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3650

E’ la decima volta che scrivo questo post. Sono trascorsi 3.650 giorni e me sembra che non ne sia passato nemmeno uno. Eppure quanta vita c’è stata in mezzo.
La mia vita CON e la mia vita SENZA.
Mi ricordo cosa pensai quella sera in pronto soccorso: che tutto era finito. Che tutto non sarebbe più stato come prima. Ed è stato proprio così. Ripenso a cosa ho vissuto ed è come se una forza straordinaria mi abbia trascinata verso una Chiara nuova, diversa. Forse sono solo diventata grande. 
Me lo ricordo il giorno in cui mi misi a costruire questo video. Cercavo un modo per spiegare chi fosse e che stragrande fortuna avesse chi poteva godere della sua risata, del suo amore, delle sue carezze. Ecco, la mia Mamma era così, come in queste foto.
Posso diventare chiunque, posso arrivare ovunque, ma resterò sempre la Tua bambina. Quello si. 
Riposa in pace Rosi, Mamma adorata.
“Come un diamante in mezzo al cuore”.

💗

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Chissà come ti stavano i cinquantatré anni: chissà come saresti stato, come saresti diventato. Chissà come sarebbe stato condividere con te questo anno pazzesco, come abbiamo sempre fatto per mille altre cose.
Chissà se dove sei ora vedi quella matta di tua sorella essere arrivata la, dove tu sognavi.
Buon compleanno Fra.
E' stato tutto molto bello, intenso, emozionante.  Ma mi è sempre mancato un pezzo.  E bello grosso anche.
Un bacino ovunque tu sia.

XV

Mi chiedo spesso il senso di tutto quello che ho vissuto per trent'anni fino al 02 agosto del 2004, se quello che non ci siamo detti, quello che ci siamo fatti, quello che io non ho voluto vedere, che tu non hai voluto capire, se aver pensato per tutti quegli anni tutto il contrario di ciò che poi è stato, sia servito per arrivare dove sono adesso.
Me lo chiedo spessissimo.
Certe volte è come se tutto fosse il compimento di un percorso lungo, difficile, spesso doloroso.
"Chissà cosa penseresti se mi vedessi qui, con i tuoi Amici" soprattutto in questo anno l'ho pensato non so quante volte. Saresti felice? Si, può essere. Orgoglioso di sicuro.
Di sicuro non me lo avresti mai detto. 
E' che le cose presto o tardi prendono la loro forma, diventano quello che era necessario che fossero.
Presto o tardi tutto ha una spiegazione, anche quello che ci rifiutiamo di affrontare perchè lo riteniamo ingiusto o sbagliato.
Anche aver sempre desiderato di non assomigliarti e ritrovarmi…

Prima che

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E se potessimo tornare  Al ricordo che hai di me
Alle cose come sono  O come erano prima di distruggerle 
Prima che
Ma se potessimo scappare  Dall'idea che avrò di te E riprenderci le mani  Con la voglia di tenerle il più possibile 
Se riuscissimo a trovare ancora quell'ingenuità Che ti fa sentire a casa anche non avendola  E senza sforzo fingere di non sapere già  Com'è che andrà
Se sapessimo guardarci con un po' di gelosia Quella sana, quella semplice  La paura che si possa facilmente andare via 
E cercare di stupirsi e poi arrabbiarsi e poi lasciarsi  Senza mai riuscirci e farsi dei discorsi giuro assurdi  Per poi ritrovarsi stretti che non ti lascerò mai 
Capisci, mai
Se anche fossimo sicuri  Che la colpa  È stata solo mia 
Cambierebbe qualche cosa  O basterebbe solo il peso  Della tua malinconia 
Mi cercheresti ancora, ancora 
O scapperesti via
Ma se potessimo tornare  Al ricordo che hai di me

Ragazza fortunata

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Intervista a Chiara Catella, il Sindaco che va a canestro
Chiara Catella era una delle mie “bambine” quando a inizio anni ’90 ero dirigente accompagnatore della formazione Juniores della Pallacanestro Gavirate. Un po’ più che bambina a dire il vero, era una diciassettenne piena di voglia di vivere e di far casino, ma con occhi profondi che rivelavano una gran voglia di cambiare il mondo almeno un po’. La incontrai l’ultima volta ventenne nel 1994, sempre giocatrice di basket, ma tornata nel suo Cantellodurante una partita con il Valcuvia Basket, l’ultima squadra che seguii io prima di lasciare per sempre il mondo del basket. La ritrovo ora, 25 anni dopo, eletta da poco Sindaco della sua comunità, con alle spalle un’esperienza decennale da assessore. Nella sua storia ci sono molti aspetti: lo sport, l’impegno civile, il dolore di una perdita difficile da superare, l’amore per la sua terra, l’essere donna in due mondi, quello del basket e quello della politica, che sono ancor oggi a fort…

The best is yet to come

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Inno d’Italia e tanto pubblico per il primo Consiglio comunale di Chiara Catella

Emozioni che non si possono assolutamente spiegare,  che non si possono nemmeno raccontare. Solo immensamente orgogliosa, di essere arrivata fino a qui.
💚

The best day of my life

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Si, decisamente il giorno più bello della mia vita.
Decisamente.

Questo traguardo è per voi tre, cui ho pensato ogni secondo di questa avventura:
Ripetendomi spesso che il sogno di mio fratello, partito con un banalissimo
gruppo su Facebook nel 2009 durante una cena a casa, dovevo assolutamente realizzarlo.
Ripetendomi spesso che per farmi perdonare di tantissime cose
dovevo diventare Sindaco per mio Papà e per onorare l'eredità che mi
ha lasciato verso il nostro amatissimo Paese.
E per te Mamma, che avresti pianto assieme a me,
sciogliendo tutte le mie paure nel tuo abbraccio
così unico rassicurante e protettivo.
Saresti stata infinitamente fiera ma di nascosto,
preoccupata solo del fatto che stessi bene e
che non mi facessi troppo del male regalandomi una carezza ogni volta in cui mi avresti vista arrabbiata o triste.
Questa gioia immensa è per voi tre.

Questo traguardo è per voi tre,
che siete stati il vero motivo per cui
non ho mollato mai,  anche quando la paura di non farcela  era più forte…