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E' ufficiale. Nero su bianco.

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Cantello in Comune - Giugno 2014

John Loves Yoko

[on the air: jealous guy - j. lennon ] “Ci hanno fatto credere che l’amore, quello vero, si trova una volta sola, e in generale prima dei trent’anni. Non ci hanno detto che l’amore non è azionato in qualche maniera e nemmeno arriva ad un’ora precisa. Ci hanno fatto credere che ognuno di noi è la metà di un’arancia, che la vita ha senso solo quando riusciamo a trovare l’altra metà. Non ci hanno detto che nasciamo interi, che mai nessuno nella nostra vita merita di portarsi sulle spalle la responsabilità di completare quello che ci manca: si cresce con noi stessi. Se siamo in buona compagnia, è semplicemente più gradevole. Ci hanno fatto credere in una formula chiamata “due in uno”: due persone che pensano uguale, agiscono uguale, che solamente questo poteva funzionare. Non ci hanno detto che questo ha un nome: annullamento. Che solamente essere individui con propria personalità ci permette di avere un rapporto sano. Ci hanno fatto credere che il matrimonio è d’obbligo e ...

Le mogli, nell'after (non before)

[on the air: rosso - n. fabi ] Tra i vari compiti che spettano al mio lavoro, c'è pure quello - infausto ma solo perchè mi imbarazza e mette a disagio dover trattare l'argomento quando so perfettamente che è proprio l'ultima cosa che si ha per la testa in un momento come quello - di dover vendere loculi, ossari e roba varia. L'ultimo alloggio, praticamente. O cappotto di legno, come dir si voglia. A parte questi simpaticissimi dettagli, che mi colpisce sempre molto, è la completa ed incredibile diversità di reazione delle persone di fronte alla scomparsa di una persona cara. In cima alla classifica ci metto assolutamente le mogli, colpite dalla (prematura) dipartita del marito. ne ho veramente viste di ogni. Quella disperata, affranta, letteralmente sciolta in lacrime (ma chi? quella? ma se l'ha sempre cornificato!), quella addolorata ma composta, quella completamente fuori che sceglie il loculo che si possa vedere dalla finestra del soggiorno della loro casa, ...

Che bellezza!

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Somewhere over the rainbow, skies are blue  And the dreams that you dare to dream  Really do come true  ღ Dopo la tempesta, torna sempre il sereno. Sempre. 

40's party :)

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[on the air: perfect day - lou reed ] Lale, Chia, Mari, Elle, Ani e Paolina Non siamo la famiglia del Mulino Bianco. Anzi, quella, ci sta proprio sui chitarrini. Siamo Fratelli, con la F maiuscola, con i nostri errori, le nostre mancanze, i nostri sbagli, i nostri caratterini niente male, ma con il grande ed immenso dono di volerla vivere, di saperla vivere, la Famiglia. Siamo tanti e non è (stato) sempre facile restare uniti, superare le difficoltà, i dolori, le prove inevitabili della vita. Non è stato facile eppure, io continuo a riconoscere in tutte le occasioni che condividiamo, un piccolo miracolo. Il desiderio di esserci nei momenti importanti di ciascuno di noi. Il non tirarsi mai indietro quando uno ha bisogno e chiede aiuto. Il poter sapere che, comunque vada, tuo fratello c'è. Sono queste le sensazioni che mi porto via da una giornata come quella di ieri, in cui abbiamo festeggiato i miei primi quarant'anni ed i primi ventisette di mio nipote Mich...

Non fortunato, di più

Ragazzo fortunato [ www.lastampa.it ] Era proprio bello essere Faletti. La sua apparizione sul pianeta Terra si è rivelata talmente intensa da farci quasi dimenticare quanto sia stata breve. Sapeva cantare, scrivere, comporre, dipingere, recitare. Sapeva persino cucinare: meglio di un concorrente di Masterchef, altroché. Sapeva farci ridere e farci piangere, duplice impresa riservata alle anime elette.  La vita gli aveva dato tutto, tranne una salute di ferro e il plauso delle facce di bronzo: quell’aristocrazia culturale che per principio disprezza chiunque osi farsi capire dalle persone comuni. Giorgio non si dava mai arie e in certi ambienti di questo strano Paese il talento viene riconosciuto solo a patto che si associ alla spocchia. O alla bara. Adesso, c’è da scommetterci, le sue macchiette di «Drive In» assurgeranno a classici e un produttore si deciderà finalmente a girare il film di «Io uccido», il miglior thriller italiano degli ultimi vent’anni.  Sì, e...

Appunto

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Si ecco. E veniamone ad una per favore, perchè inizio ad essere un pò logora. Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeee.