lunedì 19 marzo 2018

Corsi storici (senza ricorsi)

Venerdì - tra una riunione, un giramento di balle, tante saracche, un paio di Comuni in cui dare i numeri per non farci mancare niente - ho rivisto dopo quasi cinque anni il mio Amico M. presenza fissa, insostituibile ed indissolubile della mia esistenza dal 1993 al 2012.

Amico nel senso più totale del termine, quello che ti auguri non divulghi mai cose fatte e dette soprattutto dopo la seconda birra al pub, quello con cui hai praticamente condiviso tutto nel senso più vasto del termine, quello che ho sempre considerato terapeutico che capitava nel posto giusto, al momento giusto, con le parole giuste pur riconoscendogli una smisurata ed incomparabile testa di cazzo. Insomma, l'Amico che se hai il culo di trovare è meglio non lasciartelo scappare. 

Dopo aver cambiato posto di lavoro, nel 2012, le nostre strade si sono separate ed abbiamo iniziato a sentirci raramente, più che altro per questioni di lavoro. Ma sono certa che se avessi invocato il suo nome sarebbe arrivato col costumino tipo Ralph Supermaxieroe a salvarmi.

Venerdì, dicevo, lo rivedo e - a parte un naso e dei capelli veramente improponibili - in due secondi ci eravamo già sufficientemente insultati e presi per il culo segno che, la distanza degli anni precedenti, era stata solo fisica. Il bello dell'amicizia soprattutto con i maschi è proprio questo. 

Ci rivediamo e ad un certo punto tira fuori dal sacchetto dei numeri un nome, cioè quel nome il quale ha immediatamente scaturito nella mia testolina la seguente reazione: sguardo bovino in fissa sul treno. Zero. Il nulla più totale. Nemmeno un sussulto, un brivido, un fastidio.  Solo un vaghissimo e lontano - ma so so so so far - link mentale a ciò che eravamo. A ciò che eravamo stati noi tre. Come se la questione mi avesse riguardata solo di striscio. Lontana anni luce.

Vita ante 2009.
Vita post 2009.

Ogni volta in cui inciampo in queste situazioni emotive resto sconvolta da quanto il solco sia stato e sia profondo. A quanto il percorso umano di ricostruzione mi abbia trasformata in una persona completamente diversa. Rivoltata come un calzino. Trasportata lontanissima da persone e situazioni cui all'epoca ero certissima non avrei mai rinunciato per nulla al mondo e per il resto dei miei giorni.

Certo, sono consapevole che le mazzate prese mi abbiano cambiata. Ma è il quanto che mi colpisce ogni volta. E non so dire se in meglio od in peggio. Ogni trasformazione si porta appresso aspetti positivi e negativi. Forse sono solo diventata grande. Ma è la praticamente nulla emotività che i ricordi di alcune persone si porta appresso, che mi colpisce sempre moltissimo. Quasi avessero fatto parte della vita di altri.

Come se non mi appartenessero più non solo i compagni di viaggio, ma soprattutto ciò che ero. 

Da venerdì rumino attorno a questi pensieri... alla fine è pur sempre lunedì. Se di grazia potessi evitare di flagellarmi per il resto della settimana, anche se siamo in Quaresima e sarebbe pure giustificato... vabbè.

venerdì 16 marzo 2018

Ciaone


21 giugno-22 luglio

Se tutto va bene, nelle prossime settimane finalmente capirai come, quando e perché elargire i tuoi ricchi doni a chi se li merita, e anche come, quando e perché non elargirli a chi se li merita. Se tutto andrà come spero, diventerai più bravo a condividere la tua profonda tenerezza con degni alleati e a capire quando non condividerla. Infine, Cancerino, se sei intelligente come penso, avrai un sesto senso per intuire come ricevere altrettante benedizioni quante ne dispensi.

AH AH AH

No dico, 

AH AH AH.

Scolta Ciccio, vuoi dire che in quarantatrè anni di onorata carriera in cui ho sistematicamente sbagliato:

- modi
- tempi
- persone
- luoghi
- situazioni
- relazioni
- meriti
- demeriti
- frasi

collezionando delusioni e figure di palta come se non ci fosse un domani, improvvisamente vengo folgorata come San Paolo sulla via di Damasco ed inizio ad azzeccare come, dove, perchè, quando, tutto e tutti?

Quanta grazia! (petta che mi do una toccatina...)

Diciamo che visti i precedenti, nutro seri dubbi a riguardo...
Ma se così fosse, potrei sentirmi non dico felice - non esageriamo, non si sa mai - ma giusto un pò meno fuori posto, meno prosciugata e un pò più sazia.

Però c'è da dire che solo il pensiero che tutto ciò possa accadere davvero, mi lascia addosso una bella sensazione.
L'idea di poter finalmente condividere "... la tua profonda tenerezza con degni alleati..." mi fa sentire come quando i miei genitori mi concedevano mezz'ora in più per stare fuori alla sera. Un misto di felicità, curiosità, libertà di cuore infinita e desiderio di condivisione di anima, che è una cosa che mi è sempre piaciuta da matti ma che non pratico da un bel pò.

Vabbè, mi siedo e mi godo lo spettacolo. 

#robbrezsnysantosubito

martedì 13 marzo 2018

86

"Incapace di percepire la forma di Te, 
ti trovo tutto intorno a me. 
La tua presenza 
mi riempie gli occhi del tuo Amore, 
umilia il mio cuore, 
perché tu sei ovunque."


La poesia che viene recitata alla fine del film "La forma dell'acqua" mi si è conficcata nel cuore, parola dopo parola, una dopo l'altra.

 L'ho riletta spesso ed ho anche pensato se potesse esistere nella mia vita una persona degna di ricevere delle parole così belle.

E l'ho trovata.

Buon compleanno Amore grande! 💗

giovedì 8 marzo 2018

A lot of slopes

"E' difficile che tu riesca ottenere ciò che vuoi se non lo chiedi esplicitamente, e gli altri non hanno la tua sensibilità nel capire cosa desidera l'altro. 

E soprattutto non vale il discorso che tu fai così spesso ovvero che chi ti vuole bene dovrebbe darti in modo spontaneo ciò di cui hai bisogno: 

non tutti manifestano il loro affetto nello stesso modo".

Uffaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
😟
👉👈

martedì 6 marzo 2018

L'ora più buia



Winston Churchill:

Io sono indesiderato...

Re Giorgio VI:
Forse perché lei spaventa le persone...

Winston Churchill:
Chi?

Re Giorgio VI:
Spaventa me.

Winston Churchill:
Che assurdità... cosa può esserci di spaventoso in me...

Re Giorgio VI:
Nessuno sa mai cosa sta per uscire dalla sua bocca: qualcosa che lusinga... qualcosa che ferisce...

Winston Churchill:
Le mie emozioni vanno a briglia sciolta, una sregolatezza nel sangue che condivido con mio padre e con mia madre... c’è mancato il dono della sobrietà.


Winston, può essere che siamo parenti?

Filmone.

 Interpretato e recitato da-dio.
Gary Oldman fantastico.
E' la rievocazione di un avvenimento storico, 
quindi se non piace il genere, ci si fa le palle un pò a julienne.

Il dialogo tra il Primo Ministro e il Re, per me vale da solo l'Oscar.

"Success is not final, failure is not fatal: 
it is the courage to continue that counts."
💪

sabato 3 marzo 2018

The shape of water


Questo film è una carezza.
E' una poesia.
E' una fiaba.
E' fatto bene, coinvolgente, emozionante (ma non ho pianto, quindi non tocca nel profondo grandi corde emotive forse perchè affronta un pò di tutto senza mai esagerare).
Ti fa ricordare che l'Amore tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
E' un film da guardare quando ti senti come me, sabato: disillusa, ferita, amareggiata e sconsolata. Ridà speranza. Scalda il cuore.
E' un film che ti apre la fessurina per far entrare luce anche nell'abisso.

"Incapace di percepire la forma di Te, 
ti trovo tutto intorno a me. 
La tua presenza 
mi riempie gli occhi del tuo amore, 
umilia il mio cuore, 
perché tu sei ovunque."

lunedì 26 febbraio 2018

Amen

Soldi ben spesi, quelli per farti studiare caro il mio William 😘

"Credo che le donne siano pazze a pensare di essere uguali agli uomini. Sono di molto superiori, da sempre.

Qualunque cosa tu dia ad una donna, lei la migliora.


Se le dai dello sperma, lei ti dà un bambino.
Se le dai un'abitazione, lei crea una casa.
Se le dai del cibo, lei ti darà un pasto.
[bhè magari non è proprio il mio caso questo... 😏]
Se le dai un sorriso, lei ti darà il suo cuore. 

Le donne moltiplicano i doni che ricevono.

Quindi se le tratti di merda, preparati a riceverne a tonnellate."

Sir William Golding - Premio Nobel Letteratura

giovedì 22 febbraio 2018

Oggi decido che il resto della mia vita sarà la parte migliore

Leggere articoli come questo è doloroso più di qualsiasi altra cosa.
Ti vengono sciorinati tutti gli errori che hai commesso uno dopo l'altro e tutto ciò non fa altro che insegnarti una volta di più che il cuore va ascoltato, sempre. Anche quando ti dice delle cose antipatiche che non vuoi sentirti dire.

C'è anche un'altra cosa importante: i sogni non mentono mai. Ma proprio mai. E a parte il mio cervello, che è un discorso a sé viste le quantità di cose che puntualmente si sono avverate poi nella realtà, essi sono la verità più brutale privata di qualsiasi filtro mentale. Compresa quella che cerchiamo in ogni modo di ignorare. Avevo smesso di ascoltarli perchè credevo non mi "servissero" più. Ed ho commesso un errore gigante. Mi sarei evitata una marea di dolore e di tempo che non torna più.

[https://lamenteemeravigliosa.it/smuovere-mari-e-monti-pietra/]

Hanno sempre cercato di convincerci, in nome della morale comune, che bisogna dare senza aspettarsi di ricevere nulla in cambio e non abbiamo mai dubitato di questo principio. Ma mi viene da chiedervi, non credete di meritare di ricevere almeno una minima parte di quello che date voi nelle vostre relazioni affettive? E questo non vuol dire aspettarsi sempre di ottenere qualcosa in cambio, bensì di non muovere sempre mari e monti per qualcuno che non muoverebbe per voi nemmeno una singola pietra.

Per amicizia, per affetto o semplicemente perché così deve funzionare una relazione che si possa definire sana, avete bisogno di avere al vostro fianco persone che facciano tutto il possibile per mantenere il vostro rapporto, e che lo facciano con il cuore: a volte non bisogna per forza smuovere le montagne per qualcuno, è sufficiente tenere in considerazione quello che gli altri fanno per voi.

(...) cercando di insegnare che l’amore non deve essere incondizionato per essere vero e che questa è, a volte, una concezione sbagliata che spesso accettiamo. Di fatto, a tutti noi almeno una volta ha dato fastidio la passività degli altri nei nostri confronti quando, al contrario, noi eravamo lì per loro.

Essere disposti a darvi agli altri a seconda del loro livello di importanza per voi, vi porterà a smuovere montagne, terra e aria rendendole vostre nemiche.

Un effetto controproducente.

Abbiamo il coraggio di aprire e offrire il nostro cuore alle persone che amiamo, esponendoci totalmente al pericolo di non ricevere altrettanto in cambio. Ma è proprio così facendo che corriamo il rischio di perdere l’animo e la voglia nel tentativo.

L’esperienza insegna che fare tanto per gli altri non significa per forza che gli altri faranno lo stesso per noi. Al contrario, a volte l’effetto è controproducente: vi fate in quattro per qualcuno perché vorreste che faccia parte a tutti i costi della vostra vita, dimenticandovi che muovere mari e monti per quella persona non vuol dire che lei ricambierà. Anzi, potreste sfinirvi per qualcuno che poi se ne andrà.

È un effetto controproducente perché dopo aver riposto tutte le vostre energie in quella relazione, e con loro anche le vostre illusioni, vi siete resi conto che tutto questo non vi porta da nessuna parte: quella relazione è irreale perché si basa su un interesse evidente, e se così non è, è perché da parte di quella persona non c’è.

Il potere della reciprocità

Siamo dunque arrivati alla conclusione che tutte le persone sono destinate a stancarsi degli affetti non reciproci, dei comportamenti squilibrati. La reciprocità è fondamentale poiché in sua assenza è una sola persona a perderci, ma in sua presenza vincono entrambe.

Nel momento in cui non si trova un equilibrio nel meccanismo del dare e ricevere, soprattutto a livello emotivo, si verifica un deficit che può portare a far infrangere i “lacci” che mantengono unite le persone.

Il potere della reciprocità risiede nell’amare e nel sentirsi amati affinché i legami resistano.

Fate per gli altri, senza però sacrificare il vostro Io interiore: muovere mari e monti non ha senso se nessuno vi vuole aiutare a farlo.

“Che l’amore per gli altri non abbia bisogno di ricevere nulla in cambio
è un’invenzione dei remissivi:
se dai, devi ricevere. È la normalità.”
 Walter Riso 

sabato 17 febbraio 2018

La stagione dell'amore

[on the air: la stagione dell'amore - francuzzo]

Nessuna relazione è una perdita di tempo.
Se non ti ha portato quello che vuoi, 
ti ha insegnato quello che non vuoi.

#thebestisyettocome

La stagione dell'amore tornerà
Con le paure e le scommesse
Questa volta quanto durerà
Se penso a come ho speso male il mio tempo
Che non tornerà, non ritornerà più

martedì 13 febbraio 2018

19 anni


Ci ho messo diciannove anni.

Diciannove anni di gavetta, di rospi giganti ingoiati, di lavoro duro, serio, di teste piegate, di pettinate più o meno meritate, di grande impegno in alcuni momenti provocato da chi fortunatamente ha creduto in me e nelle mie capacità molto più di quanto l'abbia fatto io stessa.

Quando vinsi il mio primo concorso a tempo indeterminato non avevo molte ambizioni; mi bastava la consapevolezza di avere conquistato un posto di lavoro che allora come al giorno d'oggi ritengo privilegiato, per la sicurezza che regala ed offre pur con tutti i pro e contro.

Ad un certo punto sono stata presa per il coppino come mamma gatta fa con i propri cuccioli - oddio... diciamo che la metafora rende, ma il percorso non è stato altrettanto tenero... anzi - e scaraventata - ecco si, questo già rende più l'idea - nella mischia.

E' una grande soddisfazione. Ma proprio grande. E' merito di quella santa Donna che nonostante la prova orale oscena ha saputo guardare oltre; dei miei due "capi" che ci hanno visto lungo e mi hanno plasmata negli anni sino a farmi diventare ciò che sono ora; della mia volontà che a volte forse ha bisogno di essere un pò spronata e motivata ma che alla fine mi ha sempre portata a raggiungere obiettivi importanti, come questo.

Grazie a tutti voi, di cuore.

Ce l'ho fatta Mamma e Papà. 
Spero siate fieri di me.
Cicciuzzo se la sarebbe tirata all'infinito.

Io sono "solo" felice.

Ad maiora! 🚀

lunedì 12 febbraio 2018

Sanremo 2k18 part II

Spassionatamente?

Questo sessantottesimo Festival di Sanremo mi ha divertita. E nemmeno poco.
Leggero, simpatico, frizzante, molto meno palloso degli altri anni, un sacco di musica a tratti anche molto carina.

Baglioni - a parte la plastica che ha addosso che se venisse riciclata produrrebbe Pile come se non ci fosse un domani - mi ha stupita. Fare il presentatore - e per di più del festival di Sanremo - è palese che non sia il suo mestiere, però si è messo in gioco e questo basta per avere la mia stima.

La bionda e quel figaccione di Favino a me sono piaciuti.
Molto meglio due che sembrano i compagni di classe della fila in fondo piuttosto delle bellone ingessate che leggono pure le battute sul gobbo perchè manco quello sanno dire senza essere impacchettate nel loro ruolo...

Fiorello è stato fantastico, come sempre.
Ne vorrei uno da tenere nel portafogli e da tirare fuori nei momenti tristi. Grande Fiore!

Gli Stato Sociale che hanno portato il coro dell'Antoniano versione rock sul palco sono stati geniali. Mi hanno un pò delusa EELST mi aspettavo almeno una canzone più decente... invece mi sa proprio di cagatina...

Condivido la critica secondo cui Baglioni ci abbia scassato quelli che fanno rima col cognome scambiando il palcoscenico dell'Ariston per quello di un suo personale concerto... Un filino esagerato, però c'è anche da capirlo: lui quello è. Non puoi mica pretendere che si inventi di fare altro! 

Le mie preferite?
Vabbè quella della Ornellona la so già a memoria (gabbia di ossa - libero il cuore... poesia pura); Ron non è un capolavoro della musica italiana ma è carina, direi tipica Sanremese (e anche tipica del Lucio); Quella degli Stato Sociale è terribile, di quelle che ti entrano in testa alla mattina alle 7.30 e te ne liberi quando vai a letto, se va bene; Le Vibrazioni mi sono piaciute (il duetto con Skin versione Gatto Arturo spaziale) così come quei tamarri inguardabili dei The Kolors... per lo meno è un pezzo un pò originale e non spaccacuore - o spaccapalle - come al solito; Sono invece rimasta basita dalla colossale figura da cioccolatai del duo Facchinetti-Fogli. Cioè. Adesso. Ma uno ad una certa deve prendere coscienza dei propri limiti... slegati, brutto il pezzo, la prima serata Fogli si è perso ed ha cannato l'attacco... Ma puoi dopo 40 anni di carriera sputtanarti in quel modo? Ma fate i bravi; Mario Biondi e Nina Zilli assolutamente e brutalmente al di sotto delle aspettative e delle capacità; Moro e Meta scontatissimi per la vittoria finale... Non è un pezzo memorabile ma non è male il testo, più che altro attualissimo.

Gli altri non mi sono pervenuti. O mi perverranno a forza di ascoltarli.

Comunque, adoro Sanremo - al di la dello spettacolo in sè - perchè segna la fine del buio, l'inizio delle giornate che si allungano, il tepore che torna a farsi sentire, le gemme sul glicine al ranch e regala le canzoni che ci accompagneranno sino all'estate da cantare in macchina a manetta.

Il buio è alle spalle. Il peggio è passato.

Giù il finestrino, che c'abbiamo le canzoni da cantare a squarciagola!

giovedì 8 febbraio 2018

Sanremo 2k18 part I

Ma che meraviglia è una Donna che a 83 anni si mette in gioco sul palco più criticato, guardato e preso di mira che esista, si presenta elegantissima e la spiega a tutti ancora, regalandoci una canzone strepitosa come questa?

Fantastica Ornellona nazionale, sapevo che non mi avresti delusa.

E grazie per i brividi che mi hai regalati.


Hai preso dolcezza
Da ogni dolore

Conservo l’infanzia
La pratico ancora

La seduzione mi affascina sempre
E in fondo sentire che esisti felicità

Abbracciami ancora una volta 
Mi basterà

Bisogna imparare ad amarsi in questa vita

Bisogna imparare a lasciarsi quando è finita

E vivere ogni istante fino all’ultima emozione

Così saremo vivi

💗

martedì 6 febbraio 2018

Ah l'amour

"Mai il vero amore ebbe agevol corso"

Se la leggi a vent’anni anni ti sembra vera,  vent’anni dopo capisci che è tutto il contrario.  

Deve venire facile, il grande Amore.

È così che lo riconosci. 

Per avere tutto non deve volerci niente.

giovedì 1 febbraio 2018

Notti magiche

[on the air: notti magiche - bennato nannini]


La notizia ieri del passaggio a miglior vita dell'ex CT della Nazionale Azeglio Vicini (è bello il nome Azeglio! Musicale, morbido, leggero. Mi piace!) mi ha fatto ripensare alle notti magiche, al 1990, ai miei 16 anni ed al mondiale giocato in Italia che ricordo perfettamente.

Erano anni di totale ed assoluta spensieratezza, all'inizio della mia carriera cestistica seria, il mio primo fidanzato serio e i mondiali visti con i miei amici al teatro dell'oratorio.

Le mie "notti magiche" erano il ciao tamarrissimo su cui si faceva il giro del paese in due, poi in tre, poi in quattro (cinque se contiamo la bandiera)... tanto la sella era abbastanza lunga e ci stavamo tutti; le partite viste  all'oratorio, l'emozione dei goal e dei baci rubati nel buio della sala; nessuno di noi aveva la patente e allora il massimo dei festeggiamenti era girare come dei pirla con il tricolore in motorino per il paese; erano gli occhi sgranati di Totòschillaciulvisìrdatuchiterùni ad ogni goal; era Vicini sempre composto, sobrio, pacato, educato. Roba impensabile al giorno d'oggi; erano i giocatori in campo che ti facevano sentire parte di un sogno, quello di vincere un mondiale in casa; erano le prime uscite alla sera, erano i primi "ti posso accompagnare a casa?" erano le risate fino alle lacrime; erano i "non tornare a casa tardi"; era l'estate dopo la fine del mio primo grande smisurato immenso sconvolgente amore, ovviamente non corrisposto; era il cazzeggio senza fine sotto al lampione sul sagrato della chiesa; era l'omino tricolore con il pallone da calcio al posto della testa; era l'estate in cui avrei di li a poco conosciuto una delle bimbe più dolci e affettuose ovvero mia nipote Elena; era l'estate delle macchine da lavare all'autolavaggio mentre tutti i miei amici andavano al lago, in piscina o all'oratorio; erano i primi mesi della storia d'ammore con F. da fidanzata seria, come si dice "in casa"; era l'estate della maglietta della Germania, quella della Adidas con la fascia nera e rossa a V sul davanti; era la canzone della Nannini e di Bennato trasmessa in ogni dove.

Erano i mondiali vissuti da una pistolina di 16 anni che le sue notti magiche le ha vissute davvero, grazie ai ragazzi che scendevano in campo con il cuore, regalandoci la speranza di un sogno mondiale anche se chiusi nel teatro dell'oratorio di Cantello.

Grazie Mister, grazie per aver accompagnato le notti magiche di ognuno di noi.

Buon viaggio.


venerdì 26 gennaio 2018

Oroscopando

[on the air: felicità - l. dalla]


"Carl Jung era convinto che buona parte dei nostri grandi problemi non potesse essere mai del tutto risolta. E diceva che in realtà era una cosa positiva, perché cercare di risolvere quei problemi ci mantiene vivi, in continua trasformazione, e non ci permette di impigrirci. In generale sono d’accordo con Jung. Dovremmo essere grati ai nostri problemi per come ci costringono a crescere. Ma penso che in questo momento per te la cosa sia irrilevante, perché hai un’opportunità senza precedenti di risolvere un grosso problema che ti affligge da tempo. Quindi non essergli grato. Liberatene."

Allora. Tre cose.

Uno:
con sta cosa che è l'ora della pulizia, del cambiamento, del taglio dei rami secchi, mi avete anche un pò scassato trequarti. Che ansia! Ne abbiamo ancora per molto? Lo so, lo so anche io che ci sono mille cose di cui farei a meno e dalla quale preferirei e mi piacerebbe liberarmi... Ma se fosse così facile non è che magari avrei già provveduto prima senza sentirmelo dire da qualunque astrologo che si diletti nel mio oroscopo del 2018? 

Due:
visto che siete così bravi a dirci cosa dobbiamo fare, un aiutino come quando bisognava indovinare i fagioli nel vaso con Raffaella Carrà già che ci siamo? No? Perchè io nella mia vita attuale non è che ne abbia uno solo di ramo secco da segare o di "grosso problema che ti affligge da tempo" da risolvere... Se, di grazia, si potesse capire cosa fare o dove andare invece di spingerci avanti col forcone a caso... Grazie.

Tre:
grata ad un problema? Io? Io che li detesto e che praticamente passo i giorni della mia vita a cercare di risolvere i miei e quelli degli altri come se non ci fosse un domani? Potrei magari farlo, se la mia esistenza non fosse una perenne ricerca di soluzioni per: soffrire meno, stare bene io, fare stare bene gli altri, non finire in mezzo a casini pesanti, misurare le parole-i sorrisi-le richieste-le strategie per evitare i casini di cui sopra, non fare restare male gli altri, non restarci male io, portare a casa i risultati sperati, assorbire come una spugna i cazzi di tutti quanti (ché per quanto io cerchi di fuggirli come un male brutto, sono loro che mi vengono a cercare), arrivare a sera sana e salva per potermi finalmente rifugiare nel mio nido. 

Gliene sarò grata? Boh. Può essere.
Perdere un'opportunità senza precedenti, mi farebbe un pò girare i chitarrini.
Cose che ho detestato profondamente e che mi hanno fatto stare male come un cane, alla fine si sono rivelate delle grandissime lezioni di vita... 

Però... Che fatica. Sempre.

Dopo tutto sto pippotto, la verità è che io sono profondamente consapevole di avere un grosso problema che mi affligge da tempo.
Il "grosso problema" è quello, al di la della situazione in sè.

[Auguri in ritardo, MM]

... Ma se questo mondo e' un mondo di cartone
allora per essere felici
basta un niente magari una canzone
o chi lo sa
se no sarebbe il caso di provare a chiudere gli occhi
e poi anche quando hai chiuso gli occhi
chissa' cosa sara'

ah felicita'
su quale treno della notte viaggerai
lo so che passerai
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai...

sabato 13 gennaio 2018

Il treno è sempre il treno

[on the air: long train running - the doobie brothers]


Stamattina sono andata a vedere la nuova stazione di Cantello - Gaggiolo. Da proprio l’idea di un’opera che ha ancora da essere finita in molte sue parti, però... funziona. Ero curiosa di vedere l’esito di una trasformazione del “mio” territorio così profonda. E volevo vederla, calpestarla, annusarla (fino a quando non saprà di tutti gli odori umani possibili) la nostra stazione del treno. È un momento storico. Io c’ero. Ci sono stata quando hanno inaugurato la ferrovia a pochi metri da casa mia. Ogni volta in cui passo di lì provo un misto tra orgoglio e stupore. Ripenso spesso a cosa avrebbe provato mio Papà, profondamente innamorato del nostro paese e del suo territorio, nel vedere una cosa simile. Credo - conoscendolo - che ci sarebbe salito quasi tutti i giorni, solo per il gusto di vedere il mondo da lì. Un po’ come quando aprirono la Iper e per lui era una specie di paese dei balocchi da frequentare il più possibile.

È stato un bel momento che mi sono regalata, o che forse ho regalato a mio Papà, guardando con i miei occhi ciò che lui non ha potuto vedere.

Bello. Belle cose.

W il treno e W Cantello 💗

[Lo so che il selfie in stazione è veramente da sottona paesana terrificante... Ma non ho resistito! In realtà, visto che - per fortuna - ci sono telecamere ovunque pensavo a quanto prendermi per il culo avranno fatto i dipendenti che si godevano la scena della sfigata di turno che si faceva la foto davanti al cartello della fermata... Son soddisfazioni!]

Ovviamente sono rimasta li fino a quando non l'ho visto arrivare, bello fresco, dalla Svizzera. Vabbè io mi sono emozionata! E per una volta di più mi sono sentita tale e quale al Ragazzo di Campagna che si portava da casa la sedia per stare li ed ammirarne il passaggio, in tutto il suo splendore. Ma almeno sono rimasta in piedi.
#wlartemio #amoilmiopaese #orgoglio #chefigata #benvenutinellaciviltà

mercoledì 10 gennaio 2018

Dobbiamo parlare


Ma porca paletta ma come ho fatto a perdermi questo filmone??
Filmone si, che riprende Carnage (altra pellicola che adoro) secondo me perfettamente re-interpretato.

Bentivoglio è uno dei miei attori italiani preferiti e sono abituata a vederlo nei panni del cucciolotto tenero ed indifeso (o che cornifica come se non ci fosse un domani tipo in Ricordati di me e comunque anche li... a me faceva venire voglia di difenderlo) ed in questa interpretazione del Doc sboccato, grezzo, narciso mi è piaciuto da matti. Rubini vabbè, è sempre di un'altra categoria... Adoro i film in cui si scatenano ed attorcigliano dinamiche psicologiche tra i protagonisti... che qui sono solo quattro, recitano praticamente in una scena e mezza e tutto si svolge in una sola notte.

Fichissimo. 

Dobbiamo parlare schizza di prepotenza tra i miei preferiti in assoluto. Forse più di Carnage stesso. Bello bello e ancora bello.

"Parlare fa bene all'amore?" 

Abbiamo la domanda di riserva?

Fino a qualche mese fa, ero certissima che fosse un dogma, un principio indiscutibile.
Poi questa certezza ha iniziato a scricchiolare sotto colpi di artiglieria pesante. Pesantissima.
Ho capito a mie spese che farsi i cazzi propri molto spesso è più salutare per la propria psiche, che cercare di andare a fondo e capire e chiarirsi e comunicare e manifestare un problema o un disagio.
Cerco di mettermi in discussione sempre ed in passato ho fermamente creduto che ciò servisse a crescere, a migliorarsi.
Invece mio malgrado mi sono resa conto che essere trasparente e sincera ad ogni costo, mi è costato solo una gran fatica di cuore e dei gran brandelli di fegato persi lungo il tragitto e dei gran fazzoletti pieni di moccio e lacrime.

Resta comunque il fatto che Dobbiamo parlare sia una gran frase di merda. Preludio di battaglie, dolori e sofferenza. Di cambiamento, consapevole o meno. Desiderato o meno.
Guardarsi dentro a fondo o, peggio, sentirsi lanciati addosso giudizi, crtitiche e sbagli da chi cammina al tuo fianco non è mai un bel momento perchè - come la famosa scatola di cioccolatini di Forrest Gump - non sai mai quello che ti capita. 

E raramente ho pescato i miei preferiti. 

(E comunque i cioccolatini manco mi piacciono).

lunedì 8 gennaio 2018

Un gatto in tangenziale


Mah... Si dai.
Diciamo che non è decisamente il mio genere di film, però è guardabile.

La storia - niente di che è - offre spunti di riflessione ed affronta temi attualissimi e da cui ci nascondiamo volentieri indossando la mascherina del buonismo prima e dell'indifferenza poi.
All'analisi del famoso teorema del Magna Magna tirato sempre in ballo quando non si sa che altro dire pur di criticare e lamentarsi ad minchiam e che Albanese urla in faccia ad un tamarrissimo Amendola, volevo alzarmi in piedi ed applaudire.

Per il resto, loro due eccezionali come sempre, davvero bravi ma devo dire anche il contorno (tipo le due gemelle Pamela e Sue Ellen in onore a Dallas che guardavamo pure noi a casa negli anni 80) scelto accuratamente e con intelligenza.

Un film carino.
Vale il prezzo del biglietto, decisamente.

lunedì 1 gennaio 2018

Ciao Adriano

Ciao Adriano,
Mio grande ed insostituibile tifoso.

Grazie, grazie per le trasferte infinite, per le chiacchierate, per la tua gentilezza, la tua infinità disponibilità e pazienza. 
Grazie per le cazziate, le critiche, i complimenti (quelli a dire il vero molto pochi, ma avevi un modo particolare anche di fare quelli, travestiti ovviamente da cazziatoni epocali).
Grazie per aver accompagnato con la tua presenza discreta ma costante gli anni più belli della mia carriera.
Grazie per tutte le volte che mi fermavi per strada e mi dicevi, anche dopo anni, che mi seguivi lo stesso su La Prealpina.
Grazie per tutte le volte in cui sei venuto a vedermi giocare con il Bruno, anche se non eri più il mio dirigente (preferito).
Grazie perchè ogni cosa che arrivava da te era vera e genuina (e questo, ho imparato poi negli anni, era un aspetto rarissimo nel mondo della pallacanestro) e proprio per questo faceva incazzare ancora di più.

Non aver potuto esserci al tuo ultimo saluto, resterà per me un rimpianto grandissimo.

Che la terra ti sia finalmente lieve e che tu possa tornare a passeggiare con il Tobia e l'immancabile La Prealpina - del lunedì - sotto al braccio.

Sono triste. Ma ti spero in un posto sereno.

Ciao Adriano, grazie di tutto.

domenica 31 dicembre 2017

2017

TRE PAROLE CHIAVE:

IMPEGNO
Si decisamente questo è stato l'anno dell'impegno. Testa bassa e lavorare duro. Nel lavoro, nel mio impegno in Amministrazione, su me stessa. Ho lavorato veramente duro. Ho sempre creduto fermamente che se ci metti cuore e maroni in qualsiasi cosa, alla fine vieni premiato. E' uno degli insegnamenti più importanti e grandi che mi ha lasciato la pallacanestro. E le soddisfazioni che mi sono tolta quest'anno... Beh, mica male devo dire. Sotto tutti i punti di vista. Fico!

PRESA DI COSCIENZA
Presa di coscienza su tante cose: su me stessa e dove volevo andare e cosa volevo per me e la mia serenità. Chi volevo che rimanesse nella mia vita e chi no. Rapporti che mi hanno fatto solo del male e dai quali mi sono definitivamente e finalmente liberata. Rapporti che non sapevo assolutamente come gestire e portare avanti che invece ho affrontato con l'impegno di cui sopra. E i risultati sono arrivati anche li. Belli, dolci, avvolgenti, rassicuranti.

TRAGUARDI
Beh. No, non me li aspettavo. Sinceramente quando c'ero in mezzo e cercavo in tutti i modi una soluzione ed una via d'uscita e comunque quando dovevo affrontare situazioni assolutamente nuove per me, non mi aspettavo di arrivare al traguardo e di salire pure sul podio. Per come erano partite poi... Ci speravo, ma sembrava davvero una cosa impossibile, troppo difficile e complessa. Ed invece... Bello lo spettacolo visto da un gradino un pò più in su!

GLI AVVENIMENTI EPOCALI:
La prova orale alla selezione per il comune di B. che ha vendicato l'orribile precedente del 1999;
Gli obiettivi (soprattutto due) raggiunti dal mio Assessorato;
La Messa di Papa Francesco al parco di Monza con la fascia tricolore del mio adorato Comune.

TRE PERSONE IMPORTANTI:
Me stessa;
Pulcinella (e Marchino);
Ale.

I TRE MOMENTI UNFORGETTABLE:
Il 9 marzo;
La settimana dal 10 al 15 luglio;
Il capodanno in Camargue (30 Dicembre - 02 Gennaio).
[Papa Francesco che passa a pochi metri da me, un'emozione che ancora mi mette i brividi.]

TRE CANZONI:
Vedrai (Samuel);
Sick love (RHCP);
Stavo Pensando a Te (Fabri Fibra prima che la rovinasse con il feat. del sottone Tiziano Ferro).

Ho vinto una delle mie paure e sono salita su un cavallo. Esperienza incredibile. Aver attraversato la Camargue ed essere arrivata fino al mare in sella a Pinky, beh, si. Credo sia e resti una delle  esperienze più belle della mia vita. Ancora ci penso e non mi spiego come i miei occhi abbiano potuto vedere davvero una cosa così bella... poi vabbè quello che arrivava dal cuore lasciamo perdere. 💚