ovvero: '... Attraverso le asperità sino alle stelle"
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"... E c’è gente che pensa di avere sbagliato tutto nella vita e pensa solo al passato, che non comprende che si può rinascere ogni giorno se fai la cosa giusta adesso."
[on the air: nella casa c'era - zucchero ] Vabbè ognuno ha la propria festa della Liberazione. Ci sono quelle istituzionali e poi capita, come nel mio caso, che un anniversario il quale non mi sta facendo vivere giorni molto sereni, devo dire, debba essere celebrato per tutto quello che ha segnato, nel bene e nel male. Soprattutto la seconda. Il 10 giugno, che per molto tempo è stato solo il compleanno del mio maresciallo del cuore uno dei colleghi migliori che abbia avuto in 27 anni emmezzo di onorata carriera, è di fatto entrato di gran carriera - e tra le prime posizioni - nella classifica dei giorni più brutti della mia vita. E' uno di quei tipici momenti in cui ti porti il ricordo nitido e perfetto di dove fossi, cosa stessi facendo fino ad un certo punto: poi il buio più totale. Ho parlato con persone quel pomeriggio, se non ricordo male al telefono, poi più nulla. Ci sono stati giorni e giorni e giorni a seguire in cui non ho fatto altro che piangere, piangere, piangere,...
Ciao Non ti chiedo come stai e onestamente mi interessa almeno tanto quanto interessi a te sapere come stia io. O come sia stata in questo anno e mezzo orfana di noi. Ti ho pensata spesso, anzi quasi ogni giorno. Non ho mai provato rabbia. Quella no. Ho vissuto però un senso di smarrimento che credo di non avere mai provato in vita mia. Mi chiedevo perchè non arrivasse da te un gesto, una carezza, un abbraccio. Eppure io per te ci sono sempre stata. Sempre. Credevo tantissimo nella nostra amicizia, credevo che fosse quella con la A maiuscola non fosse altro per l'intensità e l'importanza dei momenti che abbiamo condivisi per anni. Mi chiedevo come potessi restartene voltata, dandomi le spalle, ignorandomi, alzando un altissimo muro di silenzio sapendo perfettamente che fossi precipitata nel baratro quello vero, quello buio, quello grande, quello che non si augura a nessuno, quello che fa paura, quello dal quale è difficile risalire e che toglie tutto: forze, speranza, entusi...
Ciao Mo Non abbiamo mai avuto un gran rapporto: ho sempre fatto una fatica mostruosa a trovare la chiave per entrare in connessione con te senza mai riuscirci. Ma posso immaginare che per il ruolo, per la mia personalità difficile da gestire, giustamente un problema in più nella tua vita era meglio non averlo. Da quel giorno di ottobre mi sei entrata nel cuore, ma non penso di avertelo mai detto. Non ho mai avuto la presunzione di sapere, di capire, di essere invadente: ma mi sono bastati sei mesi accanto a mia mamma dopo che ha perso un figlio in una maniera drammatica simile a ciò che hai vissuto tu per avere visto con i miei occhi cosa significhi sopravvivere alla tua carne. Capitava di incrociare tue foto sui social e lo vedevo quel sorriso che non è più tale, che diventa una specie di smorfia giusto per compiacere, per non far preoccupare, per non avere addosso sguardi di pietà e commiserazione. Quel tentativo di andare avanti nonostante tutto. Di provare a fare qualcosa giusto pe...
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