sabato 13 gennaio 2018

Il treno è sempre il treno

[on the air: long train running - the doobie brothers]


Stamattina sono andata a vedere la nuova stazione di Cantello - Gaggiolo. Da proprio l’idea di un’opera che ha ancora da essere finita in molte sue parti, però... funziona. Ero curiosa di vedere l’esito di una trasformazione del “mio” territorio così profonda. E volevo vederla, calpestarla, annusarla (fino a quando non saprà di tutti gli odori umani possibili) la nostra stazione del treno. È un momento storico. Io c’ero. Ci sono stata quando hanno inaugurato la ferrovia a pochi metri da casa mia. Ogni volta in cui passo di lì provo un misto tra orgoglio e stupore. Ripenso spesso a cosa avrebbe provato mio Papà, profondamente innamorato del nostro paese e del suo territorio, nel vedere una cosa simile. Credo - conoscendolo - che ci sarebbe salito quasi tutti i giorni, solo per il gusto di vedere il mondo da lì. Un po’ come quando aprirono la Iper e per lui era una specie di paese dei balocchi da frequentare il più possibile.

È stato un bel momento che mi sono regalata, o che forse ho regalato a mio Papà, guardando con i miei occhi ciò che lui non ha potuto vedere.

Bello. Belle cose.

W il treno e W Cantello 💗

[Lo so che il selfie in stazione è veramente da sottona paesana terrificante... Ma non ho resistito! In realtà, visto che - per fortuna - ci sono telecamere ovunque pensavo a quanto prendermi per il culo avranno fatto i dipendenti che si godevano la scena della sfigata di turno che si faceva la foto davanti al cartello della fermata... Son soddisfazioni!]

Ovviamente sono rimasta li fino a quando non l'ho visto arrivare, bello fresco, dalla Svizzera. Vabbè io mi sono emozionata! E per una volta di più mi sono sentita tale e quale al Ragazzo di Campagna che si portava da casa la sedia per stare li ed ammirarne il passaggio, in tutto il suo splendore. Ma almeno sono rimasta in piedi.
#wlartemio #amoilmiopaese #orgoglio #chefigata #benvenutinellaciviltà

mercoledì 10 gennaio 2018

Dobbiamo parlare


Ma porca paletta ma come ho fatto a perdermi questo filmone??
Filmone si, che riprende Carnage (altra pellicola che adoro) secondo me perfettamente re-interpretato.

Bentivoglio è uno dei miei attori italiani preferiti e sono abituata a vederlo nei panni del cucciolotto tenero ed indifeso (o che cornifica come se non ci fosse un domani tipo in Ricordati di me e comunque anche li... a me faceva venire voglia di difenderlo) ed in questa interpretazione del Doc sboccato, grezzo, narciso mi è piaciuto da matti. Rubini vabbè, è sempre di un'altra categoria... Adoro i film in cui si scatenano ed attorcigliano dinamiche psicologiche tra i protagonisti... che qui sono solo quattro, recitano praticamente in una scena e mezza e tutto si svolge in una sola notte.

Fichissimo. 

Dobbiamo parlare schizza di prepotenza tra i miei preferiti in assoluto. Forse più di Carnage stesso. Bello bello e ancora bello.

"Parlare fa bene all'amore?" 

Abbiamo la domanda di riserva?

Fino a qualche mese fa, ero certissima che fosse un dogma, un principio indiscutibile.
Poi questa certezza ha iniziato a scricchiolare sotto colpi di artiglieria pesante. Pesantissima.
Ho capito a mie spese che farsi i cazzi propri molto spesso è più salutare per la propria psiche, che cercare di andare a fondo e capire e chiarirsi e comunicare e manifestare un problema o un disagio.
Cerco di mettermi in discussione sempre ed in passato ho fermamente creduto che ciò servisse a crescere, a migliorarsi.
Invece mio malgrado mi sono resa conto che essere trasparente e sincera ad ogni costo, mi è costato solo una gran fatica di cuore e dei gran brandelli di fegato persi lungo il tragitto e dei gran fazzoletti pieni di moccio e lacrime.

Resta comunque il fatto che Dobbiamo parlare sia una gran frase di merda. Preludio di battaglie, dolori e sofferenza. Di cambiamento, consapevole o meno. Desiderato o meno.
Guardarsi dentro a fondo o, peggio, sentirsi lanciati addosso giudizi, crtitiche e sbagli da chi cammina al tuo fianco non è mai un bel momento perchè - come la famosa scatola di cioccolatini di Forrest Gump - non sai mai quello che ti capita. 

E raramente ho pescato i miei preferiti. 

(E comunque i cioccolatini manco mi piacciono).

lunedì 8 gennaio 2018

Un gatto in tangenziale


Mah... Si dai.
Diciamo che non è decisamente il mio genere di film, però è guardabile.

La storia - niente di che è - offre spunti di riflessione ed affronta temi attualissimi e da cui ci nascondiamo volentieri indossando la mascherina del buonismo prima e dell'indifferenza poi.
All'analisi del famoso teorema del Magna Magna tirato sempre in ballo quando non si sa che altro dire pur di criticare e lamentarsi ad minchiam e che Albanese urla in faccia ad un tamarrissimo Amendola, volevo alzarmi in piedi ed applaudire.

Per il resto, loro due eccezionali come sempre, davvero bravi ma devo dire anche il contorno (tipo le due gemelle Pamela e Sue Ellen in onore a Dallas che guardavamo pure noi a casa negli anni 80) scelto accuratamente e con intelligenza.

Un film carino.
Vale il prezzo del biglietto, decisamente.

lunedì 1 gennaio 2018

Ciao Adriano

Ciao Adriano,
Mio grande ed insostituibile tifoso.

Grazie, grazie per le trasferte infinite, per le chiacchierate, per la tua gentilezza, la tua infinità disponibilità e pazienza. 
Grazie per le cazziate, le critiche, i complimenti (quelli a dire il vero molto pochi, ma avevi un modo particolare anche di fare quelli, travestiti ovviamente da cazziatoni epocali).
Grazie per aver accompagnato con la tua presenza discreta ma costante gli anni più belli della mia carriera.
Grazie per tutte le volte che mi fermavi per strada e mi dicevi, anche dopo anni, che mi seguivi lo stesso su La Prealpina.
Grazie per tutte le volte in cui sei venuto a vedermi giocare con il Bruno, anche se non eri più il mio dirigente (preferito).
Grazie perchè ogni cosa che arrivava da te era vera e genuina (e questo, ho imparato poi negli anni, era un aspetto rarissimo nel mondo della pallacanestro) e proprio per questo faceva incazzare ancora di più.

Non aver potuto esserci al tuo ultimo saluto, resterà per me un rimpianto grandissimo.

Che la terra ti sia finalmente lieve e che tu possa tornare a passeggiare con il Tobia e l'immancabile La Prealpina - del lunedì - sotto al braccio.

Sono triste. Ma ti spero in un posto sereno.

Ciao Adriano, grazie di tutto.

domenica 31 dicembre 2017

2017

TRE PAROLE CHIAVE:

IMPEGNO
Si decisamente questo è stato l'anno dell'impegno. Testa bassa e lavorare duro. Nel lavoro, nel mio impegno in Amministrazione, su me stessa. Ho lavorato veramente duro. Ho sempre creduto fermamente che se ci metti cuore e maroni in qualsiasi cosa, alla fine vieni premiato. E' uno degli insegnamenti più importanti e grandi che mi ha lasciato la pallacanestro. E le soddisfazioni che mi sono tolta quest'anno... Beh, mica male devo dire. Sotto tutti i punti di vista. Fico!

PRESA DI COSCIENZA
Presa di coscienza su tante cose: su me stessa e dove volevo andare e cosa volevo per me e la mia serenità. Chi volevo che rimanesse nella mia vita e chi no. Rapporti che mi hanno fatto solo del male e dai quali mi sono definitivamente e finalmente liberata. Rapporti che non sapevo assolutamente come gestire e portare avanti che invece ho affrontato con l'impegno di cui sopra. E i risultati sono arrivati anche li. Belli, dolci, avvolgenti, rassicuranti.

TRAGUARDI
Beh. No, non me li aspettavo. Sinceramente quando c'ero in mezzo e cercavo in tutti i modi una soluzione ed una via d'uscita e comunque quando dovevo affrontare situazioni assolutamente nuove per me, non mi aspettavo di arrivare al traguardo e di salire pure sul podio. Per come erano partite poi... Ci speravo, ma sembrava davvero una cosa impossibile, troppo difficile e complessa. Ed invece... Bello lo spettacolo visto da un gradino un pò più in su!

GLI AVVENIMENTI EPOCALI:
La prova orale alla selezione per il comune di B. che ha vendicato l'orribile precedente del 1999;
Gli obiettivi (soprattutto due) raggiunti dal mio Assessorato;
La Messa di Papa Francesco al parco di Monza con la fascia tricolore del mio adorato Comune.

TRE PERSONE IMPORTANTI:
Me stessa;
Pulcinella (e Marchino);
Ale.

I TRE MOMENTI UNFORGETTABLE:
Il 9 marzo;
La settimana dal 10 al 15 luglio;
Il capodanno in Camargue (30 Dicembre - 02 Gennaio).
[Papa Francesco che passa a pochi metri da me, un'emozione che ancora mi mette i brividi.]

TRE CANZONI:
Vedrai (Samuel);
Sick love (RHCP);
Stavo Pensando a Te (Fabri Fibra prima che la rovinasse con il feat. del sottone Tiziano Ferro).

Ho vinto una delle mie paure e sono salita su un cavallo. Esperienza incredibile. Aver attraversato la Camargue ed essere arrivata fino al mare in sella a Pinky, beh, si. Credo sia e resti una delle  esperienze più belle della mia vita. Ancora ci penso e non mi spiego come i miei occhi abbiano potuto vedere davvero una cosa così bella... poi vabbè quello che arrivava dal cuore lasciamo perdere. 💚

martedì 26 dicembre 2017

Santo Stefano 2k17

... Ci sono giornate che aspetti per un anno intero. Il Natale con la mia Famigliona (che ovviamente, essendo un pò originali, festeggiamo il giorno dopo) è uno di questi. Con tutte le nostre fragilità, i difetti, le fatiche, gli sbagli - più o meno consapevoli - le menate e tutti gli annessi e connessi che una famiglia numerosa come la nostra inevitabilmente si porta appresso, ogni anno il regalo più bello che la vita mi possa fare è esserci, esserci tutti assieme, è la scorpacciata di affetto, di condivisione, di soldi persi alla tombola, di bomba atomica esplosa in casa dal casino che c'è, di sorrisi e abbracci che fanno tanto bene al cuore. Ed assieme a molte altre cose, questa è sicuramente una delle consuetudini più belle che i nostri genitori ci abbiano lasciati. Grazie. Vi voglio bene! 💗

lunedì 18 dicembre 2017

La ruota delle meraviglie



Imperdibile l'appuntamento fisso con il nuovo film del mio adorato Woody.
Com'è? Dunque: la trama diciamo che non è delle più complesse ed articolate che abbia mai visto... Ma d'altra parte i suoi film non sono quasi mai stati basati esclusivamente su di essa; piuttosto sulla genialità e profondità dei dialoghi tra i vari protagonisti. Ed in questo film c'è tutto questo con in un più una Kate Winslet fantastica, se non meritevole dell'Oscar almeno di una nomination. Senza dubbio. 
Trovo poi che le ultime pellicole di Woody siano più delle opere d'arte che dei film veri e propri. Impacchettate con il fiocco della festa e regalate affinchè siano un piacere per la vista e per il cuore, senza troppe pretese. Mi ha colpita moltissimo la luce, che cambia di intensità a seconda del luogo e delle emozioni ed ovviamente la colonna sonora, ormai inconfondibile. Un film che qualche fitta al cuore te la fa arrivare, per questa ricerca di un pò di luce, di un pò di felicità, di qualcuno che ti faccia stare bene, che possa illuminare anche se per poco ciò che abbiamo costruito nella e per la nostra vita e che magari, nostro malgrado, non era quello che speravamo o che desideravamo o che ci rende felici.
Io si, lo rivedrei volentieri.

Grazie di esistere Woody 💘

"Quando si tratta d'amore finiamo per essere i nostri peggiori nemici."

venerdì 15 dicembre 2017

Sorrido...

[on the air: oh Vita! - jova]


... Sorrido perchè il buon Google, non so in base a quale strano magheggio, quando vi si cerca il blob ti ripropone due post a caso ed ogni volta diversi. Prima mi è capitato il riassunto dell'anno 2008 nel quale esordivo con un sobrio "2008: Anno di.... (merda. vabbhè. ma quello si sa.)" [http://lachiara1974.blogspot.it/2008/]
Si certo.

Perchè non potevo manco immaginare le perle che il destino aveva in serbo per gli anni successivi... Sorrido perchè i problemi di allora erano il pirlone che mi dava del coniglio sul forum del basket, l'eletto del momento che mi ha tormentata per mesi per riuscire a mettersi con me con il quale alla fine giocavo a carte con un mazzo da 40 solo di due di picche, il furto dell'Ipod (madremia quanto mi era girato il culo quella volta)...


Insomma mi ciuccierei le dita, rispetto al delirio di questi ultimi anni...

PERO' 

Siccome detesto le persone che si lamentano, la smetto subito.
Ma vado avanti a sorridere lo stesso.

Quindi. Tornando a noi.

Dovrei aver finito il periodo di rodaggio - sempre con i miei tempi da gatto di marmo - dei tre comuni in contemporanea... Ma non posso nascondere di essere stanca come una bestia. Ma proprio sfatta.
Più di testa che fisicamente di sicuro. 
Sono tre esperienze che mi stanno dando tantissimo, mi stanno insegnando un sacco di cose e mi permettono di osservare la realtà da punti di vista totalmente differenti l'uno dall'altro... però che fatica. Poteva poi mancarne un quarto che si sedeva comodamente in panchina ed iniziava a puntare per poter fare parte del gioco pure lui? No che non poteva. 
Si certo, non mi aspettavo fosse una passeggiata di salute (appunto, quando mai), però nemmeno di arrivare al venerdì sera senza più energie. Mi bastava una giusta via di mezzo ecco.

Soffro molto - ed è questo che forse mi pesa più di tutto - nell'aver sempre meno tempo per me e le mie cose (Blob compreso); questo mi ha sempre creato proprio un disagio forte. Per una con l'organizzazione mentale morbida come una protesi non è che sia così semplice... ma ci sto lavorando. Ci sto mettendo più tempo del previsto, ma ci arrivo a trovare l'equilibrio che mi farà stare bene. Sicuro.

Un'altra cosa che mi ha fatto sorridere - dopo... prima ovviamente mi sono girate le balle a manetta - è che io sono quella delle onorificenze postume. Per fortuna - oddio... dipende - da viva e non da osservante i fiori da sotto... Però: va bene che sono affabile come un serpente a sonagli e che alcune volte se mi sigillassi la bocca con il silicone sarebbe un gran momento per l'umanità intera, ma evitare di trattarmi nel mentre come una minchiona qualunque salvo poi nel post rimpiangermi amaramente... Non sarebbe meglio valorizzarmi il giusto? No? Troppo difficile? Il giusto. Non chiedo molto. O almeno evitarmi le palle a julienne per giorni, mesi, anni. Già quello mi basterebbe. Dovrò avere a che fare con tanti simil allenatori che ben si guardavano di allungarmi un complimento anche quando facevo 30 punti e doppia doppia di default per tutto il resto della mia esistenza? Uffffffffffffffffffffffff. Che fastidio. Che astio. 

Non so, sarà che la mia esperienza di vita mi ha insegnato che tutto può cambiare in un istante... E siccome è davvero così... Non sarebbe un posto migliore se imparassimo tutti a scaldarci il cuore quando abbiamo la fortuna di incontrare lungo il cammino una persona che stimiamo, ci piace e ci fa stare bene? Invece di farlo - e nemmeno sempre - quando le strade si dividono definitivamente?

Ma che ne sapevo io che diventare grande voleva dire fare tutta sta fatica...

Quindi: era meglio quando nel cervello avevo qualche pigna, la pallacanestro e un Ipod in meno o adesso in cui mi sento molto più ricca di cuore, con le immancabili pigne, anche se tutto attorcigliato come le budella di Julia Roberts all'opera con Richard Gere?

Ho ancora tutta la settimana prima di Natale per pensarci.

Ce la possiamo fare.

Come posso io
Non celebrarti vita?

domenica 3 dicembre 2017

Mistero

Le ragazze sono come le mele sugli alberi
 Saffo

Le ragazze sono come le mele sugli alberi.
Le migliori sono sulla cima dell’albero.

Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché
hanno paura di cadere e ferirsi.

In cambio, prendono le mele marce che sono cadute
a terra, e che, pur non essendo così buone,
sono facili da raggiungere.

Perciò le mele che stanno sulla cima dell’albero, pensano
che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà
“Esse sono grandiose”. 

Semplicemente devono essere
pazienti e aspettare che l’uomo giusto arrivi, colui che sia
cosi coraggioso da arrampicarsi fino alla cima
dell’albero per esse.

Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà
bisogno di noi e ci ama farà
di tutto per raggiungerci.

La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per
essere calpestata, né dalla testa per essere superiore.

Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere
protetta e accanto al cuore per essere amata.

💚

mercoledì 8 novembre 2017

2920


... è il ciclo della vita. È vero. È un passaggio con cui prima o poi bisogna fare i conti. Ti alzi la mattina lo stesso, fai cose lo stesso, ami lo stesso, lavori lo stesso, ti impegni lo stesso, sei triste lo stesso, sorridi - anzi - ridi lo stesso, ti emozioni lo stesso, fai tutto quello che hai sempre fatto. Prima. Eppure da quel giorno niente è più uguale. È come se un pezzettino di te ti abbia per sempre lasciata in quel preciso istante. Sono duemilanovecentoventi giorni che non vedo più il tuo sorriso e non ricevo gli abbracci stritolanti o le carezze o i baci rumorosissimi che arrivavano solo da te. Duemilanovecentoventi giorni che non sono più figlia ma cerco di essere, forse e comunque a gran fatica, la donna che desideravi diventassi. Lo spero tanto che tu sia orgogliosa di me. Con tutti i casini che combino e col caratteraccio di cui mi hai gentilmente omaggiata, vivo ogni giorno, ogni minuto, con la certezza che tu mi sia sempre accanto. Sempre. Altrimenti non mi spiego questa vita che meravigliosamente mi regali ad ogni respiro. Ciao Mamma, ciao Rosi, sei la persona migliore che abbia mai avuto la fortuna di incontrare. Un bacio grande, ovunque tu sia.

Tua Chia.

“Doveva essere una donna speciale tua madre.”
“No, era solo la mia mamma”.

lunedì 6 novembre 2017

Pezzi di cuore (amazing)

[on the air: spiagge - renato zero]

Appena varcato il cartello che indica la fine della Liguria e l'inizio della Toscana sulla Cisa sono stata letteralmente seppellita da una slavina di persone, sentimenti, ricordi, luoghi, situazioni. E' vero che una delle cose che più adoro in assoluto è lasciare che la mente parta per i suoi viaggi, ma martedì notte è stato più intenso del solito. Sarà che mancavo da tanto, troppo tempo. Sarà che ero stanca morta e forse, quando sei a pezzi, riesci meno a tenere in ordine ciò che provi o che ti arriva dal cuore. Mi veniva da ridere, poi mi commuovevo, poi mi imbarazzavo al ricordo di quanto fossi idiota - molto più di adesso ndr - poi mi veniva nostalgia, poi la malinconia, poi... Un casino. Come al solito. Meno male che era buio, altrimenti serviva più una sosta in qualche CPS piuttosto che all'autogrill...

Un desiderio che sovrastava tutti gli altri però l'avevo ed era di ritornare nel paese in cui ho passato le estati più belle ed intense della mia vita: Campiglia Marittima (o Hampiglia come dir si voglia). Anche solo un passaggio, breve, ma stavolta volevo farmelo questo regalo. Hai presente quando tutto si incastra a meraviglia? Ecco. Faccio veramente fatica a mettere per iscritto quello che ho provato. Mi sa che sto giro le emozioni in ballo sono state di quelle profonde e intime. Solo una fortissima sensazione di gratitudine per quei luoghi che mi hanno accolta come se fossi 'loro' da sempre e di meraviglia, perchè era come se lì il mondo si fosse fermato ad aspettarmi di nuovo. Non ho molta stima dei membri del clero e dei preti in generale a parte qualche rarissima eccezione e lui si, assolutamente, fa parte della "rarissima eccezione". Gli ho sempre voluto bene, ma proprio tanto. Lui è una di quelle persone che ti vuole bene, che te ne vuole proprio e fa anche di tutto per fartelo arrivare. Il suo abbraccio dopo che mi ha riconosciuta è stato indimenticabile. Ero felice. Ma felice sul serio.

Che belle cose! 

"Ci siamo fatti un regalone" e quando ciò avviene e ti lascia addosso un senso di benessere, di affetto e stima per un sacco di giorni a seguire, vuol dire che cosa migliore di quella non potevi proprio fare.

Me (nella consueta espressione del sorriso che non ci sta più nella faccia) & Don Marcello
Questa foto, vista così, non è niente di che. Ma se quel muretto potesse parlare... era il posto più bello, per fare qualsiasi cosa. Confidarsi, baciarsi, litigare, coccolarsi, chiacchierare del nulla o dei massimi sistemi. La vita di un gruppo di amici che iniziavano a diventare grandi.
Chiusa la parentesi Hampigliese, con il cuore davvero gonfio di emozioni, ho passato altri giorni bellissimi. Ho visto cose belle - per gli occhi e per l'anima - e belle persone con cui mi sono sentita in armonia, serena e felice.

Io comunque vado avanti a gironzolare con gli occhi a forma di cuore per un bel pezzo.

Si sta di un bene!

giovedì 19 ottobre 2017

Ciao Tullio

[on the air: sweet home alabama - lynyrd skynyrd]


Ci sono persone che incroci nella vita magari una sola volta, per un caso, ma verso cui scatta immediata una forma di simpatia così, a pelle. Questo era successo con Tullio con il quale condividevo un - grande - amico ed il cognome.

Da quella sera, abbiamo iniziato a seguirci sui social, scambiandoci like un pò sparsi; mi divertiva l'idea dell'esistenza di altri Catella's a poca distanza da noi e mi piaceva molto l'immagine di famiglia unita come la nostra. Belle persone che trasmettevano belle sensazioni. Una specie di destino nel cognome.

Poi questa estate, travolta da mille cose, non ho prestato attenzione a particolari i quali, riletti ieri, mi hanno fatto gelare il sangue.
Non mi sono accorta di nulla, non ci ho prestato attenzione e mi sento in colpa per non avere colto ciò che un animo bello come il suo cercava di comunicare.

Sarà che inizio ad essere annoiatissima dai social in generale, dai link condivisi, sempre gli stessi, così banali e scontati... ed invece i suoi erano pensieri che arrivavano dal cuore. Un inno alla vita che poche altre volte mi è capitato di leggere. E me li sono fatti scappare. Non li ho colti.

E mi è spiaciuto caro Tullio esserti passata oltre con superficialità.  Perchè un uomo come te non lo meritava di sicuro.

Sono rimasta basita ieri leggendo le parole di saluto a te rivolte dalle persone che ti hanno voluto bene... e che alla fine hanno solo confermato il pensiero che mi ero fatta di te.

Sono davvero felice che le nostre strade si siano incrociate, anche se per poco, anche se per un attimo.

Scusami Tullio, davvero.
C'è un velo di tristezza che non mi lascia nonostante alla fine sapessi proprio poco di te.

Ti saluto con il commento che lasciasti ad una mia foto scattata durante il viaggio in Bretagna dell'anno scorso: "Bella come lo possono essere solo i "Catella".

Buon viaggio e che la terra ti sia davvero lieve.

Ciao Tullio.

venerdì 13 ottobre 2017

Satisfaction

[on the air: satisfaction - rolling stones]

Io sono pigra. Pigrissima.
Ma non nel senso che sono di quelle che vivrebbero tutt'uno col divano (... beh oddio...) o che non si schiodano mai... Peggio: lo sono ma spalmata in tutto il mio essere, nel modo di affrontare la vita, gli impegni. Poi, se devo - sottolineo il senso ordinatorio del verbo - lo faccio e cerco pure di farlo bene.

Sono pigra e per questo mi limito sempre a fare il minimo indispensabile, il più che sufficiente, fino ad un certo punto. Poi mi dico: ma perchè sbattersi oltre? Serve? No. Esattamente come succedeva a scuola. 

Quando ristrutturai casa, ormai sette anni fa, fortunatamente mi circondai di persone fantastiche - a partire dai due Falli (non nel senso lato è...) al mio geometra del cuore e tutti gli altri che si sono succeduti nei mesi di lavoro - che spesso tenevano più loro a fare le cose belle e per bene di quanto ci tenessi io. Per me era importante andarci ad abitare. Il minimo indispensabile insomma. Talmente pigra che, quando mi illustrarono lo scenario che sarebbe andato in piedi per rifare il controsoffitto della mia camera, mi rifiutai in maniera categorica. 'No no, tutto questo sbattimento non esiste! Lo farò più avanti.' Il mio "più avanti" è drammaticamente peggio del "vedremo" di mia Mamma - vedremo=non ho voglia di risponderti ma comunque scordatelo - e si è tramutato in solo sette anni di rinvii. Son cose.

C'è voluto l'ultimo e definitivo folle - senza il quale non mi sarei mai avventurata in un intervento simile - che ha voluto a tutti i costi fare un lavoro che credo nessuno - a parte lui - avrebbe mai avuto il coraggio e la volontà di iniziare. Grande il mio fratellone. Io l'ho aiutato, per quello e per come ho potuto arrivando a due conclusioni: il lavoro fisico e manuale non è roba per me e la mia schiena; solo chi lavora con passione e dedizione alla fine ottiene risultati come quello che ho potuto finalmente ammirare.

Strepitoso. Un lavoro davvero fantastico.
Grazie Robi! E grazie a mia sorella che l'ultimo giorno è venuta in mio soccorso, permettendomi di tornare finalmente nel mio angolino preferito.
Mio e dei ghiri ovviamente.


In queste due mani c'è di tutto: terra, polvere, schifezze, fatica, sudore, colore delle pareti, del soffitto. E' stato faticoso, ma guardandole e rispensando a tutto ciò che abbiamo fatto, sono felicissima di aver buttato il cuore oltre l'ostacolo.

E adesso me la godo, pensando già a cosa d'altro potrò fare.

Più avanti. :)

mercoledì 11 ottobre 2017

Tutta colpa di Concato

[on the air: restiamo soli - fabio concato]

Ieri sera ero all'opera durante uno dei lavoretti che annualmente scelgo per farmi quanto più male possibile alla schiena e sovraccaricarmi di fatiche che poi smaltisco relativamente in breve tempo... tipo tre o quattro. Mesi. Per farla breve, stavo imbiancando allegramente alle otto di sera e decido di mettere a palla una playlist di quella meraviglia che è Spotify: 'La macchina del tempo'. Una figata senza precedenti. Tutta la mia musica preferita snocciolata una canzone dopo l'altra. Stranamente - perchè non è che passi in radio spesso - ne saltano fuori diverse di Fabio Concato che è stato in assoluto il mio cantante preferito dal 1984 - in cui a 10 anni a forza di ascoltare il 33 giri dei miei fratelli avevo consumato i solchi del vinile - sino a qualche anno fa.
E li mi si è aperto un mondo.

E' tutta colpa sua. Certo che si!
Cioè.

Io sono cresciuta - ovvero nella mi testolina - ha iniziato a formarsi una folle idea riguardo all'amore che poteva essere 'Ma che bel sogno era maggio e c'era caldo noi sulla spiaggia vuota ad aspettare e tu che mi dicevi guarda su quel gabbiano stammi vicino e tienimi la mano.' oppure 'Che meraviglia stare sotto il sole sentirsi come un bimbo ad una gita ha voglia di giocare, che belli i tuoi complimenti e' strano non ho più voglia di pescare. Amore mio che fame spaventosa dev'essere quest'aria innaturale e' bello parlare d'amore tra un fritto e un insalata e dirti che fortuna averti incontrata.' Poi aggiungiamoci un fantastico 'Certo che tempo io ne avrò nonostante il mio lavoro quando mi chiami ci sarò' e manderò via le tue paure Dimmi amore cosa pensi quando mi guardi cosa sogni sul mio petto un po' stanco sei cosi serena sta sicura mi troverai sarò con te se ti sveglierai' per poi imbattersi nel 'Amore mio ti voglio bene come sei sei eccitante al punto che ti sposerei novanta chili di libidine e bontà e poi vedrai, un po' di moto ti aiuterà.'

Mannaggia a te Fabio, alla tua dolcezza, alla semplicità, alla purezza dei sentimenti che hai sempre cantato.
Me le sono cucite addosso le tue canzoni, mi ci sono immersa e sprofondata per anni, credendoci davvero che fosse tutto così dolce, puro e soprattutto così semplice!

In ogni caso grazie, anche solo per avermi regalato un'illusione che mi ha coccolata per anni.
Ieri sera mi si è riproposta, con tutto il codazzo di sentimenti folli che ha sempre contraddistinto le mie relazioni affettive. Bianco o nero. Notte o giorno. Amore folle o odio smisurato. Gioia immensa o dolore enorme. 

Mi mancano due pareti oggi...
Sarà il caso che cambi playlist.

O forse no.
Amore dimmi cosa si può fare
per non perdersi ogni giorno un po' di più
fermiamo tutto almeno per stasera
e raccontiamoci dei sogni e i desideri
di come mi volevi

Ti amo molto anche se ormai non usa più
e' bello sentirsi un po' emozionati
come tanto tempo fa

Dovremmo farlo un po' più spesso amore
pensare più' a noi due fa bene al cuore
lo so non cambia il mondo
ma adesso ti abbraccio e il mondo siamo noi
💛

venerdì 29 settembre 2017

It’s always day one

[on the air: have a little faith in me - john hiatt]

E così è finita anche questa avventura.
Quello di oggi è il mio ultimo giorno di servizio a Clivio.
Non so, non saprei dire come mi senta.
Ma ricordo benissimo come mi sentivo quasi cinque anni fa, quando arrivai qui, il 28 dicembre; raffreddata, con la febbre, ma felicissima di esserci e con un entusiasmo incredibile.

Sono stati cinque anni faticosi; faticosi perchè ho dovuto rivoluzionarmi completamente. Umanamente e professionalmente. 

Per certi versi la mia esperienza Cliviese ha rispecchiato tanto, per come si è svolta, le partite di quando ero una giocatrice "seria"... Mi caricavo un casino durante il riscaldamento, giocavo i primi due quarti in maniera folle, alla morte, senza risparmiarmi. Il terzo quarto tenevo ancora tutto sommato botta... Il quarto ed ultimo quarto, che spesso era quello decisivo, ero bollita. Sfinita. Conciata da buttare via. E soprattutto poco lucida.

Poi, quando sono scesa nelle minors, ho imparato a gestirmi. E  capitava spesso che in qualche minuto di pallacanestro vera ad una manciata di secondi dalla fine della partita, chiudessi il discorso senza appello. E soprattutto uscivo dalla doccia ancora in grado di intendere e di volere, nonostante i quarant'anni alle porte.

Ecco, dovrò imparare a gestirmi ed a non lasciarmi sopraffare dalla paura di non essere in grado di ripagare la fiducia che le persone ripongono in me.
Mi ha sempre fatto stare malissimo solo il pensiero che il mio non essere stata all'altezza delle aspettative, potesse far rimanere male qualcun'altro. 

Son fatta male è?

Forse prima ero tropooooo... O troppo pocoooo...
Adesso, già un pò di equilibrio in più, sarebbe grasso che cola.

So di non essere un personaggio facile anzi di essere una gran rompicoglioni e soprattutto al mio collega, in alcuni momenti, sono consapevole di averglieli fatti a julienne e poi fritti nell'olio bollente...
Ma giuro che ho fatto tutto per il nostro bene.

E la serenità di questi ultimi mesi, ne è la dimostrazione.

Da lunedì inizio una nuova avventura.
Adoro così tanto i cambiamenti, che è dalle cinque che sono sveglia come un grillo... con mille pensieri attorcigliati su loro stessi che diventeranno lisci come i capelli della Ferragni, non appena - alzando gli occhi seduta alla mia scrivania - mi apparirà la meraviglia del lago in tutto il suo splendore.

Grazie di tutto, grazie per la pazienza che avete avuto.
E grazie per il bene che, nonostante tutto, mi avete voluto. 💛

Bacio
LaCatella

sabato 23 settembre 2017

Il Vale lo capisco

[on the air: 46 - cesarello]

Lo capisco tantissimo.

Quando vivi una passione - che per me non era un lavoro ma coinvolgeva  e travolgeva praticamente tutta gli aspetti della mia vita - in maniera totale, profonda, vera non esiste frattura, non esistono vertebre schiacciate, non esiste lombosciatalgia, non esiste nulla che ti possa tenere lontano da essa. Nulla. Ed anzi, il tuo unico scopo diventa quello di trovare il sistema di stare bene il più presto possibile. Incoscienza? Magari. Magari si. Ma non resisti, non ci puoi fare nulla. Nessuno mi crede - nemmeno io... - quando racconto di essere scesa in campo nonostante una lombosciatalgia folle, la febbre a 39, la caviglia gonfia che quasi non ci stava nella scarpa, con km di tensoplast addosso pur di tirarmi assieme ed esserci. Eppure era così'. Ma non per fare il fenomeno o l'eroe a tutti i costi. Ma perchè io stavo bene solo quando sentivo l'odore del pallone tra le mani, il rumore del parquet scricchiolare sotto le scarpe, salire l'adrenalina man mano che il cronometro segnava l'inizio della partita, in mezzo alle mie compagne. Ero il loro capitano. Non esisteva che le lasciassi sole. Mai. E il Vale sono certa che viva le stesse sensazioni, le stesse emozioni. E se già era il mio idolo prima, questo suo gesto lo rende ancora più umano, più vero. Un Uomo, prima che uno sportivo, con la U cubitale. 

Poi, ovviamente, arrivano i poveretti mentecatti, i famosi leoni da tastiera, che iniziano a millantare sui social che sia tutta una finta, un'invenzione. Ero sicura che saltassero fuori questi sciacalli. Ed io ho dato anche in questo. In semifinale decisiva per i playoff di serie B a La Spezia, non ricordo bene che anno fosse - forse il 2007 - una partita cui tenevo tantissimo, la mia schiena mi tradisce. Resto nuovamente piegata in due in mezzo al campo. Il viaggio di ritorno era stato tra i più dolorosi della mia vita. Piangevo lacrime amarissime di delusione e di dolore, dolore atroce. Non riuscivo a stare seduta, a stare in piedi, a stare sdraiata. Un incubo. Ed ovviamente avevamo perso ed eravamo fuori dai playoff. Il dolore della sconfitta che solo chi ha provato può comprendere fino in fondo. A quei tempi i social non esistevano ma funzionavano a manetta - soprattutto nel mondo cestistico - i forum che erano più che altro un mondo di pettegoli e pettegolezzi infarciti di cattiverie senza senso e senza limiti. Ed ecco comparire il mentecatto di turno che, il giorno dopo, inizia a scrivere - riguardo la nostra partita, senza che nemmeno fosse li a vederci - che mi fossi inventata tutto, che il mio infortunio fosse un'invenzione per condannare alla sconfitta la mia squadra. "Rabbit" mi chiamò: coniglio. Io, che tra tutti i difetti che possa avere, non mi sono mai nascosta dietro nulla e nessuno, nemmeno quando mi sarebbe tornato utile. Che pena. Quel momento assieme alle finali play off a pochi giorni dalla morte di mio fratello - per come mi avevano trattata umanamente, soprattutto - sono stati i momenti più brutti e dolorosi della mia carriera.

Anche i questo, caro Vale, ti capisco. Ed immagino quanto ti abbia fatto rodere il culo dover pubblicare la foto della ferita, per smentire tutte quelle cazzate. Io non potevo farlo, ma ti assicuro che aver giocato da lì in poi con il busto per il resto della mia carriera, sia stata la dimostrazione più forte di quanto tenessi allo sport che è stato la mia vita per più di trent'anni. Più forte di tutte le parole inutili buttate in un forum solo per il gusto di denigrare me e la mia passione.

In bocca al lupo per domani Vale.

Grazie per le emozioni che anche questa volta ci hai regalato. 💗

Io le sento ancora addosso le parole
gli occhi di mia madre
le ossa rotte
ma poi la musica che ho dentro sale
e Dio sa solamente andare

Vado via per salvare un po' di me
l'asfalto sembra fatto di plastica
ed ogni corsa è l'ultima

lunedì 11 settembre 2017

Imperdibili




Non guardo mai i film - e ne guardo parecchi - per poi trovare la critica a tutti i costi ed atteggiarmi a persona di cultura - che non sono - ma vado al cinema e divoro ore e ore di (ex) pellicola per le emozioni che mi arrivano e che, a seconda della bravura o meno degli attori e del regista, mi coinvolgono e restano dentro. Dunkirk non è un film in cui si vedono sbudellamenti di varia natura. Non c'è un solo rivolo di sangue, ad eccezione di quello che solca il viso segnato dei soldati. Racconta un fatto storico in maniera secondo me eccezionale. Adoro questo tipo di regia. Realistico a tal punto da farti sentire il vetro dell'aereo che all'incrociarsi col nemico vibra. L'ansia, la paura, l'abbandono, il terrore, la speranza, la gioia. Tutto assieme. Tutto fortissimo. Coinvolgente senza via di scampo. Ed il rumore delle bombe e degli spari, amplificato a tal punto da far sembrare che il cecchino sia lì dietro di te a sparare. Bellissimo, colossale, grandioso. A dimostrazione che un film può rappresentare un episodio di guerra in tutta la sua crudezza senza per forza accompagnare il racconto con pezzi di budella sparsi in qua e la. Scene epiche: gli higlanders nel peschereccio, il colonnello della Marina sul molo quando riconosce i pescherecci dei civili, l'aereo col motore spento per tutto il suo 'ultimo' viaggio. Bellissimo davvero. Io per non sbagliare l'ho già visto due volte.


No ma questa meraviglia?? Ne vogliamo parlare?? ma come posso essere campata fino ad oggi senza averlo mai visto?? Cioè mi mancava questo capolavoro e nessuno me lo ha detto? Che bello. Ma che bello! Adoro i film che ti lasciano addosso una bella sensazione. Pellicola del 1971, assolutamente imperdibile. Un inno alla vita e tante perle della piccola Maude che da venerdì è il mio nuovo idolo. Fantastico. 

"Vizi, virtù… non bisogna essere troppo moralisti, se no si deve rinunciare a troppe cose nella vita. Prima il piacere poi la moralità. Devi applicare questo principio alla vita, solo così riesci a viverla nella sua pienezza."
[Maude]

domenica 10 settembre 2017

Disinnescare

[on the air: perfetti sconosciuti - fiorella]


Io non lo so fare.
Cioè, non ho ancora imparato a farlo.
Credo che il giorno in cui riuscirò a compiere questo passo verso l'altro, sarà un importantissimo quanto inesorabile segno che sono diventata grande.
Che ho imparato a voler bene da grande.
Ammiro tantissimo le persone che sanno disinnescare.
In alcune occasioni avrei anche voluto tentare, ma poi mi incasino, mi imbarazzo, mi attorciglio, tonnellate e tonnellate di pippe mentali, sbaglio tempi, modi, situazioni, persone. Perchè non con tutti credo sia giusto comportarsi così.

Ma tra due persone che si vogliono bene, si.

Ed è importante.

E riconosco questa mia incapacità. Probabilmente mi sarei risparmiata un sacco di sofferenze.

Non so come si fa. Giuro che non lo so.
In questi ultimi cinque anni sotto questo aspetto ho avuto al mio fianco una persona che in questo è eccezionale.
Speciale davvero.

Ho ancora così tante cose da fare mie... Ma se ho imparato a portare la borsa a spalla senza sembrare un muratore vuoi che non riesca anche in questo?

#piccolecatellacrescono
#💣

mercoledì 6 settembre 2017

Summer 2k17

[on the air: sign of the times - harry styles]

Ultima sera da vacanziera.
Me ne devo fare una ragione.
La mia Estate, il periodo dell'anno che più amo in assoluto, è finita davvero.
Mi pesa quest'anno tornare alla solita vita. Mi pesa da morire.
Perchè sono stati mesi bellissimi. Intensi da matti.
Riguardo l'album delle foto che riassumono meglio di qualsiasi parola ciò che ho vissuto e, se da un lato sono felice dei momenti che lo compongono, dall'altro sono veramente dispiaciuta che sia già tutto finito.

Non sono pronta a: avere addosso una quantità industriale di vestiti - a partire dalla maglia di lana infilata nelle mutande, a seguire - ad assistere all'inesorabile accorciarsi delle giornate, al freddo, al buio, ai piedi perennemente congelati, ad aspettare con ansia il 15 ottobre in ufficio affinchè si possano accendere i caloriferi - e di solito i giorni prima sono sempre una sofferenza - alle giacche, ai giacconi - che detesto - a non usare più la bici, a non sentire più il profumo del fieno, dell'erba tagliata, dell'orto, non sentire il caldo sulla faccia - ad eccezione della stufetta elettrica del cesso - alle cose profumate da mangiare, non sono pronta alle scarpe chiuse - se avete un piede da donna che ha delle dimensioni normali, non potete capire...

No. Non sono decisamente pronta. Non voglio essere pronta.

E comunque è stata un'estate in cui parola chiave, direi, possa essere RIVELAZIONI.
Non sarebbe la mia vita, se in mezzo a tutto questo grasso che cola, non ci fossero stati casini sparsi qua e la.
Ma sono serviti. Tutti. Dal primo all'ultimo, di qualche giorno fa.

Io sono terribile. Giustifico sempre tutti, anche se mi incazzo. Sono quella del perenne: Ma nooo... Non può essere. Ma nooo... Lo avrà fatto perchè questo. Ma nooo... Lo avrà fatto per quest'altro... Sono quella che accoglie, anche quando certi stronzi andrebbero allontanati con la scacciacani solo al sentirli nominare. Sono quella che davanti ad un whatsapp senza nessun senso invece di strisciare il ditino e cancellare  usa si il ditino, ma per rispondere. Che blocca i contatti e poi si pente dopo 10 minuti. Terribile veramente. Di solito ci metto anni - sigh - a metterci la famosa pietra sopra. Diciamo che però se finalmente imbocco una strada, quella resta.
Non torno mai indietro.
Coerente, sempre.
Rincoglionita, pure.

Ma in questi mesi sono accadute delle cose che mi hanno rivelate certi personaggi in tutta la loro magnifica tristezza, che imperterriti continuavano a riproporsi nella mia vita - come la peperonata - senza che io li fossi mai andata a cercare, nemmeno per sbaglio.

Il tempo è il miglior giudice. Basta avere la pazienza necessaria.
Poi la vera qualità delle persone viene fuori, sempre.

Quindi non sono stati mesi solo belli, ma anche utili.
Una pulizia assolutamente necessaria. 

Ciò che ho sicuramente imparato nei miei primi 43 anni di vita è che il bello sta proprio nel fatto che puoi scegliertele le persone che vuoi avere accanto, con cui condividere il tuo cammino. Ho accolto e riaccolto a sufficienza. Adesso decido io, chi ci può stare nella mia vita e chi no.
E se avermi scritto "ADDIOOOOOOOOOOOOO de core proprio" o avermi bloccata su facebook (perchè tanto lo so che poi venite qui a spiare quello che scrivo...) vi fa stare meglio, state sereni che mi avete solo fatto un grossissimo favore.
Giuro. 

Grazie, di cuore!

Non ho foto di grandi viaggi, alla fine ci siamo regalati un week end lungo nella mia amata Parigi... E sono stati giorni intensissimi, in cui come ogni volta capita - questa era la quinta - ho visto angoli e luoghi ancora sconosciuti e vissuto emozioni che veramente solo un posto magico come quello sa regalare. (M. però niente crociera con cena sulla Senna... quella resta una chicca nostra :)
Per il resto ho riposato, mi sono goduta la mia fantastica bici (650 km quest'anno per la stagione), mi sono goduta la mia casina e mi sono presa cura di me. Con calma, con ritmi molto lenti e "gustosi".

E quindi si riprende ufficialmente domani, con tanti progetti e anche diversi cambiamenti (quelli che mi piacciono tanto...) che spero diventino fonte di tante e belle soddisfazioni.
I presupposti ci sono tutti.

Grazie Estate 2k17.
Resterai nel mio cuore come una delle più belle ed intense della mia vita.

E N J O Y
💚