Scuse

[on the air: cara - lucio dalla]

Una cosa che mi piacerebbe molto, ma proprio tanto e che forse quieterebbe un pò il mio star male, è che qualcuna delle persone che mi ha trattata di merda, usata, inascoltata, presa e buttata come il sacchetto dell'Happy Meal mi chiedesse scusa.
Scusa è, niente di che.

Ti ho trattata di merda; Ti ho usata per coprire le mie porcate; Ti ho usata per farmi i cazzi miei; Ti ho usata perchè stare con mio marito da sola mi stava sul cazzo; Non ti ho difesa; Non me ne è fregato un cazzo di sapere che stavi male; Non ho dato nessun peso ed importanza a ciò che dicevi (ripetevi); Ci sono andata lo stesso in pizzeria; Sapevo che eri sotto mille treni e mi sono voltata dall'altra parte; Ho preso qualunque pretesto pur di non avere più a che fare con te; Ti ho insultata, offesa ed umiliata; Non ho rispettato i tuoi tempi ed i tuoi spazi; Non ti ho mai creduta.

So bene che non succederà mai perchè ammettere di aver fatto tutto ciò che fosse possibile per farmi capire che nella loro vita non mi ci volevano più - o meglio, ci dovevo essere ma come pretendevano loro - magari dicendomi finalmente in faccia ciò che pensavano di me, non doveva essere effettivamente facile soprattutto se nel frattempo si usavano paroloni come amore, amicizia, affetto e amenità varie.
Però mi piacerebbe.
E mi farebbe bene.

Non era meglio tenere un livello basso al posto di volare alti a tutti i costi  con le ali di cera?

L'unica certezza che ho conquistata, granitica, inscalfibile è che non avrò mai più un'occasione come questa per creare una Donna nuova, diversa, vera, slegata dal giudizio e dalla perenne ricerca dell'approvazione degli altri: quel famoso barattolo improvvisamente vuoto da riempire solo con ciò che riteniamo sia meglio per noi.

Ascolto solo quello che mi dice il cuore: basta cervello, che ha fatto più danni della grandine, basta pancia che se possibile è stata pure peggio.

Però ho sempre questo sottile dolore di fondo, questo lieve dispiacere che alcuni giorni tace ed altri, come oggi, urla forte e che mi fa riflettere circa quanto dovessi essere una presenza negativa ed inutile nella vita degli altri se non appena gli ordini di grandezza sono cambiati, è crollato tutto.

Ho capito che l'unica persona per cui vali qualcosa sei tu per te stessa e su questa strada continuo a camminare senza più voltarmi indietro.

Il resto solo chiacchiere da bar, parole e gesti soprattutto cui a avevo creduto senza filtri e senza protezioni e che invece valevano zero (o anche meno).

Beh io non voglio diventare una meschina del genere, ma almeno ho imparato a proteggermi ad ogni costo anche a prezzo di scelte difficili e dolorose.

Non credo esista niente di più umiliante di comunicare un dolore e ricevere in cambio l'indifferenza più totale.

Ma quand'è che inizia la discesa?
Vabbè.

Buon sabato, porca troia.
 

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