delle sue tante prime volte !

Ma quanto fa ridere la mia faccia?! Cat in wonderland :)

#antipatico
#solocosebelle

giovedì 29 dicembre 2016

2016

[on the air: sorrido già - elisa feat. emma and giuliano sangiorgi]

TRE PAROLE CHIAVE:
SCONTRO
Non credo di aver mai litigato, discusso, scazzato così tanto e così spesso in tutta la mia intera vita messa assieme. Ma allo stesso tempo non ho mai assistito a così tante cose belle nate dagli scontri più duri. Questo è sicuramente un grande insegnamento di vita.
PERSEVERANZA
Ci sono stati moltissimi momenti in cui volevo mollare tutto, in cui mi dicevo "No, stavolta non ce la farai mai. Non è il ruolo per te. Hai sbagliato tutto". Ed invece la mia proverbiale testa di marmo mi ha salvata anche stavolta. Ed ho imparato moltissimo anche da questo. Diciamo che ho capito cosa fa per me e cosa no, ecco. Che già mi pare una gran cosa.
CAMBIAMENTO
Dio solo sa quanto detesti questa parola. Eppure "... più ti ci opponi e più ti tira giù...". Ho smesso di oppormicivisi e cambierò di nuovo posto di lavoro. Riparto da un bel 60 su 100 per fortuna mia. In mezzo a tutto sto casino ripartire da zero sarebbe effettivamente stato un pò troppo. Ma so cosa trovo e so che sarà il meglio per me in questo momento della mia vita. 

GLI AVVENIMENTI EPOCALI:
Il concerto di Bruce il 3 Luglio a San Siro;
La vendita della moto e la fine della mia avventura da biker;
Brest, nel bene e nel male.

TRE PERSONE IMPORTANTI:
I miei tre fratelli;
Me stessa;
Ale.

E un grande Amico in meno... Ciao immenso, unico, insostituibile Simo!

I TRE MOMENTI UNFORGETTABLE:
Il week end del 50° compleanno di Cicciuzzo (6 e 7 agosto);
Santo Stefano al ranch (26 Dicembre);
Il viaggio fino a Brest (16 agosto).

TRE CANZONI:
Lost on you (LP);
Dark necessities (Red Hot Chili Peppers);
Luca lo stesso (Luca Carboni).