Saper ascoltare


Ma perchè ascoltare è così difficile?

Cioè: io dei cazzi miei ho imparato a non parlarne più con nessuno - a parte la Brenda e la Nala quando siamo nel bosco - per non consegnare armi al prossimo per ferirmi o peggio usare le mie confidenze da trasformare in pettegolezzi  o peggio ancora per usare le mie debolezze per mortificarmi o proprio peggissimo per compatirmi e va bene, anche questo lo abbiamo imparato.

Capita però che ogni tanto, molto raramente, qualcosa salti fuori: in passato avevo la terribile presunzione (minchia quanto sono stata presuntuosa nella mia vita) di parlare del mio vissuto come se fosse la cosa più interessante in assoluto, per consigliare, avvertire, essere da esempio - sicuramente il più delle volte non richiesto - rincuorare, essere partecipe: tutte cose che presumevo gli altri desiderassero da me.

Così, ho finalmente imparato a parlare solo se necessario, mai più a sproposito, senza confini, senza paletti, senza difese, senza pensare alle conseguenze, senza filtri, con il cuore in mano. Mai più e con nessuno.

Ho addirittura imparato a capire cosa dire in base a ciò che l'altro o l'altra volesse sentirsi dire.
Minchia la saggezza dei cinquantun anni!
Io salva, lui o lei soddisfatti e vissero tutti felici e contenti.

Ma, dicevo, ogni tanto capita che qualcosa scappi fuori e le reazioni sono di solito due:

Molto poco mal celato disinteresse - con tanto di sguardo girato altrove e se in compagnia discorso annullato e dirottato su altro in maniera veramente brutale - circa le mie parole oppure, come se si arrivasse ad una dead line di ascolto, l'inizio di un contro racconto che contenga più o meno simili circostanze e soggetti attivi come se si trattasse di una gara a chi ha avuto la sfiga o vissuto l'episodio peggiore tra i due.

Ma perchè non ascoltare? Ascoltare e basta.

 Vivere la grande fatica di pensare prima a chi hai davanti e non sgomitare per dare spazio per forza anche a sè stessi; Concedere la grazia di creare un'attenzione empatica - magari questo è troppo ma sarebbe bello - con chi magari ti sta parlando di cose che l'hanno fatta stare male o l'hanno ferita o solo perchè ha bisogno di alleggerire un pò il cuore.

Capisco che non avendo un vissuto granchè interessante e granchè intrigante in questi ultimi anni non abbia molto di cui parlare che non siano ingiustizie, porcherie, cattiverie, tradimenti, fatiche e una montagna di dolore ed immagino anche che farsi carico di un mattone del genere non è che sia uno degli obiettivi della giornata di chiunque. E ci sta. 
Per questo mi faccio dei gran viaggi nei cazzi miei. 

Mi fa riflettere, però, questa cosa.
Mi fa capire che alla fine i problemi tuoi è molto meglio per tutti se impari a portarteli e possibilmente senza dar fastidio e darli in pasto a chiunque.

Quindi:
Se vedete nei boschi una che parla con i suoi due cani il più delle volte in una valle di lacrime, sono io.


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