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Visualizzazione dei post con l'etichetta L'angolo della cultura

Semini dell'anguria forever

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Nome: Chiara, Cognome: Catella. Per qualcuno a dir la verità «Tozza», ma basta il nome per aprire un mondo a tanti di noi. Una forza della natura che da sempre si è spesa per il nostro paese e oggi ha la possibilità di farlo dalla sua posizione, tra oneri e onori, di Assessore all’Urbanistica del comune di Cantello. È iniziato anche per lei l’ultimo anno con questa amministrazione con tante battaglie, difficoltà, ma altrettante soddisfazioni. Abbiamo provato a capire meglio cosa si nasconde dietro alla sua inconfondibile energia e al suo ruolo istituzionale. Chiara, anzi, Assessore Catella… Posso darti del tu o devo darle del lei? Le direi di darmi del lei, come ormai mi capita anche ai seggi elettorali ( ride ndr .), ma siccome all’oratorio feriale mi sputavi addosso i semini dell’anguria ti permetto di darmi del tu! Chiaramente non ero io, o comunque quel giorno non c’ero o non ricordo! Ma torniamo seri: una donna Assessore all’Urbanistica non si era mai vista. Bel...

MetroNapoli - Zingarata 2k17

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[on the air: yes i know my way - pino ] Mi sono fatta uno dei primi regali di questo nuovo anno: la zingarata di una giornata a Napoli, come nel 2012. Stesse compagne di avventura. Due donne. E che Donne.  ❤ Partenza ore 09.00 da Malpensa e ritorno alle 21.00 dello stesso giorno. Una meraviglia. Ristoro per l'anima. Vieni catapultato per qualche ora in una realtà completamente diversa, con un sole diverso, un clima diverso, accenti e personaggi che solo in un posto come Napoli puoi trovare. Ti svegli a Cantello e dopo due ore sei in Piazza del Plebiscito. Spettacolare. Adoro questa città. Mi piace da matti. Se il primo incontro era stato una (fantastica) scoperta, il secondo è stato ancor più bello.  La metropolitana di Napoli è un gioiello di arte, architettura  e design. Ben tenuto, pulito, non più pericolosa della metro di Milano (anzi a dire il vero io ho più paura sulla seconda) nessuna puzza di carne umana, di rotaie consumate, di pipì di non...

Alla Scala (felicità a secchiate)

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[on the air: dances of galanta - kodàly ] LaCatella va in città. Al posto di Caterina. [cit.] All'alba dei quarantadueanniemmezzo sono finalmente riuscita ad entrarci. La cosa divertente della mia vita è che per quanto tutta possa sembrare slegato da ciò che sono, in un modo o nell'altro riesco sempre a realizzare piccoli o grandi desideri. Non ho assistito ad un'opera di quelle colossali, ma ad una prova aperta in cui (a parte la violinista solista che si presenta in zibrette e che suona a piedi nudi - ma pare sia abitudine) l'orchestra ha suonato in abbigliamento poco più elegante di me quando faccio i mestieri ed il direttore in sneakers adidas da partita allo stadio. Fantastico. Il teatro alla Scala di Milano è qualcosa di incredibile: entri e ci sono un sacco di tizi vestiti da preti con una catena al collo stile Kuntakinte che ti salutano e sorridono manco fossi la guest star della serata. Se hai preso il posto sui palchi laterali, come noi, sem...

Sex and the city

[on the air: empire state of mind - jay z. alicia keys ] E' noto.  Ormai si sa no? Sono sempre indietro come le balle del cane, arrivo sempre tre o quattro pagine del libro dopo, ma ci arrivo. Ai tempi (ma quali erano, tra l'altro?) in cui la gente impazziva per sex and the city io avevo altro da fare. Cosa non lo so, ma non trovo altra spiegazione. Comunque tutto è iniziato così: [breve inciso: guardo pochissima tele. Praticamente tg-unpostoalsole-filmanastro] una domenica pomeriggio trasmettono Sex and the City, ma il film. Non avendone mai vista una puntata mi dico massì! Vediamo di cosa si tratta. Lo guardo - quello che si conclude con il matrimonio tra Carrie e Big -e mi do della pirla per essermi persa le disavventure di una disagiata affettiva praticamente identica a me! Oh Carrie amica mia! Come ti capisco! E quanto ridere mi fa la panterona ninfomane. In squadra in tutti gli anni di carriera, ne ho avute di simili. Non a quei livelli... Ma poco ci mancava! ...

Screenshot - Il ragazzo di campagna

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"Oh! Gira su rete quattro che c'è il ragazzo di campagna!" "Giro subito!" Questo è il risultato. Siamo fantastici. [Come dice fratello acquisito C. il mio livello di sottocultura è veramente invidiabile!]

After 40

[on the air: per sempre - nina zilli ] L'ho già detto? Si l'ho già detto. Adoro i post di questo sito . E mi piace un sacco condividerne dei passaggi perchè mi ci ritrovo in pieno. Belli e terapeutici. Titolo dell'articolo di turno:  I meravigliosi desideri di una donna dopo i 40 anni. AH AH AH. Comunque, io non mi sono mai sentita a mio agio in un'età della mia vita, come in questa. Sono felicissima dei miei 41 anni quasi 42, ci sto benone e sono proprio contenta di averli e di esserci arrivata. Ieri leggevo l'intervista alla povera Nina Zilli - che non mi dispiace affatto... Anzi... La sua "Per sempre" è una delle mie canzoni preferite - sfanculata senza appello dal suo ex Neffa - che mi sa di uno che puzza di sigaretta, un pò vuncio con le crosticine gialle negli occhi, la barba unta e i vestiti che sanno di armadio chiuso con la naftalina nelle tasche dei cappotti - che esordiva con questa frasona: "[…] Spesso sbaglio...

Cuore (Con gli occhi a forma di)

E poi fate l’amore. Niente sesso, solo amore. E con questo intendo i baci lenti sulla bocca, sul collo, sulla pancia, sulla schiena, i morsi sulle labbra, le mani intrecciate, e occhi dentro occhi. Intendo abbracci talmente stretti da diventare una cosa sola, corpi incastrati e anime in collisione, carezze sui graffi, vestiti tolti insieme alle paure, baci sulle debolezze, sui segni di una vita che fino a quel momento era stata un po’ sbagliata. Intendo dita sui corpi, creare costellazioni, inalare profumi, cuori che battono insieme, respiri che viaggiano allo stesso ritmo, e poi sorrisi, sinceri dopo un po’ che non lo erano più. Ecco, fate l’amore e non vergognatevene, perché l’amore è arte, e voi i capolavori. Alda Merini

Natale

Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade Ho tanta stanchezza sulle spalle Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata Qui non si sente altro che il caldo buono Sto con le quattro capriole di fumo del focolare ("Natale" - Giuseppe Ungaretti, 1916)

Lo dicevo io che era adorabile...

SE IN AUTUNNO TU VENISSI DA ME Se in autunno tu venissi da me caccerei l’estate un po’ sorridente – un po’ irritata – come la massaia scaccia una mosca. Se potessi rivederti tra un anno farei tanti gomitoli dei mesi  li metterei in cassetti separati per paura che i numeri si confondano. Se l’attesa fosse soltanto di secoli li conterei sulla mano sottraendo finché non mi cadessero le dita nel paese di Van Dieman. E se fossi certa che finita questa vita la mia e la tua continueranno a vivere getterei la mia come una buccia e sceglierei con te l’eternità. Ma ora – incerta sulla durata del tempo – che ci separa, la cosa m’inquieta, come l’ape folletto, che non avverte quando pungerà. Emily Dickinson 1862

Poesie

Sabato scorso, mio malgrado, senza entusiasmo se non per il luogo in cui si sarebbe svolta - assolutamente magico - ho partecipato ad una rassegna di poesia e poeti varesini [se gentilmente avete finito di ridere...] che però, alla fine, è stata anche una cosa carina. Si si, sono sopravvissuta e non ho avuto nessun effetto collaterale; tra quelle declamate (si dice così?) a parte quelle in dialetto che mi sono piaciute un sacco, uno degli artisti ha letto una specie di manuale per i compiti delle vacanze che un professore di liceo ha consegnato ai propri alunni, un po' tipo il professor Keating (pace all'anima tua Robin) dell'attimo fuggente. Non male. Soprattutto non necessariamente limitato a ragazzi in piena crisi adolescenziale. L'ho trovato molto bello e me lo ripropongo. Mi sono già esclusa per il punto # 3. Non l'ho mai fatto alle superiori... Figuriamoci adesso. Anche per il # 15... Mi tocca già farlo tutto l'anno... Per il resto, vedremo...

Grazie Lorenfo (... e due)

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[on the air: l'estate addosso - lore ] Stadio San Siro - Lorenzo negli stadi - 26 giugno Dunque: partiamo dal presupposto che il concerto del 2013 sia stato sicuramente molto più bello e coinvolgente, che stasera Lorenzo e la musica venivano "dopo" lo spettacolo di luci e immagini, il che distraeva non poco, che ha sbagliato quasi ogni canzone e che conosco poche persone così stonate, soprattutto dal vivo, la verità è che il concerto di Jovanotti è terapeutico. E come sempre capita nel momento migliore, all'interno della settimana - senza dubbio - più bella ed emozionante dall'inizio del 2015. Il concerto del Jova fa bene: ti tira fuori un sacco di energia, bella, pulita, positiva; balli, canti, salti, fai casino, urli, ti liberi, emozioni, bevi birra, piangi, ridi. Una festa. Tre ore buone buone come se venissi allo stadio a trovare un amico che non vedi da un po' e con cui decidi di passare una serata senza pensieri. Il concerto del Jova è tutto ...

Benvenuto Presidente!

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Ora, che qualsiasi - e dico qualsiasi - personaggio che venisse eletto quale presidente della Repubblica suscitasse polemiche e critiche, (perchè in questo, noi italiani, siamo bravissimi), mi pare fosse cosa ovvia. Ma da ciò, a scrivere tutte le varie cattiverie apparse sui social nei confronti di quest'uomo, solo per il gusto del pregiudizio, direi che ce ne passa. Oddio, manco a me il passato in DC fa impazzire, ma non risulta che abbia rubato, che sia stato in collegio con le sbarre, che abbia condanne pendenti, che sia stato ripreso mentre menava a caso qualcuno durante le sedute del parlamento, che organizzasse bungabunga nel suo appartamento o che abbia rilasciato dichiarazioni velenose o fuori luogo. Fino a prova contraria, ora noi siamo governati da gente che rispecchia tutte queste caratteristiche. Poi ne arriva uno che ha effettivamente un passato nella Democrazia Cristiana, e leggo frasi del tipo "Mattarella non sarà mai il mio Presidente", ...

Je NE SUIS PAS Charlie

Ecco perchè   JE NE SUIS PAS CHARLIE. Bergoglio parla degli attacchi di Parigi mentre è in volo verso le Filippine. Credo che tutti e due siano diritti umani fondamentali, la libertà religiosa e la libertà di espressione. Non si può nascondere una verità: ognuno ha il diritto di praticare la propria religione senza offendere, liberamente, e così dobbiamo fare tutti. Non si può offendere o fare la guerra o uccidere in nome della propria religione, cioè in nome di Dio. A noi quello che succede adesso ci stupisce, no?, ma pensiamo alla nostra storia: quante guerre di religione abbiamo avuto! Lei pensi alla notte di San Bartolomeo. Anche noi siamo stati peccatori su questo. Ma non si può uccidere in nome di Dio. È una aberrazione. Con libertà, senza offendere, ma senza imporre, senza uccidere…Parlava della libertà di espressione. Ognuno non solo ha la libertà, ha il diritto e anche l’obbligo di dire quello che pensa per aiutare il bene comune. L’obbligo ! Se un deputato, un se...

Dipendenza affettiva

Ore 03.08: Brenda e Juno se la raccontano con tutti i cani del vicinato da almeno un'ora e mi svegliano. Scendo, e con la dolcezza che può contraddistinguere una che deve uscire in pigiama al freddo alle 3 di notte per far tacere le proprie belve (...), le faccio smettere. Torno a letto. Macheccazz... Mi scappa pure la pippi. Altro giro, stavolta in bagno. Torno a letto. Prendo il telefono, solita carriolata di sms che speravo di ricevere (ovvero manco uno), inizio a cazzeggiare su Fb e mi imbatto in questo articolo. Mizzega ma che è! Eppure non l'ho scritto io... Ma sembra la perfetta analisi di tutte le mie relazioni... Aspetto tragico più, aspetto tragico meno... Se volete leggerlo il link è questo, c'è pure il test da fare alla fine. Comunque, colpita e affondata. http://d.repubblica.it/amore-sesso/2015/01/12/news/dipendenza_affettiva_test_l_amore_rende_dipendenti_psicologia-2438212/?ref=fbpr È vero: l'amore ci rende sempre dipendenti. È il be...

Io (e i miei piedoni)

[on the air:  http://27esimaora.corriere.it/articolo/lorgoglio-di-avere-i-piedi-grandi-anzi-enormi/ ] L’orgoglio di avere i piedi grandi (anzi, enormi) di Roberta Scorranese La ricercatrice olandese Mineke Schipper insegna studi interculturali letterari all’università di Leida. Nel 2004 ha scritto un libro, dal titolo Never Marry a Woman with Big Feet, Mai sposare una donna con piedi grandi. Un libro che le è costato quindici anni di lavoro, nei quali ha analizzato migliaia di proverbi sulle donne, dei detti da tutto il mondo. Il titolo nasce da una costante che si riscontra da est a ovest, dall’estremo Oriente all’Africa Centrale: mai sposare una donna che corre più veloce, capace di viaggiare, che guadagna di più. Una donna, insomma che ha i piedi più grandi. Ecco allora che il nuovo libro di Schipper, tradotto da Ponte alle Grazie con il titolo Meglio zitella che mal maritata. Le donne nei proverbi di tutto il mondo (pagine 141, 12 euro, traduzione italia...

Due punti, aperte le virgolette

Le distanze pesano. Quelle mentali intendo. Le altre non contano. A due anime vicine puoi mettergli contro centinaia di chilometri, Se ne fregano, vanno avanti senza precludersi nuove sensazioni. Una bella sensazione è tutte le volte che ti sento, è come se fosse sempre la prima volta, unica. E poi arriva quel giorno dove la distanza mentale la senti sempre più forte... Ma nello stesso tempo distante... E poi... (E poi quelle come me le torni a cercare quando omai è troppo tardi. Perchè starci insieme è troppo difficile. Ma stare senza è impossibile.) (Alda Merini)

Le due Madri

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Le due Madri, Giovanni Segantini - Palazzo Reale, Milano 28.09.2014 Spenti sono gli occhi umili e degni ove s’accolse l’infinita bellezza, partita è l’anima ove l’ombra e la luce la vita e la morte furon come una sola preghiera, e la melodìa del ruscello e il mugghio dell’armento e il tuono della tempesta e il grido dell’aquila e il gemito dell’uomo furon come una sola parola, e tutte le cose furono come una sola cosa abbracciata per sempre dalla sua silenziosa potenza come dall’aria. Partita è su i vènti ebra di libertà l’anima dolce e rude di colui che cercava una patria nelle altezze più nude sempre più solitaria. - Gabriele D'Annunzio 1899 - Ogni cosa a suo tempo. Anche se, davvero, tutto avrei immaginato tranne di commuovermi dinnanzi ad un quadro. Dolcezza e tenerezza infinite. Tutta la mostra in sé, merita davvero. Splendida con dei quadri di una bellezza che lascia senza fiato. Due sono le cose che mi hanno colpita più di a...

Uau

Interessanterrimo questo articoletto ... Bello. Mi piace. [www.vanityfair.it] Perché l'amore non è mai perfetto C’è chi dice che l’amore sia cieco. E che non sia affatto casuale che Cupido, il dio dell’amore, sia sempre bendato. Come spiega d’altronde Erwin Panofsky, uno dei maggiori storici dell’arte, l’amore è cieco perché «non gli importa ove si volga, in quanto l’amore discende sul povero come sul ricco, sul brutto come sul bello. È detto pure cieco perché la gente è da lui accecata, poiché nessuno è più cieco di un uomo influenzato dall’amore per una persona o una cosa».  Certo, nel Rinascimento fa la sua apparizione anche un Cupido senza bende, che rappresenta l’amore veggente: quello sacro e spirituale collegato al matrimonio cristiano. Fino ad opporre erôs e agapê, l’amor sensuale e la carità cristiana. Ma che cosa conosce dell’altro questo Cupido celeste? Si può davvero contrappore la cecità della passione alla conoscenza della carità? Che ci sia una diff...

Il Fregio di Beethoven

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KLIMT - Alle origini di un mito, Palazzo Reale. Milano. " Spogliato della sua corazza , il protagonista - visto di spalle - è immerso nell'abbraccio, figura d'eroe vittorioso ma anche di amante soggiogato: così l'immagine, che apparentemente celebra la liberazione e il trionfo dell'eroe sulle forze ostili, è anche l'immagine della sua resa al potere dell'Eros , è la vittoria dell'universo dei sensi sulla paura e sui diurni e razionali strumenti di difesa. "

Mostruosamente in ritardo... Ergo...

... Mi ha fatto abbastanza caccare. Come di cosa sto parlando? Di Sanremo ovviamente. Io sono la perfetta italiana media: Vado in ferie ad agosto, guardo Sanremo, pago il canone, faccio la spesa all'ipermercato...  Poi adoro Sanremo anche per un altro motivo: segna la fine delle ostilità, del buio, del freddo, dell'inverno, le sue canzoni accompagnano la primavera, i primi tepori, le giornate che si allungano, gli ormoni che rinascono a nuova vita... Belle cose insomma. Minchiazza ma quest'anno... Che roba triste! Ho resistito le prime due serate. Poi un pò non ero a casa, un pò mi avevano talmente fatto le palle a julienne che l'idea di guardarli nuovamente mi faceva preferire la lettura di un libro (e ho detto tutto...). Poi. Adesso. A me la Lucianina piace e anche tanto, trovo alcune sue uscite geniali e davvero spettacolari, però il palco dell'Ariston non è proprio il posto per star li a parlare come se si fosse al bar San Rocco (con tutto il rispetto ...