lunedì 20 febbraio 2017

Bandiera bianca

Corsi e ricorsi storici.


Sbagliare è umano, ma perseverare è proprio tipico delle teste di cazzo come me.

Chissà se tutto ciò prima o poi avrà una fine 
o se sarò condannata a tormentarmi per il resto dei miei giorni.

Stanca. Tanto e di tutti.
Comunque basta. Mi arrendo.
Bandiera bianca.

lunedì 13 febbraio 2017

Sanremo 2k17

[on the air: vedrai - samuel]


Mah.
Sono perplessa.
Va bene che ormai va di moda - quando ci è data la possibilità di farlo - votare per ribaltare l'esito, per dimostrare che si è stufi delle solite cose o forse solo per dimostrare che la propria opinione può valere qualcosa... beh sta di fatto che sto giro, il risultato finale mi è stato sulle palle più di altre volte.

Cioè adesso: senza nulla togliere alla canzone in sè che è carina, orecchiabile e molto meno idiota di quanto sembri (e che ce la trascineremo fino agli infradito e mojito)... Ma il festival della canzone italiana - della canzone-italiana, quindi quella che più di altri dovrebbe rappresentarla - è un pistola con a fianco una scimmia che balla? Dai vabbè che siamo allo sfascio totale, ma se quando abbiamo l'opportunità di risollevarci un minimo, poi permettiamo queste cose... Amarezza. Questo festival mi ha lasciato addosso un senso di amarezza. Proprio così.
Con tutta la leggerezza del caso è, mica me la caccio per queste cose. Però la vittoria di Occidentali's karma è un segnale triste. Soprattutto perchè fino all'ultimo se l'è giocata con un pezzo, quello della Fiorella, dieci spanne sopra: come testo, profondità, interpretazione.
Una mi ha messo i brividi per un motivo. L'altra pure, ma per il motivo opposto.

Nel marasma generale, voto 10 all'esibizione di Mika, di Zucchero (incredibilmente lucido), a Rita Pavone - Small Wonder che a 71 anni e senza cuffiette-salvaculo ha messo via tutti, alla sobrietà di Queen Mary, a Lost on You di LP, alla bellezza delicata e incantevole della Pellegrinelli (che è una delle pochissime donne che seguo su Instagram), al limone di Robbie (che invidiaaaaaaaaaaaa), a Vedrai di Samuel (secondo me la più bella di tutte) ed al ragazzino con lo sguardo da Psycho ma tanto tenero del Diario degli errori. Poi vabbè, io sono di parte e qualsiasi suo pezzo mi piace sempre, ma l'eliminazione di Ron mi è sembrata un pò eccessiva (però ammetto che non fosse granchè).

Voto 4-- a quella capra della Clerici, a quel caprone di Totti (cioè ma come si fa a gridare al fenomeno mediatico di uno che manco sa parlare?), agli interventi di Crozza (dopo due birre faccio molto più ridere io...).

Voto 1 a quello stronzo del regista che non ha mai inquadrato il Paolone . Pessimo.

E comunque è passato anche Sanremo.
E' segno che è finito il buio, il freddo, il fastidio, che l'abbiamo scampata anche quest'anno, che adesso posso iniziare ad ascoltare le mie preferite in macchina a manetta cantando a squarciagola con i finestrini un pò abbassati, che tutto ricomincerà a riprendere colore e calore.

"... e se è vero che c’è un Dio
e non ci abbandona
che sia fatta adesso
la sua volontà..."
#chesiabenedetta

giovedì 9 febbraio 2017

La battaglia di Hacksaw Ridge


La battaglia di Hacksaw Ridge  è un film strano. Inizi a guardarlo e pensi "uff che palle, la solita storia vera, la solita battaglia con budella da tutte le parti, i soliti due che si vorrebbero sposare ma non possono perchè lui si arruola nell'esercito, la solita medaglia a fine film..." e inizi a guardarlo, un pò mentre cazzeggi su facebook e un pò mentre sbadigli. Già mi vedevo russare pesantemente come durante quella palla mortale di Pearl Arbor.
Poi ti imbatti in lui, Desmond Doss alias Andrew Garfield (presumo parente del gattone) che ha spesso l'espressione che assume il mio cane quando non ha ben capito cosa cerchi di dirle. Inizi a non spiegarti bene cosa c'entri un ragazzo qualunque, in una pellicola come questa. Anzi - pensi - questo a metà film lo faranno a tante piccole striscioline e lo useranno come mocio per pulire i bagni della caserma.
E invece resti completamente sopraffatta dall'anima di Fusto di Mais; dalle sue convinzioni, dalla sua profondità di cuore e dai suoi occhioni, di quelli che ti scavano dentro senza lasciarti scampo.
La storia è assolutamente vera ed incredibile. Positiva. E' un film che nonostante parli di guerra, sofferenza, paura, ti lascia dentro una bella sensazione tipo quella che senti dopo che hai fatto del bene per qualcuno.
Mel Gibson direi che è una conferma, una garanzia.
La sua firma è nella scena finale, in cui Desmond ferito e sfinito, viene inquadrato sulla barella come fosse consacrato su di un altare.
Intenso, a volte duro, fin troppo crudo, ma d'altra parte al termine della Passione di Cristo avevo dovuto prendere una pastiglia per il mal di testa, da tanto che mi aveva stravolta dentro.
Merita. Garantito dalla Catella.
Ps ho pianto, ma in maniera contenuta ☺

venerdì 3 febbraio 2017

Staccatemi la testa, vi prego


E lei si sentiva strana dentro, soprattutto all’altezza dello stomaco, irritato da emozioni complicate, rabbia e qualcos’altro a cui non avrebbe saputo dare un nome, ma che faceva più male di tutto.

Jeffrey Eugenide

#nonpuoesserecolpamiapersempre

sabato 28 gennaio 2017

Segui il tuo cuore che ha un tempo perfetto



Buena suerte
Buena fortuna

A chi sceglie l'alba per andar via, a chi non sa
Se partire o no
Mentre il giorno lo aspetta
Buena suerte
Buena fortuna
A chi vuole cambiare il mondo e a chi viaggerà senza limite
Segui il tuo cuore che ha un tempo perfetto

Anche se sbagli ancora
Non puoi stare fermo allora
Credimi, è un passo nel vuoto la felicità
Segui il tuo cuore che va
Dove splende ogni sogno

Buena suerte
Buena fortuna
A chi sposa una fede ma fede non ha
A chi piangerà per sorridere
Segui il tuo cuore che ha un tempo perfetto

Anche se sbagli ancora
Non puoi stare fermo e allora
Credimi, è un passo nel vuoto la felicità
Segui il tuo cuore che va
Dove splende ogni sogno

Credimi, è un salto nel vuoto la felicità
Segui il tuo cuore che va
Segui il tuo cuore che va

Buena fortuna

mercoledì 11 gennaio 2017

MetroNapoli - Zingarata 2k17

[on the air: yes i know my way - pino]


Mi sono fatta uno dei primi regali di questo nuovo anno: la zingarata di una giornata a Napoli, come nel 2012.
Stesse compagne di avventura. Due donne. E che Donne. 
Partenza ore 09.00 da Malpensa e ritorno alle 21.00 dello stesso giorno.
Una meraviglia.
Ristoro per l'anima.
Vieni catapultato per qualche ora in una realtà completamente diversa, con un sole diverso, un clima diverso, accenti e personaggi che solo in un posto come Napoli puoi trovare.
Ti svegli a Cantello e dopo due ore sei in Piazza del Plebiscito.
Spettacolare.
Adoro questa città. Mi piace da matti.

Se il primo incontro era stato una (fantastica) scoperta, il secondo è stato ancor più bello. 
La metropolitana di Napoli è un gioiello di arte, architettura  e design.
Ben tenuto, pulito, non più pericolosa della metro di Milano (anzi a dire il vero io ho più paura sulla seconda) nessuna puzza di carne umana, di rotaie consumate, di pipì di non precisato essere vivente, di sporco.
Ogni angolo offre un'opera d'arte, una galleria fotografica, una scultura, un'esplosione di colori che, giuro, mai mi sarei lontanamente immaginata.
Gli ascensori funzionano. Tutti.
Tranne in un caso, a nessun pirla è venuto in mente di rompere, rubare o pasticciare con lo spray i muri o le opere esposte.
Giuro. E' tutto incredibilmente e meravigliosamente vero!
Cazzeggiare per Napoli è troppo bello: verso qualsiasi cosa tu volga lo sguardo, ti imbatti in qualcosa di folle, senza senso, affascinante proprio perchè completamente scollegato da ciò che noi del NordE siamo abituati a vivere. Li adoro proprio per questo.

No, non mi sono portata un pezzo di gorgonzola nello zaino come Bisio... E nemmeno ho messo il giubbotto antiproiettile!
Anzi. Adoro la leggerezza che si respira e la sua gente, adoro parlarci, la loro teatralità, mi piace un pò meno - credo non essendo abituati ad esseri umani di sesso femminile che superino il metro e settanta a giudicare dalle scarpe con zeppe chilometriche ovunque - essere fissata come un extra terrestre... Un extra terrestre gigante ovviamente... Cioè ma non è che ti guardano di striscio, come magari succede a Milano. Fissata proprio. Con tanto di occhi sgranati. Che ridere. 
Una città piena di contraddizioni; prima pulitissima, poi sporca, poi un macello di gente, poi la tranquillità più assoluta, poi la metropoli, poi il mare, poi spiderman che fa i selfie coi passanti, poi uomini e donne elegantissimi, poi il tizio che raccoglie soldi per una non precisata comunità, con un dente solo (l'incisivo ndr), che al mio rifiuto di sganciare il soldo mi molla un bacio manco fossi la conoscente di una vita... Folli. Completamente folli.

Tre cose desideravo, anzi quattro: non farmela sotto durante il volo; gustare senza ritegno il trittico sfugliatella+o' cafè+acqua del rubinetto; riassaporare quella che per me da allora è l'unica pizza degna di essere chiamata tale e di essere mangiata; cazzeggiare nelle varie fermate della metropolitana, tanto decantata dai miei amici napoletani trapiantati al nord.
Tutto realizzato, nel modo più bello ed intenso del termine.

Alle mie due donnine non devo dire nulla. 
Solo che credo siano le uniche persone al mondo con cui sono totalmente me stessa, senza filtri, senza menate, senza paura di essere fraintesa o giudicata ma anzi, compresa e coccolata come nessuno mai, verso cui so di poter aprire il cuore senza timore.
Che le ore trascorse assieme siano poche o tante, che ci si veda spesso o non lo si riesca a fare per mesi o anni, la meraviglia è ripartire sempre dallo stesso punto, come se non si fosse mai state lontane.

Su questo link ho pubblicato le foto del mio pellegrinaggio di un giorno... A me piacciono molto.
Anche se le più belle sono quelle che porto nel mio cuoricino.

#solocosebelle
#napolinelcuore
#donninemie 
#serenità

Metronapoli - Fermata Università
Io, versione fotoreporter riflessa nelle cromature della fermata Garibaldi :)

domenica 8 gennaio 2017

Alla Scala (felicità a secchiate)

[on the air: dances of galanta - kodàly]




LaCatella va in città. Al posto di Caterina. [cit.]
All'alba dei quarantadueanniemmezzo sono finalmente riuscita ad entrarci.
La cosa divertente della mia vita è che per quanto tutta possa sembrare slegato da ciò che sono, in un modo o nell'altro riesco sempre a realizzare piccoli o grandi desideri.
Non ho assistito ad un'opera di quelle colossali, ma ad una prova aperta in cui (a parte la violinista solista che si presenta in zibrette e che suona a piedi nudi - ma pare sia abitudine) l'orchestra ha suonato in abbigliamento poco più elegante di me quando faccio i mestieri ed il direttore in sneakers adidas da partita allo stadio. Fantastico.
Il teatro alla Scala di Milano è qualcosa di incredibile: entri e ci sono un sacco di tizi vestiti da preti con una catena al collo stile Kuntakinte che ti salutano e sorridono manco fossi la guest star della serata.
Se hai preso il posto sui palchi laterali, come noi, sempre il tizio incatenato - gentilissimo, educato alle coccole - ti prende in consegna, ti apre la porticina con il tuo numero di posto e ti fa accomodare in questo minilocalino un pelo più grande del mio bagno col pavimento in cotto e rivestito da tappezzeria rosso pompeiano completamente insonorizzato. Le tre file di sedute, due sedie comode per quelli che si possono affacciare e quattro sgabelli per gli sfigati che invece devono allungare il collo, ricordano un pò i filmati dell'istituto Luce quando facevano vedere le famiglie dell'intero cortile che si ritrovavano nel soggiorno di quello coi soldi a vedere in televisione Mike con Lascia o Raddoppia.
Del teatro in sé che dire...
Trasuda storia. Trasuda cultura. Trasuda profumo di cose belle. Trasuda maestosità. 
A partire dai lampadari, in poi.
Acustica pazzesca.
Una meraviglia per il cuore e per la vista.
Hai la netta percezione di essere in un posto nel mondo, ben preciso e bellissimo.
Sapevo che mi sarei emozionata. Era un desiderio che avevo nel cuore da anni e finalmente l'ho realizzato.
Però non si fotografa a tradimento lo stupore dipinto sul viso della ragazza di campagna durante una delle sue tante prime volte !

Ma quanto fa ridere la mia faccia?! Cat in wonderland :)

#antipatico
#solocosebelle

giovedì 29 dicembre 2016

2016

[on the air: sorrido già - elisa feat. emma and giuliano sangiorgi]

TRE PAROLE CHIAVE:
SCONTRO
Non credo di aver mai litigato, discusso, scazzato così tanto e così spesso in tutta la mia intera vita messa assieme. Ma allo stesso tempo non ho mai assistito a così tante cose belle nate dagli scontri più duri. Questo è sicuramente un grande insegnamento di vita.
PERSEVERANZA
Ci sono stati moltissimi momenti in cui volevo mollare tutto, in cui mi dicevo "No, stavolta non ce la farai mai. Non è il ruolo per te. Hai sbagliato tutto". Ed invece la mia proverbiale testa di marmo mi ha salvata anche stavolta. Ed ho imparato moltissimo anche da questo. Diciamo che ho capito cosa fa per me e cosa no, ecco. Che già mi pare una gran cosa.
CAMBIAMENTO
Dio solo sa quanto detesti questa parola. Eppure "... più ti ci opponi e più ti tira giù...". Ho smesso di oppormicivisi e cambierò di nuovo posto di lavoro. Riparto da un bel 60 su 100 per fortuna mia. In mezzo a tutto sto casino ripartire da zero sarebbe effettivamente stato un pò troppo. Ma so cosa trovo e so che sarà il meglio per me in questo momento della mia vita. 

GLI AVVENIMENTI EPOCALI:
Il concerto di Bruce il 3 Luglio a San Siro;
La vendita della moto e la fine della mia avventura da biker;
Brest, nel bene e nel male.

TRE PERSONE IMPORTANTI:
I miei tre fratelli;
Me stessa;
Ale.

E un grande Amico in meno... Ciao immenso, unico, insostituibile Simo!

I TRE MOMENTI UNFORGETTABLE:
Il week end del 50° compleanno di Cicciuzzo (6 e 7 agosto);
Santo Stefano al ranch (26 Dicembre);
Il viaggio fino a Brest (16 agosto).

TRE CANZONI:
Lost on you (LP);
Dark necessities (Red Hot Chili Peppers);
Luca lo stesso (Luca Carboni).

sabato 6 agosto 2016

Cinquanta


Non c'eri nella foto.
Ma c'eri nel nostro cuore.
Non è stata la stessa cosa, 
ma eri più presente di quanto potessimo immaginare.

Eppi Cicciuzzo!
Auguri per i tuoi primi 50 anni!

E io la festa te l'ho organizzata lo stesso. Tiè.
Siiii lo sooooo non c'erano i fuochi d'artificio...
Ma è stato molto bello lo stesso! Giuro!

Bacino Fra

martedì 2 agosto 2016

Dodici

02 Agosto 2004
02 Agosto 2016

Ripenso alla tua storia
nella mia memoria
riaffiorano i ricordi
mi lasciano nodi in gola
se ti consola sai
qua non cambiano gli odori, i sapori
al massimo i negozi, i gestori
per un sacco di fattori
non capivo i tuoi esempi
i problemi frequenti
che c'erano ai tuoi tempi
il dolore è una lezione
che ho imparato con l'amore
beato chi ne gode
chi ha del cuore il suo custode

Io che,
molto spesso mi perdo
cerco un tuo gesto
inaspettato, innato
riflessi, incondizionato
un qualcosa che
non si vede
ne si sente
lo riesco a percepire
mi proteggerà per sempre
ma certe decisioni
non le posso prendere
che tanto non puoi scendere

e io non posso scegliere
di essere con te
come immagino
ma è stato magico
il mio stato d'animo
mi hai fatto crescere in un attimo
abbi cura di splendere

venerdì 29 luglio 2016

Luigia

Cantello lo adoro. E si sa.

Ma al di là del mio nido, adoro la sua gente. Quella vera intendo, l'originale, quella con cui parlo e che incontro da quando sono nata. Da sempre.

Non è stata una settimana facile; iniziata con la notizia dell'(ennesima) scomparsa di uno di noi, di una brava persona, di un uomo buono, Padre di tre bimbi (eccezionali) che ho visto crescere all'oratorio sotto le mie deliranti guide estive. Questa volta mi sono nascosta. Non ce l'ho fatta. Ma cose come queste creano delle voragini nel mio cuore che poi, ogni volta, richiudere è sempre faticosissimo. Mi sono nascosta ma il mio pensiero, spesso, è stato per loro e - soprattutto - per la Mamma Maria. E come sempre accade puoi tentare di scappare, di nasconderti, di evitare, ma se la vita decide che ci devi sbattere il muso, prima o poi il momento arriva. Ed è stato doloroso. Mamma Maria quanto avrei voluto abbracciarti e dirti quanto ti capisco, quanto conosco quelle tue lacrime, quanto riconosco quegli occhi che ormai non vedono più, sperduti, smarriti, come solo quelli di una madre che ha perso il proprio figlio può avere... Quanto avrei voluto dirti di non lasciarti andare, che lo so che sei morta assieme a lui, che però ci sono altre persone che hanno bisogno di te e di sentirsi amate come e fino a qualche giorno fa... Ti guardavo, tra la gente festante, e ti vedevo con la sguardo fisso nel vuoto, esattamente come la mia adorata Mamma. Ma mi sono nascosta anche questa volta. Non ho avuto il coraggio perchè io non sono nessuno per dirti queste cose, ma vederti così, mi ha fatto malissimo al cuore. Tieni duro, ti prego. Lo so che nulla sarà come prima, ma fallo per chi sino ad oggi ha avuto in te un riferimento forte, come solo le Mamme di una volta sanno essere.

La vita poi è incredibile. Avevo nella mia testa tutte queste emozioni ma c'era un anniversario importante da festeggiare e allora via di sorriso, quello delle occasioni migliori, in mezzo alla gente, la mia gente, quella che - appunto - conosco da una vita e con cui mi sento bene come se fosse un pezzo di famiglia in più. Fascia tricolore d'ordinanza ed ecco arrivare la forza travolgente della Luigia - nostra parente ovviamente - che di anni ne festeggiava cento, con una voglia di vivere travolgente e contagiosa. Tutto nello stesso momento. Che intrecci di storie ed emozioni pazzeschi.

Questa foto mi piace, moltissimo. Pensavo ad un titolo da darle e l'unico che mi è venuto in mente è stato: LA FORZA DELLA VITA. 


Quante cose mi hanno insegnato queste due grandi Donne.
E comunque, di Donne speciali, nella foto ce ne sono due, ma la seconda non sono di certo io.
Auguri Luigia, sa vedum l'ann ca vegn.

venerdì 22 luglio 2016

Fastidio

... Assolutamente un evergreen.
Corsi e ricorsi storici. 
Si ripropone puntuale, 
come la peperonata a colazione fredda da frigo.
Che palle.

sabato 16 luglio 2016

La mia moto - Riflettendoci.


Io lo sapevo.
Ne ero certa che sta cosa della moto avrebbe sollevato un gran casino.
A dire la verità, ero indecisa: venderla, senza dire niente a nessuno - ad esclusione dei miei fratelli, i più preziosi consiglieri - o condividere la scelta con tutti quanti ma con il solo scopo di anticipare ciò che sapevo benissimo sarebbe successo, ovvero - come quando gioca l'italia e diventano tutti cittì - che ognuno avrebbe detto la sua, ignorando bellamente il fatto che trattasi della MIA moto e che quindi potevo disporne come meglio credessi.

Detto questo, però, la questione è diventata fonte di riflessione: ma perchè tutto questo? Liberarmi della moto, significa smettere di essere ciò che sono o ciò che in realtà gli altri vogliono (pensano) che io sia? Sono la prima ad affezionarmi alle cose. E ci sta. Ma è come se, vendendola, tradissi qualcosa o qualcuno. Un modo di essere più che un modo di fare. Non lo faccio a cuor leggero, sono tre anni che ci penso, non due giorni. Ma le reazioni - in realtà quasi tutte uguali - mi hanno davvero colpita.

Non è un capitolo chiuso, è diverso dalla pallacanestro. Potrò - e lo spero a dire il vero - ricomprarmela quando sentirò di nuovo dentro quel desiderio irrefrenabile di cavalcarla. Ma ora no. Ora faccio altro. Sono altre le cose che mi fanno stare bene. Ho voglia di fare esperienze diverse e allora perchè obbligare un gioiellino come quello alla polvere, ad essere ignorata, a privarsi essa stessa di godere dei viaggi per cui l'avevo comprata? Me la sono stragoduta. Non ho nessun rimpianto. Se non quello di vederla li, parcheggiata, senza che abbia il tempo ed il desiderio di poterla usare.
Certo, mi fa specie non essere - per ora - una biker dopo 16 anni di onorata carriera. Poi, per quanto detesti terribilmente i cambiamenti... E questo, sicuro, dopo la fine della mia carriera cestistica è quello più epocale. Ma posso, possiamo, sottrarci alle cose che inevitabilmente cambiano nel nostro cammino? L'ho imparato a mie spese: Decisamente no. E non è nemmeno detto che quello che ne segua sia necessariamente negativo. Anzi. Ho fatto una scelta, importante, nel momento in cui andava fatta. Ho imparato a saper aspettare, a cogliere il momento giusto affinchè tutto poi sia il più naturale e indolore possibile. Ho smesso di giocare e non ho più messo piede in un campo da basket (ad eccezione del torneo per il mio rione... ma quello è un altro discorso) senza mai nessun rimorso o ripensamento.

Semplicemente ho fatto la scelta giusta al momento giusto.

Ci vuole coraggio e anche un pò di culo che non guasta mai.
La mia fantastica PuppyBlue resterà sempre nel mio cuore assieme alle emozioni bellissime che mi ha regalato. 
Ma solo qualche anno fa non avrei nemmeno lontanamente immaginato di poterne guidare una...
Come si dice, The best is yet to come... E mai come in questo momento della mia vita, ne sono certa!

Comunque... Dovermi giustificare anche per aver venduto la moto, è stata davvero dura! Ed in ogni caso questo strano meccanismo per cui io debba fare queste cose nei confronti del prossimo non lo capirò mai...

domenica 10 luglio 2016

Orgoglio

[on the air: 33 ]

95° anniversario del gruppo Alpini di Cantello.
Ci pensavo già da qualche giorno. A parte che non me lo sarei persa per nulla al mondo, ma alla fine avevo deciso che ci sarei andata con il cappello da Alpino di mio Papà.
Era giusto che un pezzo di lui fosse presente. Era giusto più che altro perchè per quel gruppo, per quel cappello e per quello che rappresentava, aveva dato il cuore. Per me era davvero difficile capire quali e quante emozioni provasse, nel quotidiano così come nelle occasioni speciali. Ma quando "diventava" Alpino, lì non avevo dubbi. Se dovessi ricordare i momenti della sua vita in cui l'ho visto davvero e spudoratamente felice, erano assolutamente quelli in cui portava cucito addosso il cappello con la lunga penna nera.
Da questo suo prolungamento di sè, non mi sono mai separata da quel 2 agosto di 12 anni fa. Mai. [perchè, come ho scoperto anni dopo in modo davvero inaspettato, era quello che avrebbe voluto]. Ma per l'occasione l'ho pulito, lucidato, cucito, coccolato e lucidata la penna nera. Ci siamo vestiti a festa. E festa è stata davvero. 
E' stata una mattinata di emozioni belle ed intense.
Ma la commozione sul viso delle persone che hanno riconosciuto il "suo" cappello, è stata meravigliosa.
Il seme caduto sulle rocce anni fa, è germogliato.
C'eri, c'eravamo tutti.
Questi sono davvero momenti indimenticabili per cui vale la pena essere al mondo.
Grazie Papà.



giovedì 7 luglio 2016

Via

[on the air: via - claudio baglioni]

Gli occhi come due pezzi di vetro
tu non sei come ti credevo io
un autotreno mi ruggisce dietro
ma perché hai fatto il mondo così triste, Dio?

Alberi si drizzano ai lati della strada
mi corrono accanto e il buio se l'inghiotte
alla radio un rock arrabbiato come un pugno allo stomaco
che mi stringe nella notte
un dolore e un lampo di fuoco rosso
dentro a questo amore che io non posso, io non posso più

Voglio andar via
i piedi chiedono dove ma via
tanto non ti perderò perché tu non sei stata mai mia
voglio andar via
da quei tuoi occhi che tirano sassi
e come in un duello far dieci passi e poi
guardarci un'ultima volta e via

domenica 3 luglio 2016

Bruce! Bruce! Bruce!

[on the air: born to run - the boss]




... E' salito sul palco, dopo la mitica EStreetBand e mi sono commossa.
Giuro che ho lacrimato. Non sono riuscita a trattenermi. Ho realizzato un desiderio che avevo nel cuore da tempo, ma soprattutto avevo dinnanzi ai miei occhi una leggenda della musica mondiale. Ko tecnico. Che spettacolo incredibile. Di concerti ne ho visti ormai parecchi, ma una roba del genere proprio mai. Quattro ore ininterrotte (ma ininterrotte sul serio, non si fermava mai) di musica a manetta. Le prime tre ore scarse di concerto sono state piene, ma diciamo un pò al risparmio. L'ultima ora e mezza è stata meravigliosa. Darei chissà cosa per poter rivivere anche solo quella. Adrenalina a mille, lui fantastico, coinvolgente, una fonte inesauribile di passione, energia, cuore, magia. Si, i concerti di Bruce sono magia. Un regalo più bello, per il mio compleanno, non potevo proprio farmelo. Una delle cose più belle che i miei occhi abbiano potuto vedere e le mie orecchie abbiano potuto ascoltare. Sessantamila persone che cantavano e ballavano Born to Run come se non ci fosse un domani.
Chiudo gli occhi e mi vengono i brividi.
Grazie di esistere, Bruce!

sabato 2 luglio 2016

Andiamo per punti

[on the air: dark necessities - RHCP]

Non è che non avessi cose da raccontare...
E' che proprio non ho avuto il tempo materiale per farlo.
Eppure da quel giovedì torrido in cui ti abbiamo salutato, Simo - a parte pensarti spesso, tanto quanto facessi quando c'eri ancora - ne ho vissute un sacco. E tra l'altro incredibilmente quasi tutte belle, coinvolgenti e serene. Da non credere. Mi sono anche regalata una settimana di ferie forse tra le più belle in assoluto. Impegnative, perchè avevo praticamente una riunione da assessore al giorno, però belle, bellissime. Profondamente serene come non mi capitava da un pezzo. Poi per me, si sa, restare a casa a godermi il mio nido è la vacanza più bella che possa pensare di fare!
Ma andiamo per punti:

Torneo dei rioni:


Che figata. Ogni anno mi sale una specie di ansia un pò da prestazione, un pò di paura di farmi male, un pò di non ricordarmi più come si gioca a basket... Ed invece è stato bellissimo. Ho giocato finalmente bene - beh lontana anni luce da quel che ero... Ma dopo tre anni di stop era tutto grasso che colava - con ragazzi splendidi che ci hanno messo il cuore sempre. E poi rivedo gli amici di sempre, nella palestra in cui sono cresciuta... Una pacchia per una nostalgicona come me! E tra l'altro agguantando uno storico secondo posto perdendo solo di 5 contro i primi classificati che sono di un altro pianeta... Mitici!

Concerto della filarmonica della Scala di Milano, Piazza Duomo:


Ma vi è mai capitato di ascoltare il Bolero di Ravel dal vivo? Io credevo di aver ampiamente dato con la IX di Beethowen ma questo brano è pazzesco. Mi viene ancora la pelle d'oca solo a pensarci. Energia allo stato puro. Una delle cose da fare assolutamente almeno una volta nella vita. (taaac, fatto).

Pranzo del Baffo, allo Strologo di Bisuschio


Appuntamento irrinunciabile che segna il matematico inizio della mia personalissima estate. Mi sono già scorticata millimetri di pelle delle dita sulla tastiera raccontando quanto ci tenga e quanto sia felice che ogni anno si ricordino di me... Ma quest'anno, anche a fronte di quanto mi è stato riportato da più persone, aggiungo questa riflessione: molto probabilmente non sarò (stato) un tecnico comunale perfetto, avrò avuto ed ho le mie lacune; non avrò seguito alla lettera le norme con il solo scopo di aiutare i cittadini e di offrire un buon servizio alle persone che avevano bisogno di me. Certo, non avrò imparato a memoria tutte le leggi che riguardano l'edilizia e l'urbanistica... Ma quanto mi è ritornato in termini umani, di relazione e di affetto (enorme, ma enorme sul serio) dal mio vecchio comune è impagabile. E non è scontato. E non si compra, ostentando una professionalità semplicemente diversa dalla mia. A me bastano gli abbracci, gli sguardi e le parole di chi, nonostante siano passati quasi quattro anni, mi vuole ancora bene come se fossi una di loro. E questo senso di appartenenza mi rende immensamente orgogliosa di ciò che ho fatto.

Funerale laico (del Danilo)


Per la prima volta in vita mia ho partecipato ad un funerale laico, alla sala del commiato del cimitero di Varese. Boh, è stato un effetto strano. Una cerimonia fatta solo di ricordi di chi ha condiviso parte del proprio cammino col Dani, completamente orfana della parte cristiana, di speranza nella vita eterna e di salvezza delle nostra anime. Non lo so... Non ho ancora bene colto che messaggio mi abbia lasciato nel cuore. Di sicuro, per uno come lui, non avrei pensato ad una funzione diversa, finita con i Beatles a manetta in sottofondo... Ticket to ride... Un bacino grande Dani.

Monte Orsa

Ci sono ritornata in cima, con le mie gambine. Ne vado orgogliosa manco avessi scalato la cima Coppi. Sarà che arrivata sotto ai ripetitori che si vedono da casa mia, quello che mi è apparso dinnanzi è stato questo... Una meraviglia. Nutrimento per l'anima. Ci sono arrivata portando nel cuore il Paolino, che di sicuro mi avrebbe accompagnata in questa mia folle idea! #paolinocerianchetu

ENJOY!
Il 22 giugno (festa Nazionale, nonché anniversario della mia nascita): Una giornata incredibile. Senza ombra di dubbio il più bello, affettuoso, "pieno" di persone dal 2009 ad oggi. Spettacolare sul serio. Mi sono coccolata, ho ricevuto una quantità di auguri, pensieri, messaggi, amore, affetto, abbracci e chiamate che mi hanno sconvolta. Eppure c'è chi cerca (inutilmente) di mettermi in crisi facendomi passare per il mostro che non sono... Ma è veramente tutto inutile perchè, come quando giocavo a pallacanestro ed ero oggetto di critiche feroci, alla fine rispondevo sempre dal campo; e lo stesso ho imparato a fare nella vita di tutti i giorni. Grazie, per chi ci è stato. E' un giorno che porterò nel cuore come una lampada che sappia rischiarare i momenti più bui. Si vive per queste emozioni. Io vivo di queste emozioni. Grazie per questa splendida avventura iniziata 42 anni fa!

martedì 7 giugno 2016

Simo

... Chiudo gli occhi e ti vedo...

... Che piangi disperato di nascosto dietro ad una cappella del cimitero dopo aver seppellito il tuo amico Franco;
... Che stai male, che si vede benissimo che soffri da matti, ma non ti risparmi nei sorrisi, nelle scemenze, nel raccontarti, nel voler esserci a tutti i costi;
... Che mi dici che Donne come la mia Mamma sono uniche; 
... Senza capelli. Ed io che penso "questa volta il Simo non ce la fa..." e nel giro di poco ti rivedo, sul tuo camioncino bianco con le fiancate verdi (con i capelli al loro posto), e mi dico "ma come fai Simo?" hai superato anche questa, sei incredibile;
... Che mi saluti, facendo una faccia buffissima, in qualsiasi posto ti trovassi sia che ti passassi vicino, o a parecchi metri di distanza, in macchina, a piedi, nella nostra via, ma l'importante era farmi capire che mi avevi vista;
... Con l'Angelino del ricovero;
... Quella volta che eri fermo sotto al Comune e non scendevi dal camioncino... Avevi la faccia trasformata da dolore... "Simo si vede che stai malissimo, non scendere". "Eh si dai fammi un favore..." Era forse la prima volta che ti sentivo riconoscere che c'era qualcosa che non andava... Chissà cos'avevi dentro. Ma l'importante era reagire, non pensarci, sorridermi sempre e comunque, farmi vedere che nemmeno questa volta avresti mollato;
... Che mi chiami orgogliosissimo del lavoro che abbiamo realizzato assieme, che resterà per sempre tra i miei ricordi più belli perchè mi ha dato la possibilità di collaborare per la prima volta con te (e lo so che non lo hai mai potuto vedere con i tuoi occhi ma ti garantisco che è stato un successone, sotto tutti i punti di vista); Ti avevo mandato questo video col telefono, perchè speravo di poterti rivedere. Ed invece, non ci sono riuscita.
... Che arrivavi quando c'era bisogno, a qualsiasi ora del giorno e della notte, nelle emergenze così come nelle feste o nei momenti belli della nostra comunità; Io arrivavo e tu eri già li. Come fosse possibile non lo so, ma tu c'eri e per me voleva dire che in qualunque caso tutto si sarebbe sistemato per il meglio;
... Che mi dicono "il Simone sta male, sta messo proprio male..." ma io lo sapevo che ce l'avresti fatta. Ti aspettavo, consapevole che prima o poi saresti tornato a salutarmi con il tuo modo inconfondibile. E puntuale arrivavi. Ed io ero felice, tantissimo. Perchè non potevo pensare che non ci fossi più, che avresti smesso di lottare;
... "Simo ma come stai?" "Ma si dai, sono ancora qui!";
... Alla mitologica cena all'Antartide di Malnate con i tuoi operai, uno dei ristoranti più tristi in cui sia mai stata, (per non parlare del cibo e del pezzo di carne masticato), che resterà sempre una delle serate più folli e divertenti della mia vita;
... Che suoni la tromba nella banda e ad ogni nota sbagliata il Guglielmo dietro che bestemmia e te ne dice di ogni;
... Sul carro di carnevale, sempre con la banda, e poi dopo al circolino... A conciarci brutti... Tanto poi io dopo avevo "solo" una partita di campionato ma immagina quanto me ne potesse fregare!;
... Nelle lacrime disperate del nostro Amico (con la A maiuscola) M.;
... Ormai infermo, sul divano, ma che mi parli al telefono di lavoro come se nulla fosse successo.

Chiudo gli occhi e ti vedo ancora Simo, perchè per me è impossibile sul serio che tu non ci sia più. Hai sempre vinto, ce l'hai sempre fatta. Ma forse lo hai fatto anche questa volta, perchè c'è un paese intero che ti piange, perchè con il tuo esempio di amore per la vita, hai lasciato nel cuore di ogni persona che ti ha conosciuto un pezzo di te.
Per me è così. Ed il pezzo è anche bello grosso.
Mi mancherai, non posso dirti quanto, e la tua lezione di vita la porterò sempre con me.
Non lo posso immaginare il nostro paese orfano della tua presenza. Già ci ho messo una vita ad abituarmi a viverlo senza Cicciuzzo... Ma sapevo che perdere te sarebbe stato devastante, nella stessa maniera. E' vero che sono diversi mesi che non uscivi più di casa... Ma c'eri. E a me questo bastava.
Ti ho pensato spesso, spero che il mio affetto un pò ti sia arrivato.

Che dire Simo... Spero solo che tu ora stia meglio, che ti senta leggero lontano da quel corpo che ti imprigionava. Lo spero tanto.
Ciao Simo, grazie di tutto.
Grazie per quello che sei stato.
Il 17 novembre, d'ora in poi avrò due compleanni importanti da festeggiare.

Con tutto il mio affetto, immenso.
Il tuo Assessore preferito.
Ciao Simooooooooooooooooooooo!!!!