Consapevolezze


Avete mai spiegato ad una persona emotivamente immatura che un suo comportamento vi ha ferito?
E' un'esperienza mistica, davvero.

Voi entrate in scena convinti di aprire un dialogo;
di gettare un ponte, magari pensando "se solo capisse come mi sento, allora cambierebbe".

E invece, vi ritrovate immediatamente in mezzo ad una farsa grottesca:
dove la logica è stata bandita per decreto presidenziale.

Per questi campioni mondiali di fragilità, la vostra vulnerabilità non è un'occasione di crescita, non è un invito alla connessione; è una dichiarazione di guerra totale al loro ego di cristallo.

Non appena pronunciate la frase fatidica "mi sono sentito male per quello che hai fatto" scatta un meccanismo automatico di difesa ad oltranza che manco una fortezza medievale sotto assedio da mesi.

In un millisecondo con una piroetta acrobatica ai limiti dell'assurdo, ribaltano la frittata con una spudoratezza tale da lasciarvi senza fiato.
Vi ritrovate voi sul banco degli imputati.

All'improvviso non siete più quelli feriti ma i carnefici, i mostri, i disturbatori che osano turbare la loro perfetta e infantile pace interiore.

Vi accusano di essere troppo sensibili, di esagerare o peggio estraggono dal cilindro un vostro errore del 1998 per giustificare lo schifo che vi hanno fatto oggi.

Ma fermiamoci un istante: perchè lo fanno?

Perchè dietro quel loro ego esagerato, dietro quella maschera di superiorità, c'è il vuoto assoluto; è un corazza gigante costruita per proteggere un bambino terrorizzato che non è mai cresciuto. 
Non possono ammettere un errore, perchè per loro sbagliare non significa ho commesso un errore, significa io sono un errore.

Non hanno gli strumenti per gestire la vergogna, quindi devono prenderla e lanciarvela addosso come spazzatura in fiamme.

Se la colpa è vostra, loro possono continuare a galleggiare nella loro bolla di purezza immaginaria; e qui arriviamo al punto che vi farà male sentire: come si crea un rapporto sano con individui del genere?
La risposta è cruda: non si può. Punto.

E' inutile girarci intorno, è triste lo so, ma non potete costruire una cattedrale di marmo sopra una palude di fango mobile.

Un rapporto sano richiede due architetti, due persone capaci di prendersi la responsabilità delle proprie macerie e dei propri calcinacci: con loro finirete sempre a fare i muratori solitari di un muro che vi crollerà addosso ogni singola volta in cui proverete a posare il mattone della verità.

Non cercate di ripararli, non siete un centro di recupero per adulti difettosi, cercate solo di non farvi seppellire dalle macerie del loro circo, mentre cercate di spiegare l'ovvio a chi ha deciso di restare cieco e sordo.

#cosisia


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