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Visualizzazione dei post con l'etichetta Mamma

Quindici

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Come è difficile scrivere qualcosa per te oggi Mamma. Tutto mi riesce faticoso, pesante, complicato e - appunto - difficile. Pure scrivere. Un’altra parola mi ha fatto sempre compagnia in questi mesi: perché. Dieci, mille, milioni di volte me lo sono chiesta. Perche queste prove tutte assieme, perché questo dolore immenso che spesso non ho saputo nemmeno dove mettere, perché a me, a te, a noi, perché così e una in particolare vinceva sempre su tutte: perché proprio adesso, perché con tutta questa violenza proprio ora in cui tu e la Simo non ci siete a darmi una carezza, ad asciugare le chiazze di lacrime che ormai lascio in giro come le scie delle lumache, ad ascoltarmi e darmi coraggio. Questa me la sono ripetuta non so quante volte e di risposte ne ho avute poche. Sto cercando di imparare a stare sola, per l’ennesima volta a ripartire, a dare valore al silenzio ed a me stessa: mi sono calpestata per anni in nome di non so bene cosa e per personaggi che tutto meritavano tranne che arr...

Quadri

[on the air: felicità - l. dalla ] Cioè uno dice: vabbè hai i pensieri, stai male, è difficile, nella testa hai tremila cose di cui almeno duemilaottocentonovantasei orribili e le giornate, che prima erano popolate da milioni di persone, di parole, di situazioni, di rapporti, di casini, si sono trasformate in una specie di gara di sopravvivenza nel deserto umano più desolante in cui l'unica cosa che mi viene da fare è cercare di rimettere in ordine pensieri, desideri, idee, dolori, lacrime, dispiaceri, tentativi di trovare spiegazioni - che raramente arrivano - rapporti che non esistono più, decisioni da prendere che non so minimamente affrontare e cercare di respirare perchè anche questo mi costa una grandissima fatica. Sopravvivere nel senso di vivere sopra. Fin qui, direi, tutto bene. Ma la mia testa, che giuro non so quante volte abbia desiderato di poter svitare come una lampadina per non sentirla più nel suo perpetuo incasinarsi, mi tormenta di giorno ma soprattutto ed inevit...

3650

E’ la decima volta che scrivo questo post. Sono trascorsi 3.650 giorni e me sembra che non ne sia passato nemmeno uno. Eppure quanta vita c’è stata in mezzo. La mia vita CON e la mia vita SENZA. Mi ricordo cosa pensai quella sera in pronto soccorso: che tutto era finito. Che tutto non sarebbe più stato come prima. Ed è stato proprio così. Ripenso a cosa ho vissuto ed è come se una forza straordinaria mi abbia trascinata verso una Chiara nuova, diversa. Forse sono solo diventata grande.  Me lo ricordo il giorno in cui mi misi a costruire questo video. Cercavo un modo per spiegare chi fosse e che stragrande fortuna avesse chi poteva godere della sua risata, del suo amore, delle sue carezze. Ecco, la mia Mamma era così, come in queste foto. Posso diventare chiunque, posso arrivare ovunque, ma resterò sempre la Tua bambina. Quello si.  Riposa in pace Rosi, Mamma adorata. “Come un diamante in mezzo al cuore”. 💗

Ragazza fortunata

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Intervista a Chiara Catella, il Sindaco che va a canestro Chiara Catella era una delle mie “bambine” quando a inizio anni ’90 ero dirigente accompagnatore della formazione Juniores della Pallacanestro Gavirate . Un po’ più che bambina a dire il vero, era una diciassettenne piena di voglia di vivere e di far casino, ma con occhi profondi che rivelavano una gran voglia di cambiare il mondo almeno un po’. La incontrai l’ultima volta ventenne nel 1994, sempre giocatrice di basket, ma tornata nel suo Cantellodurante una partita con il Valcuvia Basket, l’ultima squadra che seguii io prima di lasciare per sempre il mondo del basket. La ritrovo ora, 25 anni dopo, eletta da poco Sindaco della sua comunità, con alle spalle un’esperienza decennale da assessore. Nella sua storia ci sono molti aspetti: lo sport, l’impegno civile, il dolore di una perdita difficile da superare, l’amore per la sua terra, l’essere donna in due mondi, quello del basket e quello della politica, che sono ancor ...

The best is yet to come

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Inno d’Italia e tanto pubblico per il primo Consiglio comunale di Chiara Catella Emozioni che non si possono assolutamente spiegare,  che non si possono nemmeno raccontare. Solo immensamente orgogliosa, di essere arrivata fino a qui. 💚

The best day of my life

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Si, decisamente il giorno più bello della mia vita. Decisamente. Questo traguardo è per voi tre, cui ho pensato ogni secondo di questa avventura: Ripetendomi spesso che il sogno di mio fratello, partito con un banalissimo gruppo su Facebook nel 2009 durante una cena a casa, dovevo assolutamente realizzarlo. Ripetendomi spesso che per farmi perdonare di tantissime cose dovevo diventare Sindaco per mio Papà e per onorare l'eredità che mi ha lasciato verso il nostro amatissimo Paese. E per te Mamma, che avresti pianto assieme a me, sciogliendo tutte le mie paure nel tuo abbraccio così unico rassicurante e protettivo. Saresti stata infinitamente fiera ma di nascosto, preoccupata solo del fatto che stessi bene e che non mi facessi troppo del male regalandomi una carezza ogni volta in cui mi avresti vista arrabbiata o triste. Questa gioia immensa è per voi tre. Questo traguardo è per voi tre, che siete stati il vero motivo per cui non ho mollato mai,  anche quando ...

L'adunata del centenario

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Ho finito di sfilare che mi sentivo stordita. Un pò dai non so più quanti abbracci, dalle foto scattate, dai GRAZIE, dagli applausi, dal non aver ancora del tutto realizzato di aver partecipato a qualcosa di unico ed irripetibile.  Ho avuto il magone praticamente per tutto il percorso, ma quello che continuavo a pensare era GRAZIE. Un grazie infinito, totale, per chiunque mi abbia messo in condizioni di poter essere li. Sfilare all'adunata degli Alpini è stato un onore prima di tutto; un regalo a mio papà che se mi avesse vista li, con tutto quell'orgoglio che mi gonfiava il petto, non so come avrebbe reagito: forse sarebbe svenuto dall'emozione. E' stato senza dubbio uno dei giorni più belli della mia vita e del mio percorso di amministratore. Può essere che sia l'ultima volta che ho la fortuna di potere indossare la fascia tricolore, ma davvero un regalo migliore la vita non poteva proprio farmelo. Dovevo scrivere, mettere nero su bianco que...

Capitoli che si chiudono

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Stasera, con l’ultimo consiglio comunale del mandato, si è conclusa la mia esperienza da Assessore.  La prima donna della storia a ricoprire un ruolo così delicato e complesso. Se ripenso alla sensazione di panico mista a orgoglio mista a non sapere bene cosa e come fare che mi accompagnò cinque anni fa, quando mi sedetti per la prima volta nel mio bellissimo ufficietto senza finestre, mi rendo davvero conto  di quanto profondamente mi abbia cambiata questo percorso.  Non sono certo la stessa persona, umanamente prima ancora che dal punto di vista professionale. Al di là di come uno può svolgere il compito che gli viene assegnato agli occhi ed al giudizio degli altri, so di averci messo tutta me stessa e qualcosa di più. Come sempre ho fatto, quando a chiamare è stato il mio paese.  Non mi sono tirata indietro, mai. Ci ho sempre messo la faccia anche dinnanzi alle scelte più difficili e dolorose.  Ho cercato di mettermi al servizi...

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Quanto mi manchi in questi giorni Mamma!  Quanto avevo bisogno di parlare con te di tutte queste cose che mi stanno coinvolgendo.  Quanto avevo bisogno delle tue raccomandazioni e del tuo sapermi dire sempre la cosa giusta al momento giusto, sia per darmi la carica sia per i tuoi saggi “ Lasa peerd… sta chi cun mi ”;  Quanto mi manca non essere più figlia, non avere più la tua guida proprio ora in cui sto mettendo in discussione quasi tutta la mia vita.  Grazie per avermi regalato un po’ della tua tenacia, del tuo coraggio, del tuo affrontare qualsiasi cosa con questo dolcissimo sorriso.  Nel giorno della tua festa, ti e mi auguro che i miei passi siano un po’ i tuoi.  Ovunque tu mi voglia portare.  Buon compleanno Mamma, Donna meravigliosa, ovunque tu sia.  💕

Ciao Coscrino

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Questa è una delle foto cui sono in assoluto più affezionata. La tengo sul comò, in camera, incorniciata. Mi ha sempre trasmesso una tenerezza infinita con la mia manina agganciata al suo dito - avrò avuto due anni scarsi - sempre alla ricerca di quel contatto fisico che non ho mai perso. Lui è il Franco, detto il Penna, amico fraterno dei miei genitori e mio padrino di battesimo. Di lui ricordo la presenza praticamente fissa a casa nostra, alle assemblee dell'Avis in soggiorno e di lui che ad una certa estraeva la fisarmonica ed iniziava a suonare - a detta dei miei un pò a caso ma vabbè - del suo fare sempre casinaro, sempre allegro, con la sua voce inconfondibile, gli occhi azzurrissimi ed i suoi modi genuini. Quando ci incontravamo per il paese il nostro saluto era " Ciao Cuscrin! " - ciao coscritto - che non saprei dire da dove saltasse fuori ma era unico, era il nostro, era speciale. L'ultima volta che lo vidi a casa mia era il 2009...

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“ Abbiamo fame di tenerezza, in un mondo dove tutto abbonda siamo poveri di questo sentimento che è come una carezza per il nostro cuore, abbiamo bisogno di questi piccoli gesti che ci fanno stare bene. La tenerezza è un amore disinteressato e generoso, che non chiede nient’altro che essere compreso e apprezzato ”.  Alda Merini Mi sembra impossibile che siano passati tutti questi giorni. Che tutta la vita che c'è stata in mezzo l'abbia vissuta senza di te. O con te. Magari più e meglio di prima. Non lo so. Mi spiace così tanto che tu non abbia potuto conoscere le persone che ho avuto accanto in questi ultimi anni. Alcune ti sarebbero piaciute da matti. O forse le conosci benissimo, perchè sono un regalo tuo. Non so mai cosa pensare, se alla fine mi sono solo autoconvinta di questo per sentire meno la tua mancanza o se invece è tutto vero, sei sempre rimasta con me, solo in modo diverso. Poi però accadono cose inspiegabili, un pò folli, fuori da ogni logica, magari no...

Cartoline

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Chi mi conosce bene, sa che uno dei passaggi fondamentali della mia formazione psico-socio-fisico-culturale-umana ha un nome ben preciso: LA COLONIA. Non ho mai chiarito se odiassi di più i miei genitori che mi costringevano ad una simile tortura ogni anno (dai sei ai dodici senza interruzioni) o la colonia essa stessa in sé come istituzione, una specie di caserma per bambini in cui anche il bagno - rigorosamente tra le 11.00 e le 11.30 e le 16.00 e le 16.30 - somigliava più alla mattanza dei tonni piuttosto che ad un momento piacevole e ricreativo. Ieri sera stavo cercando un segnalibro - e già il fatto che stessi leggendo+un+libro dovrebbe essere di per se preoccupante - e, visto che mi piace usare foto vecchie mie o della family, rovistando nel cassetto di Eta Beta ecco materializzarsi tra le mani le cartoline che avevo inviato alla mia Mamma (solo a lei, il che è tutto dire) durante il secondo anno di galera legalizzata in quella ridente località chiamata Piazzator...

Little girl who dreams

E' che l'altra notte non ho dormito. Cioè ho perso il sonno per molto meno è... però ho passato quasi tutta la notte in bianco con mille tormenti, quelli deliranti che solo un'insicura cronica come me può capire fino in fondo. Dal ' devo essere impazzita ', al ' non vedo l'ora' per non dimenticare un ottimo ' e se avessi fatto la più grossa cazzata della mia vita? ' all'immancabile ' ma sarò in grado? e se poi non sono capace? ' passando dal ' è il mio sogno di quando ero bambina ' arrivando fino a ' ci metterò tutta me stessa, anche se non dovesse bastare '  addirittura al ' devo smettere di dire le parolacce e di ruttare con la finestra che da sul vicino aperta ' e come se non bastasse ' mi tocca comprare un sacco di vestiti nuovi '. Questo solo un assaggio dei pensieri che mi hanno assalita una volta spenta la luce del comodino e dato il bacino della buonanotte alla Rosi. Sento dentro u...

Orgoglio e gratitudine

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Quando penso alla figura di mio Papà ed a quello che ha fatto per Cantello, mi vengono in mente tre parole:  PASSIONE: quella che ti arde dentro e non riesci a controllare, che ti fa stare bene  solo quando riesci a portare a compimento ciò che hai nel cuore; ENTUSIASMO: che mi hanno sempre trasmesso le fotografie ed i racconti di quel periodo, in cui forse nessuna delle persone che partecipava alle feste, alle pedalate, alle gite, alle raccolte di sangue presso l’asilo parrocchiale, era consapevole della grandezza e dell’importanza che avrebbe avuto per il futuro del nostro Paese il seme che avevano da poco iniziato a coltivare; CORAGGIO: perché per dare vita ad un progetto di associazionismo così importante in un paesino come il nostro, a mio avviso, ce ne voleva davvero tanto. Il Coraggio poi di sfidare mia mamma e sei - quasi sette - figli per organizzare riunioni e consigli direttivi direttamente nel nostro sog...

Semini dell'anguria forever

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Nome: Chiara, Cognome: Catella. Per qualcuno a dir la verità «Tozza», ma basta il nome per aprire un mondo a tanti di noi. Una forza della natura che da sempre si è spesa per il nostro paese e oggi ha la possibilità di farlo dalla sua posizione, tra oneri e onori, di Assessore all’Urbanistica del comune di Cantello. È iniziato anche per lei l’ultimo anno con questa amministrazione con tante battaglie, difficoltà, ma altrettante soddisfazioni. Abbiamo provato a capire meglio cosa si nasconde dietro alla sua inconfondibile energia e al suo ruolo istituzionale. Chiara, anzi, Assessore Catella… Posso darti del tu o devo darle del lei? Le direi di darmi del lei, come ormai mi capita anche ai seggi elettorali ( ride ndr .), ma siccome all’oratorio feriale mi sputavi addosso i semini dell’anguria ti permetto di darmi del tu! Chiaramente non ero io, o comunque quel giorno non c’ero o non ricordo! Ma torniamo seri: una donna Assessore all’Urbanistica non si era mai vista. Bel...

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"Incapace di percepire la forma di Te,  ti trovo tutto intorno a me.  La tua presenza  mi riempie gli occhi del tuo Amore,  umilia il mio cuore,  perché tu sei ovunque." La poesia che viene recitata alla fine del film " La forma dell'acqua " mi si è conficcata nel cuore, parola dopo parola, una dopo l'altra.  L'ho riletta spesso ed ho  anche   pensato se potesse esistere nella mia vita una persona degna di ricevere delle parole così belle. E l'ho trovata. Buon compleanno Amore grande! 💗

Santo Stefano 2k17

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... Ci sono giornate che aspetti per un anno intero. Il Natale con la mia Famigliona (che ovviamente, essendo un pò originali, festeggiamo il giorno dopo) è uno di questi. Con tutte le nostre fragilità, i difetti, le fatiche, gli sbagli - più o meno consapevoli - le menate e tutti gli annessi e connessi che una famiglia numerosa come la nostra inevitabilmente si porta appresso, ogni anno il regalo più bello che la vita mi possa fare è esserci, esserci tutti assieme, è la scorpacciata di affetto, di condivisione, di soldi persi alla tombola, di bomba atomica esplosa in casa dal casino che c'è, di sorrisi e abbracci che fanno tanto bene al cuore. Ed assieme a molte altre cose, questa è sicuramente una delle consuetudini più belle che i nostri genitori ci abbiano lasciati. Grazie. Vi voglio bene! 💗

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... è il ciclo della vita. È vero. È un passaggio con cui prima o poi bisogna fare i conti. Ti alzi la mattina lo stesso, fai cose lo stesso, ami lo stesso, lavori lo stesso, ti impegni lo stesso, sei triste lo stesso, sorridi - anzi - ridi lo stesso, ti emozioni lo stesso, fai tutto quello che hai sempre fatto. Prima. Eppure da quel giorno niente è più uguale. È come se un pezzettino di te ti abbia per sempre lasciata in quel preciso istante. Sono duemilanovecentoventi giorni che non vedo più il tuo sorriso e non ricevo gli abbracci stritolanti o le carezze o i baci rumorosissimi che arrivavano solo da te. Duemilanovecentoventi giorni che non sono più figlia ma cerco di essere, forse e comunque a gran fatica, la donna che desideravi diventassi. Lo spero tanto che tu sia orgogliosa di me. Con tutti i casini che combino e col caratteraccio di cui mi hai gentilmente omaggiata, vivo ogni giorno, ogni minuto, con la certezza che tu mi sia sempre accanto. Sempre. Altrimenti non mi spiego...

Papa Francesco

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... oggi il mio cuore è particolarmente affollato: Dalle persone che amo, che per vari motivi porto nel cuore, che ho accanto ogni giorno o che non ci sono più, ma anche e soprattutto dai miei concittadini che qui, davanti al Papa, oggi rappresento. Qual è il sentimento personale che ti accompagna? Emozionata ed orgogliosa. Emozionata perché sono consapevole di partecipare ad un momento per certi versi storico, che accomuna nello stesso giorno il percorso umano e di fede di moltissime persone. Vivere momenti come questo ti regala un senso di appartenenza, di calore umano molto forte. Orgogliosa perché qui oggi non porto solo la mia storia, i miei affetti ed i miei pensieri, ma rappresento un paese intero - Cantello- cui sono molto affezionata, al di là dell'incarico politico che ricopro. Ed essere presente con la fascia tricolore, che per me ha un forte significato, mi rende immensamente felice di aver avuto l'opportunità di esserci.  Come è stato? Pensav...