Cave dalle scarpe

"... E adesso parlo io.

Le porcherie e le porcate che sono state dette e fatte a Cantello durante i primi sei mesi del 2024, le conosco tutte. Dalla prima all’ultima. So perfettamente chi ha detto cosa, chi ha fatto cosa come e quando.

Tra l’altro le stesse persone che qualche settimana prima erano in fila in chiesa a farmi le condoglianze per la morte di mia sorella.

Persone che io consideravo amiche, ma amiche sul serio ed a cui volevo ed ho voluto molto bene, che mi conoscono da quando ero poco più di una bambina. Amici dei miei fratelli, dei miei genitori. Amici miei. O presunti tali.

Il voltafaccia di una comunità per cui ho fatto l’impossibile, per cui c’ero sempre, per la quale ho messo sempre la faccia in prima persona, a cui non ho mai detto NO soprattutto quando dovevo sacrificare tempo, energie e vita privata mi ha ferita in maniera indelebile.

Da Sindaco fantastico a zoccola che si fa i cazzi suoi in comune e con i dipendenti è stato un attimo.

In questi due anni e mezzo non ho proferito una parola contro nessuno. Mai. Anche quando sono stata seppellita dalla peggiore merda non sono mai scesa al loro livello: mi sono sempre ripetuta che io sono una Catella, sono la figlia dei miei genitori che mi hanno insegnato a tenere alta la testa sempre. Soprattutto se sai di essere innocente.

Sono andata oltre, sono passata sopra, ma questo non significa che non abbia ben chiaro cosa sia successo attorno a me. E le facce di chi mi ha infangata. E cosa sono stati capaci di dire della stessa persona che hanno abbracciata per anni.
Anche davanti all’accusa di aver fatto sparire 900.000 euro dal bilancio comunale, poi smentita con una frettolosa conferenza stampa parecchi giorni dopo, ho scelto il silenzio. Perché la verità ha un prezzo ma la mia dignità e la mia rispettabilità ne hanno uno ancora più grande.

Non ho mai alzato i toni.

Alla celebrazione delle tre al venerdì santo, c’è stata gente che al mio passaggio si è data di gomito.

La mia banca mi ha gentilmente invitata ad aprire il conto da un’altra parte perché non più cliente gradita.

Sono arrivata in pizzeria una sera di giugno ed ho trovato una tavolata in cui l'unica che mancava ero io.

Sono stata umiliata nella maniera più subdola e sottile che si può: dove non te lo aspetti e da parte di chi non te lo saresti mai aspettato.

Sono orgogliosa di me stessa, per avere affrontato questa vicenda con coraggio, per non avere mai mollato anche nei momenti in cui la disperazione mi schiacciava a terra e mi toglieva il respiro ma soprattutto per non essere scesa ai livelli beceri di certi personaggi: non ho mai rinunciato a me stessa, ai miei valori ed a quello in cui credo e ciò che sono solo per battere il mio avversario.

Io continuerò la mia vita sicuramente con il cuore più leggero.

Come sto io, mi importa.

Per il resto lascio che ognuno faccia i conti con la propria coscienza, ammesso che ne sia capace e che ne abbia una.

Chiara"

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