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[on the air: felicità - lucio]
Se devo pensare ad una parola chiave per questo compleanno me ne viene in mente una che pesa più di tante altre ed è LIBERTÀ.
Non necessariamente dal Gabbio, in cui non ci sarei comunque finita, ma questi due anni e mezzo faticosi in una maniera quasi disumana hanno regalato alla mia vita una forma di libertà che non ho mai conosciuta; sono sempre stata schiava di qualcosa: del personaggio, dei rapporti tenuti in piedi solo per compiacere, dei pareri degli altri, dell’approvazione ad ogni costo, di ciò che si diceva di me, dell’amore che dovevo dimostrare di meritare, dell’essere lo scendiletto di chiunque e in qualunque forma, dal farmi fare di tutto e tornare sempre sui miei passi, dai rapporti che non avevano nulla da dare e da dire.
E tutte queste belle cose, per capirle, mi sono arrivate in faccia sotto forma di bilico a pieno carico. Ogni volta. Un male porco. Potevo scegliere: cancellare tutto e ricostruire pezzettino per pezzettino o far finta che tutto andasse bene così. Ho scelto la prima.
E adesso si. Sono una donna LIBERA.
Completamente andata che si spara 30 km in MTB con 34 gradi col rischio di non passarlo il compleanno ma LIBERA.
Sono fiera di me e di aver scelto la strada più difficile.
Ma dopo anni di compleanni tristi e infelici, da sola e in lacrime, questo numero 52 me lo godo tutto e vi ringrazio, per l’affetto che mi avete regalato nonostante tutto e nonostante tutti.
Ma se questo mondo
È un mondo di cartone
Allora per essere felici
Basta un niente, magari una canzone
O chi lo sa
Se no, sarebbe il caso
Di provare a chiudere gli occhi
E poi anche quando hai chiuso gli occhi
Chissà cosa sarà
Ah felicità
Su quale treno della notte viaggerai
Lo so
Che passerai
Ma come sempre in fretta
Non ti fermi mai
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