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Cantello - Avvocato civilista, 45 anni, sportivo "incallito", il candidato della Lista "Cantello cambia" si presenta agli elettori
Gunnar Vincenzi: "Cantello è un'oasi verde nella modernità. È questa la sua ricchezza"

Cantello - Avvocato civilista, 45 anni, sportivo "incallito", il candidato della Lista "Cantello cambia" si presenta agli elettori
Gunnar Vincenzi: "Cantello è un'oasi verde nella modernità. È questa la sua ricchezza"
Un candidato che ha il nome di battesimo di origine scandinava,
Gunnar, e un programma che ha nella difesa del territorio e nel suo sviluppo armonico il suo punto più qualificante, come nella migliore tradizione nordeuropea. Questa coincidenza si è materializzata a Cantello nella lista civica “Cantello cambia” capeggiata dal candidato sindaco Nicola Gunnar Vincenzi.Avvocato civilista, 45 anni , sposato con tre figli, Vincenzi parte da un’evidenza oggettiva: «Cantello è un paese incastonato tra bellissime colline, al confine con la Svizzera, e pur essendo molto vicino a Varese è rimasto fuori dal contesto industriale. Insomma, è un’oasi di verde immersa nella modernità. Noi pensiamo che queste caratteristiche specifiche vadano preservate, perché sono la nostra vera ricchezza».Non è un caso che alla lista di Vincenzi abbia aderito anche il comitato "Salviamo la Pardà" (costituito da 1200 cittadini) che dopo una lunga lotta è riuscito a modificare importanti progetti di edificazione dell'amministrazione uscente in una delle aree verdi più suggestive di Cantello.Nel programma della lista “Cantello cambia” si parla anche di sviluppo, legato alla valorizzazione dell’esistente, sia in termini architettonici che naturalistici. «Attenzione al territorio – continua Vincenzi – significa sia attenzione all’ambiente naturale sia a quello cittadino. Parlare solo di verde è riduttivo, perché riteniamo che anche il centro storico necessiti di una valorizzazione. Noi non siamo contro lo sviluppo, ma occorre che questo sia armonico, che risponda alle esigenze dei cittadini e che non si presti a speculazioni. Un esempio? In centro ci sono corti totalmente o quasi abbandonate. Noi pensiamo che una buona amministrazione debba incentivare chi ristruttura, perché così si rivitalizzano quei luoghi e si risparmiano le aree verdi. Allo stesso modo vanno incentivate le imbiancature degli intonaci vecchi. Insomma, il centro storico deve tornare a vivere e diventare un luogo di socialità. È anche per questo che andrà rivista la viabilità».Vincenzi punta, dunque, a una rivitalizzazione del paese che passa anche da una serie di iniziative culturali e sociali. «Io ho dei ricordi bellissimi del "Torneo dei rioni", che ormai da tempo non si fa più. Tutta Cantello era coinvolta nell’organizzazione. Mi piacerebbe vedere più punti di incontro, di lettura e di scambio culturale per i giovani, troppo spesso parcheggiati a casa dopo la scuola».Quando si parla di Cantello l’associazione più immediata è con l’asparago. Il paese è tra i pochi produttori della varietà bianca. Una produzione che, dopo ad aver conquistato il palato dei consumatori, si appresta ad ottenere il marchio Igp (indicazione geografica protetta) dalla Ue. «Il pensiero in questo momento va al povero Franco Catella (scomparso recentemente, era il coltivatore simbolo del paese ndr) – sottolinea il candidato -. Ed è anche in nome di quella tradizione, rappresentata dalla sua famiglia, che il territorio di Cantello va salvaguardato. Provate a fare un giro in bicicletta tra le spargere in questo periodo, è uno spettacolo bellissimo ed emozionante, non solo per un cittadino di Cantello. Noi sosteniamo questa produzione e anche la filiera corta ad essa collegata, perché l’asparago è parte fondamentale dell’economia del territorio. C’è un sacco di gente che viene da fuori, anche dalla vicina Svizzera, nei ristoranti e nelle osterie di Cantello per gustare i nostri asparagi, che sono presenti sugli scaffali dei negozi e dei supermercati del Varesotto».Da 15 anni è presidente di una delle istituzioni sportive più importanti di Varese, la Società varesina di ginnastica e scherma, ha giocato nella locale squadra di calcio e anche di basket. Insomma, Gunnar Vincenzi ha lo sport nel sangue. «La palestra necessita di una ristrutturazione e non di un progetto faraonico. Qualche intervento andrà fatto anche al campo di calcio – conclude Vincenzi – . Non so come troveremo il bilancio dell’amministrazione uscente, ma non è difficile intuire che il Comune è finanziariamente indebitato».

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