Grazie, Carl
[on the air: quando ti rivedrò - gino paoli e paolo fresu]
Jung la chiamava OMBRA:
è la parte di te che hai imparato a nascondere per ricevere amore. Non è il male.
E' quello che nell'infanzia non potevi permetterti di mostrare.
Cambiano i volti. La storia è sempre la stessa.
Cambiano i volti. La storia è sempre la stessa.
Persone diverse,
stessa dinamica.
Stesso modo di ferirti,
stesso modo di finire.
[E si che me lo sono chiesto il perchè: ultimamente moltissime volte fino a spaccarmici la testa.]
[E si che me lo sono chiesto il perchè: ultimamente moltissime volte fino a spaccarmici la testa.]
Cosa finisce nell'ombra:
La rabbia che non potevi mostrare;
Il bisogno che non potevi chiedere;
La fragilità che ti veniva rimproverata.
Ma quella parte non sparisce: aspetta.
Resta in silenzio per anni poi da adulti torna.
Non dentro di te.
FUORI.
Torna sottoforma di persone.
Persone che hanno il tratto che ti sei negato:
La rabbia che non potevi mostrare;
Il bisogno che non potevi chiedere;
La fragilità che ti veniva rimproverata.
Ma quella parte non sparisce: aspetta.
Resta in silenzio per anni poi da adulti torna.
Non dentro di te.
FUORI.
Torna sottoforma di persone.
Persone che hanno il tratto che ti sei negato:
ti attraggono, ti fanno impazzire, ti feriscono.
Jung la chiamava proiezione:
vedi negli altri quello che non vuoi vedere in te.
Quando una situazione non viene resa cosciente, accade fuori, come destino.
Per questo non si tratta di "sfortuna".
E' la parte di te che chiede di essere riconosciuta.
E finchè la cerchi fuori, la trovi fuori.
OGNI VOLTA PIU' FORTE.
L'uscita non è cambiare partner.
E' smettere di rinnegare quella parte di te.
Guardarla, darle un nome, riprendertela.
La prossima volta che qualcuno ti fa reagire in modo esagerato o ti provoca di proposito chiediti:
COSA VEDO IN QUESTA PERSONA CHE IO NON MI PERMETTO?
Lì c'è un pezzo della tua ombra.
Le persone tossiche e le persone sbagliate non arrivano per caso.
Arrivano a riportarti la parte di te che hai lasciato indietro.
Carlo Gustav Jung
1951
Jung la chiamava proiezione:
vedi negli altri quello che non vuoi vedere in te.
Quando una situazione non viene resa cosciente, accade fuori, come destino.
Per questo non si tratta di "sfortuna".
E' la parte di te che chiede di essere riconosciuta.
E finchè la cerchi fuori, la trovi fuori.
OGNI VOLTA PIU' FORTE.
L'uscita non è cambiare partner.
E' smettere di rinnegare quella parte di te.
Guardarla, darle un nome, riprendertela.
La prossima volta che qualcuno ti fa reagire in modo esagerato o ti provoca di proposito chiediti:
COSA VEDO IN QUESTA PERSONA CHE IO NON MI PERMETTO?
Lì c'è un pezzo della tua ombra.
Le persone tossiche e le persone sbagliate non arrivano per caso.
Arrivano a riportarti la parte di te che hai lasciato indietro.
Carlo Gustav Jung
1951
Mi sanguinano le mani da quanto sto lavorando per risalire; ci sono giorni più faticosi di altri, giorni più difficili ed in cui ancora piango. Tutto ha un senso, tutto ha avuto un senso, anche le decisioni più difficili e dolorose. Se avessi avuto questa consapevolezza di me anni fa avrei risparmiato dolore a tante persone, ma prima di tutto a me stessa. Continuo a lavorare ma la conquista più grande, inaspettata e che mi sto godendo con ogni cellula è che finalmente sono in pace. Non mi interessano vendette, rabbia, rancori; non rincorro più nessuno, non mi riguarda cosa gli altri pensino o dicano di me. Concentrata su ciò che sto diventando giorno dopo giorno. Chi voleva rimanere è rimasto, chi ha scelto di andarsene - o ne ha preso atto - se ne è andato. Ma io sono rimasta. Solida, centrata, dolce. In pace.
Quando ti rivedrò
Non ci sarà un perché
Tu non capirai
Nemmeno io capirò perché
Si va via e ci si trova ancora
Tornerà la strana magia
Che tra noi non è finita ancora
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