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Visualizzazione dei post con l'etichetta Papà

Cento

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[on the air: oh father - madonna ] 17 Novembre 1925 17 Novembre 2025 Cento anni: un secolo di vita di un uomo che ha profondamente segnato la storia civile ed associativa di Cantello. Un uomo per bene, appassionato, dedito all’etica del lavoro, della famiglia ed al sacrificio come nessuno. Fastidioso, divisivo, molto complicato, idealista fino allo sfinimento, polemico, ma mai domo. Più volte l’ho visto piegarsi senza mai spezzarsi. Ancora oggi, dopo più di vent’anni mi parlano di lui e dell’entusiasmo che metteva ovunque lo si trovasse indaffarato. Un uomo che dava poca importanza alle parole e fin troppa all’esempio, all’essere concreti, a sporcarsi le mani. Sempre pronto ad andare, a fare, a organizzare, a cantare, il vero centro della baldoria. Sorrido perché sembra che stia parlando di me, ma in realtà ogni figlio ha portato nella propria vita traccia della sua figura: nell’impegno civico per Cantello, con la grande famiglia Alpina per quanto mi riguarda; con la famiglia quale roc...

Vuoto

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[on the air: anche fragile - elisa ] Tre generazioni e una cucciola di cane. Ci siamo trovati, come ormai facciamo da una quindicina di anni almeno, per la messa nel ricordo di mio papà. Ieri erano venti anni ma quello che successe quella sera me lo ricordo perfettamente, emozioni - soprattutto - comprese. Il sentimento imperante fu la paura: avevo 30 anni da poco compiuti e la morte, il lutto, la perdita, la pulizia etnica erano cose lontanissime dalla mia vita. Ero all'apice della mia carriera da cestista, spopolavo dappertutto vincente, invidiata, richiesta da squadre di mezza Lombardia. Potevo mai pensare di dover affrontare la morte di mio padre? E' curioso, ma in tutte le perdite della mia famiglia è sempre successo qualcosa che mi ha "protetta" dal trauma del momento, dall'evento vero e proprio per farmi entrare in scena sempre per seconda, immediatamente dopo. Quella di ieri è stata una giornata strana, scazzata, svogliata da subito; appena salita in macch...

XV

Mi chiedo spesso il senso di tutto quello che ho vissuto per trent'anni fino al 02 agosto del 2004, se quello che non ci siamo detti, quello che ci siamo fatti, quello che io non ho voluto vedere, che tu non hai voluto capire, se aver pensato per tutti quegli anni tutto il contrario di ciò che poi è stato, sia servito per arrivare dove sono adesso. Me lo chiedo spessissimo. Certe volte è come se tutto fosse il compimento di un percorso lungo, difficile, spesso doloroso. " Chissà cosa penseresti se mi vedessi qui, con i tuoi Amici " soprattutto in questo anno l'ho pensato non so quante volte. Saresti felice? Si, può essere. Orgoglioso di sicuro. Di sicuro non me lo avresti mai detto.  E' che le cose presto o tardi prendono la loro forma, diventano quello che era necessario che fossero. Presto o tardi tutto ha una spiegazione, anche quello che ci rifiutiamo di affrontare perchè lo riteniamo ingiusto o sbagliato. Anche aver sempre desiderato di non asso...

Ragazza fortunata

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Intervista a Chiara Catella, il Sindaco che va a canestro Chiara Catella era una delle mie “bambine” quando a inizio anni ’90 ero dirigente accompagnatore della formazione Juniores della Pallacanestro Gavirate . Un po’ più che bambina a dire il vero, era una diciassettenne piena di voglia di vivere e di far casino, ma con occhi profondi che rivelavano una gran voglia di cambiare il mondo almeno un po’. La incontrai l’ultima volta ventenne nel 1994, sempre giocatrice di basket, ma tornata nel suo Cantellodurante una partita con il Valcuvia Basket, l’ultima squadra che seguii io prima di lasciare per sempre il mondo del basket. La ritrovo ora, 25 anni dopo, eletta da poco Sindaco della sua comunità, con alle spalle un’esperienza decennale da assessore. Nella sua storia ci sono molti aspetti: lo sport, l’impegno civile, il dolore di una perdita difficile da superare, l’amore per la sua terra, l’essere donna in due mondi, quello del basket e quello della politica, che sono ancor ...

The best is yet to come

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Inno d’Italia e tanto pubblico per il primo Consiglio comunale di Chiara Catella Emozioni che non si possono assolutamente spiegare,  che non si possono nemmeno raccontare. Solo immensamente orgogliosa, di essere arrivata fino a qui. 💚

The best day of my life

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Si, decisamente il giorno più bello della mia vita. Decisamente. Questo traguardo è per voi tre, cui ho pensato ogni secondo di questa avventura: Ripetendomi spesso che il sogno di mio fratello, partito con un banalissimo gruppo su Facebook nel 2009 durante una cena a casa, dovevo assolutamente realizzarlo. Ripetendomi spesso che per farmi perdonare di tantissime cose dovevo diventare Sindaco per mio Papà e per onorare l'eredità che mi ha lasciato verso il nostro amatissimo Paese. E per te Mamma, che avresti pianto assieme a me, sciogliendo tutte le mie paure nel tuo abbraccio così unico rassicurante e protettivo. Saresti stata infinitamente fiera ma di nascosto, preoccupata solo del fatto che stessi bene e che non mi facessi troppo del male regalandomi una carezza ogni volta in cui mi avresti vista arrabbiata o triste. Questa gioia immensa è per voi tre. Questo traguardo è per voi tre, che siete stati il vero motivo per cui non ho mollato mai,  anche quando ...

L'adunata del centenario

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Ho finito di sfilare che mi sentivo stordita. Un pò dai non so più quanti abbracci, dalle foto scattate, dai GRAZIE, dagli applausi, dal non aver ancora del tutto realizzato di aver partecipato a qualcosa di unico ed irripetibile.  Ho avuto il magone praticamente per tutto il percorso, ma quello che continuavo a pensare era GRAZIE. Un grazie infinito, totale, per chiunque mi abbia messo in condizioni di poter essere li. Sfilare all'adunata degli Alpini è stato un onore prima di tutto; un regalo a mio papà che se mi avesse vista li, con tutto quell'orgoglio che mi gonfiava il petto, non so come avrebbe reagito: forse sarebbe svenuto dall'emozione. E' stato senza dubbio uno dei giorni più belli della mia vita e del mio percorso di amministratore. Può essere che sia l'ultima volta che ho la fortuna di potere indossare la fascia tricolore, ma davvero un regalo migliore la vita non poteva proprio farmelo. Dovevo scrivere, mettere nero su bianco que...

Capitoli che si chiudono

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Stasera, con l’ultimo consiglio comunale del mandato, si è conclusa la mia esperienza da Assessore.  La prima donna della storia a ricoprire un ruolo così delicato e complesso. Se ripenso alla sensazione di panico mista a orgoglio mista a non sapere bene cosa e come fare che mi accompagnò cinque anni fa, quando mi sedetti per la prima volta nel mio bellissimo ufficietto senza finestre, mi rendo davvero conto  di quanto profondamente mi abbia cambiata questo percorso.  Non sono certo la stessa persona, umanamente prima ancora che dal punto di vista professionale. Al di là di come uno può svolgere il compito che gli viene assegnato agli occhi ed al giudizio degli altri, so di averci messo tutta me stessa e qualcosa di più. Come sempre ho fatto, quando a chiamare è stato il mio paese.  Non mi sono tirata indietro, mai. Ci ho sempre messo la faccia anche dinnanzi alle scelte più difficili e dolorose.  Ho cercato di mettermi al servizi...

Ciao Coscrino

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Questa è una delle foto cui sono in assoluto più affezionata. La tengo sul comò, in camera, incorniciata. Mi ha sempre trasmesso una tenerezza infinita con la mia manina agganciata al suo dito - avrò avuto due anni scarsi - sempre alla ricerca di quel contatto fisico che non ho mai perso. Lui è il Franco, detto il Penna, amico fraterno dei miei genitori e mio padrino di battesimo. Di lui ricordo la presenza praticamente fissa a casa nostra, alle assemblee dell'Avis in soggiorno e di lui che ad una certa estraeva la fisarmonica ed iniziava a suonare - a detta dei miei un pò a caso ma vabbè - del suo fare sempre casinaro, sempre allegro, con la sua voce inconfondibile, gli occhi azzurrissimi ed i suoi modi genuini. Quando ci incontravamo per il paese il nostro saluto era " Ciao Cuscrin! " - ciao coscritto - che non saprei dire da dove saltasse fuori ma era unico, era il nostro, era speciale. L'ultima volta che lo vidi a casa mia era il 2009...

Little girl who dreams

E' che l'altra notte non ho dormito. Cioè ho perso il sonno per molto meno è... però ho passato quasi tutta la notte in bianco con mille tormenti, quelli deliranti che solo un'insicura cronica come me può capire fino in fondo. Dal ' devo essere impazzita ', al ' non vedo l'ora' per non dimenticare un ottimo ' e se avessi fatto la più grossa cazzata della mia vita? ' all'immancabile ' ma sarò in grado? e se poi non sono capace? ' passando dal ' è il mio sogno di quando ero bambina ' arrivando fino a ' ci metterò tutta me stessa, anche se non dovesse bastare '  addirittura al ' devo smettere di dire le parolacce e di ruttare con la finestra che da sul vicino aperta ' e come se non bastasse ' mi tocca comprare un sacco di vestiti nuovi '. Questo solo un assaggio dei pensieri che mi hanno assalita una volta spenta la luce del comodino e dato il bacino della buonanotte alla Rosi. Sento dentro u...

XIV

Per cogliere davvero a fondo lo spirito Alpino, almeno una volta nella vita bisogna partecipare alla cerimonia di saluto di uno di loro. Di uno che è "andato avanti", come usa dire. Il disegno della mia esistenza deve essere proprio curioso, perchè spessissimo accadono circostanze ed intrecci incredibili; mi trovo a vivere situazioni magari dolorose, magari inspiegabili che poi si rivelano, sempre. Ieri ho salutato una persona per bene, un uomo che mi ha accolta sin da subito come " una di loro ", che mi ha voluto bene e verso cui ho provato una stima ed un affetto grandi. Una cerimonia sentita, bella, importante. Un saluto, l'ultimo, come doveva essere. La commozione ed il dispiacere erano palpabili, pesanti, negli occhi di tutti. Io ieri ero lì, sciolta dal caldo, in chiesa, dinnanzi ad una cassa di legno con il cappello da Alpino appoggiato sopra, con i gagliardetti, la preghiera dell'Alpino, il cuscino di rose, il "Signore del...

Valore Alpino

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... mostran la forza ed il coraggio della lor salda gioventù. 💚 La figlia prediletta.

Orgoglio e gratitudine

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Quando penso alla figura di mio Papà ed a quello che ha fatto per Cantello, mi vengono in mente tre parole:  PASSIONE: quella che ti arde dentro e non riesci a controllare, che ti fa stare bene  solo quando riesci a portare a compimento ciò che hai nel cuore; ENTUSIASMO: che mi hanno sempre trasmesso le fotografie ed i racconti di quel periodo, in cui forse nessuna delle persone che partecipava alle feste, alle pedalate, alle gite, alle raccolte di sangue presso l’asilo parrocchiale, era consapevole della grandezza e dell’importanza che avrebbe avuto per il futuro del nostro Paese il seme che avevano da poco iniziato a coltivare; CORAGGIO: perché per dare vita ad un progetto di associazionismo così importante in un paesino come il nostro, a mio avviso, ce ne voleva davvero tanto. Il Coraggio poi di sfidare mia mamma e sei - quasi sette - figli per organizzare riunioni e consigli direttivi direttamente nel nostro sog...

Semini dell'anguria forever

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Nome: Chiara, Cognome: Catella. Per qualcuno a dir la verità «Tozza», ma basta il nome per aprire un mondo a tanti di noi. Una forza della natura che da sempre si è spesa per il nostro paese e oggi ha la possibilità di farlo dalla sua posizione, tra oneri e onori, di Assessore all’Urbanistica del comune di Cantello. È iniziato anche per lei l’ultimo anno con questa amministrazione con tante battaglie, difficoltà, ma altrettante soddisfazioni. Abbiamo provato a capire meglio cosa si nasconde dietro alla sua inconfondibile energia e al suo ruolo istituzionale. Chiara, anzi, Assessore Catella… Posso darti del tu o devo darle del lei? Le direi di darmi del lei, come ormai mi capita anche ai seggi elettorali ( ride ndr .), ma siccome all’oratorio feriale mi sputavi addosso i semini dell’anguria ti permetto di darmi del tu! Chiaramente non ero io, o comunque quel giorno non c’ero o non ricordo! Ma torniamo seri: una donna Assessore all’Urbanistica non si era mai vista. Bel...

Il treno è sempre il treno

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[on the air: long train running - the doobie brothers ] Stamattina sono andata a vedere la nuova stazione di Cantello - Gaggiolo. Da proprio l’idea di un’opera che ha ancora da essere finita in molte sue parti, però... funziona. Ero curiosa di vedere l’esito di una trasformazione del “mio” territorio così profonda. E volevo vederla, calpestarla, annusarla (fino a quando non saprà di tutti gli odori umani possibili) la nostra stazione del treno. È un momento storico. Io c’ero. Ci sono stata quando hanno inaugurato la ferrovia a pochi metri da casa mia. Ogni volta in cui passo di lì provo un misto tra orgoglio e stupore. Ripenso spesso a cosa avrebbe provato mio Papà, profondamente innamorato del nostro paese e del suo territorio, nel vedere una cosa simile. Credo - conoscendolo - che ci sarebbe salito quasi tutti i giorni, solo per il gusto di vedere il mondo da lì. Un po’ come quando aprirono la Iper e per lui era una specie di paese dei balocchi da frequentare il più possibile...

Santo Stefano 2k17

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... Ci sono giornate che aspetti per un anno intero. Il Natale con la mia Famigliona (che ovviamente, essendo un pò originali, festeggiamo il giorno dopo) è uno di questi. Con tutte le nostre fragilità, i difetti, le fatiche, gli sbagli - più o meno consapevoli - le menate e tutti gli annessi e connessi che una famiglia numerosa come la nostra inevitabilmente si porta appresso, ogni anno il regalo più bello che la vita mi possa fare è esserci, esserci tutti assieme, è la scorpacciata di affetto, di condivisione, di soldi persi alla tombola, di bomba atomica esplosa in casa dal casino che c'è, di sorrisi e abbracci che fanno tanto bene al cuore. Ed assieme a molte altre cose, questa è sicuramente una delle consuetudini più belle che i nostri genitori ci abbiano lasciati. Grazie. Vi voglio bene! 💗

Tredici

02 Agosto 2004 02 Agosto 2017 ... Caldo, caldissimo. Rapina non mi ricordo dove, elicottero, timore che il ladro in fuga ci entrasse in casa, lago, moto, legna da sistemare, ["facciamolo assieme"], andiamo fuori a cena, in piedi davanti alla porta di casa, ritorno, entriamo in casa, sparecchi, un colpo. Ambulanza, dottore, rumore di costole che si spezzano, lenzuolo bianco, fratelli, Don Ferdinando, onoranze funebri, letto, buio. Freddo. La tua fine. L'inizio di molte altre cose. La fine della nostra "guerra". L'inizio di un rapporto nuovo, fortissimo, fatto di presenza nei gesti, nelle scelte, nei modi di fare, in qualsiasi cosa faccia o pensi. Da un dolore così grande, da una paura così paralizzante, da una lacerazione così devastante, può nascere un amore nuovo. Tutto h...

Papa Francesco

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... oggi il mio cuore è particolarmente affollato: Dalle persone che amo, che per vari motivi porto nel cuore, che ho accanto ogni giorno o che non ci sono più, ma anche e soprattutto dai miei concittadini che qui, davanti al Papa, oggi rappresento. Qual è il sentimento personale che ti accompagna? Emozionata ed orgogliosa. Emozionata perché sono consapevole di partecipare ad un momento per certi versi storico, che accomuna nello stesso giorno il percorso umano e di fede di moltissime persone. Vivere momenti come questo ti regala un senso di appartenenza, di calore umano molto forte. Orgogliosa perché qui oggi non porto solo la mia storia, i miei affetti ed i miei pensieri, ma rappresento un paese intero - Cantello- cui sono molto affezionata, al di là dell'incarico politico che ricopro. Ed essere presente con la fascia tricolore, che per me ha un forte significato, mi rende immensamente felice di aver avuto l'opportunità di esserci.  Come è stato? Pensav...

#sognichesiavverano II

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❤ ❤ ❤ #sogni chesi avverano