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Cantello discute del Piano cave
SABATO 16 GENNAIO 2010 00:14

L'amministrazione del Comune di Cantello nella serata di ieri, 15 gennaio, ha dato vita al primo incontro pubblico con gli abitanti. Al centro della discussione le problematiche relative al Piano cave.
I PIANI
L'assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Cocquio, ha dettagliatamente ripercorso i piani e le successive modifiche riguardanti la complicata questione delle cave. La storia recente inizia il 30 settembre 2008 quando il Consiglio regionale approva il piano della Provincia di Varese che identifica la Cava Italinerti (inattiva da alcuni anni) come zona di recupero ambientale, mentre la cava Valli viene considerata ambito territoriale estrattivo che può quindi continuare la sua attività.
CAVE EX COPPA E VALLI
Il 28 dicembre scorso al Comune di Cantello è stato presentato un progetto di escavazione della cava Italinerti che prevede di ricoprire il buco in dieci anni e mezzo. Il lavoro di recupero ambientale, secondo il progetto, sarà diviso in sei fasi: la prima, della durata di sei mesi, riguarda la predisposizione del cantiere; in tutte le altre avverrà la progressiva copertura e la piantumazione finale. Il progetto prevede una escavazione di un volume di 1.900.000 metri cubi su una superficie di circa 13 ettari. Il piano prevede anche lo spianamento della collina "Tre scali" che sparirebbe completamente. Per questi motivi per i cantellesi si tratta di un disastro ambientale che incombe. Al momento è proprio l'impatto ambientale dell'operazione che deve essere valutato prima di dare il via alla realizzazione del progetto.L'altro grande problema è quello della cava Valli che potrebbe continuare la sua attività per ancora diversi decenni. È la cava di ghiaia e sabbia più a nord della provincia di Varese e le quantità delle estrazioni dipendono dal fabbisogno che il territorio esprime. Questa cava soddisfa il 23% del fabbisogno regionale, lo scopo del Comune è quello di impedire che si possa continuare a scavare per più di un decennio.
IL SINDACO
I cittadini propongono di mobilitarsi per tutelare il paesaggio, la natura e la viabilità. Alle opinioni degli abitanti il sindaco Nicola Vincenzi risponde: "Contro il piano provinciale approvato per legge a cui non è stato fatto ricorso, non possiamo nulla. Il Comune, oltre a poter convenzionare al meglio gli accordi con il cavatore, non può nulla. Il lavoro che svolgeremo sarà quello di vigilare e di porre dei limiti alla rovina del paesaggio".

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