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Torneo dei Rioni after 40

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Arieccoceeeeeeeeeee! Presenti! Scarsi e asfaltati da tutti ma non si molla mai! E poi siamo simpatici. Va che personaggi... Il torneo dei rioni (che adoro, che mi stanca da morire, cui non rinuncerei per niente al mondo) ti sbatte in faccia l'inesorabile trascorrere del tempo. Ogni anno, riesci a fare una cosa in meno rispetto a quello precedente. Quest'anno, per esempio, fare canestro. Che sarebbe anche trascurabile, se non fosse l'unico scopo del gioco. Ho appeso le scarpe al chiodo ad aprile dello scorso anno e non le ho più rimesse. Nemmeno per fare i mestieri in casa. Capitolo basket chiuso - defunto - kaputt. Sono così: ci metto un casino di tempo a chiudere pagine importanti della mia vita. Ma quando ciò accade, è finita, in maniera definitiva, per chiunque e per qualunque cosa. Ho sicuramente scelto il momento migliore per farlo: mai un rimpianto, un ripensamento, un tornare sui miei passi (cosa che odio discretamente fare, tra l'altro). ...

E di solito per sempre

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Era solo un cane

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Era solo un cane. Era solo un cane, si è vero, ma arrivava a colmare un vuoto devastante lasciato dalla mia amatissima Sally. E ci era riuscita. Ci erano riuscite. Vero che era solo un cane, si certo, una bellissima e tenera cucciola, ma le due sorelline nel giro di pochissimo erano diventate idoli assoluti del ranch.  Troppo simpatiche per non affezionarcisi. La Juno la riconoscevi, perchè aveva la macchiolina bianca sul petto, perchè sembrava la più indifesa e la più fragile ed invece alla fine era la più forte e determinata tra le due. Era solo un cane, è vero. Ma era la mia cucciola, erano le mie adorate cucciole da ammazzare di coccole, di carezze, di scarpate quando mi saltavano addosso. Va bene una... ma due belve assieme non è che fosse sta passeggiata di salute... Era solo un cane. Ma il suo sguardo martedì, quando iniziò a non stare bene mi si è inchiodato nel cuore. Perchè non ho capito, perchè non ho colto, perchè non ho fatto tutto il possibile per s...

Eccoci.

Cancro Dal 22 giugno al 22 luglio Quando si verifica un divario troppo grande tra i desideri istintivi, quelli del corpo e della materia, e le costrizioni della realtà, si ha sempre uno stato di disagio. Dovreste cercare di misurare il vostro per capire quanto c'è di rimediabile. E' senz'altro vero che una certa quota di compromesso è necessaria allo svolgimento di una vita equilibrata, ma è una questione di proporzioni. Forse state sacrificando troppo del vostro istinto al quieto vivere (vostro o di qualcun altro?). Provate a fare una stima di quanto potreste recuperare in termini di vita felicemente vissuta se vi avvicinaste di più a quel che siete davvero. E poi provate a considerare quali sarebbero i passi da fare per modificare le circostanze a vostro favore. E' davvero tutto così impossibile? No, soprattutto in queste settimane. Provate ad asserire il vostro diritto a essere quel che siete. C'è qualcosa, un'intuizione, che vi sta dicendo che le cose po...

Assessore alle varie ed eventuali

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Sorvolo su tutte le migliaia di interpretazioni, constatazioni, doppi, tripli, quadrupli sensi con avvitamento carpiato che un articolo simile possa suscitare, ma uno passa, vede il cartello con la scritta del Comune sopra due dissuasori della sosta simili ed effettivamente, il dubbio, come la domanda, sorge spontaneo. Ma nella nostra amata Nazione, fondata più sulla burocrazia che sul lavoro, andare a trovare la persona giusta cui sottoporre una richiesta simile e tutto sommato semplice, NON AVETE IDEA di cosa abbia voluto dire. Ho smosso lo smuovibile, per far togliere "Comune di Cantello" dal sopra-chiappa della signorina in foto. Letto così, l'articolo, (almeno a me), fa proprio sorridere. E' tutto il lavoro ed il tempo che ci sono stati dietro, che sono un attimo inquietanti. Ma giusto un attimino. Ma almeno, missione compiuta. Con buona pace di tutti quelli che d'ora in poi potranno rimirare le sue grazie, senza che il loro senso civico venga dis...

Segnali di vita

[on the air: segnali di vita - maestro francuzzo ] Il messaggio nella notte "ASPETTIAMO TUE NOTIZIE, NON FARCI PREOCCUPARE" mi ha un attimino fatto riflettere. Non credo di essere mai mancata così a lungo dal mio amato blogghino. Mai nei sette lunghi anni dalla sua fondazione. Per dare un'idea di come sia messa la mia testa in questo momento, partiamo come sempre dai sogni: Sono faticosi pure quelli! A parte il non ricordarmeli, che è già stranissimo di suo, sono popolati da migliaia di persone, che fanno migliaia di cose, che mi dicono migliaia di parole. Mi sveglio, alla mattina, ci ripenso, e mi viene la fatica addosso! (oltre al fastidio). Tutto mischiato, senza un apparente significato, come se tutte le persone incontrate nei primi quarant'anni (quasi quarantuno) di concentrassero in un momento solo ed in diverse notti. Non capisco, ma mi adeguo. [ piccolo inciso: non so se mi leggi ancora; nel caso, sappi che mi è venuto a trovare anche il Pippo. S...

VI°

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Era un sabato mattina. Come oggi. In quel giorno, assieme a te se ne andava la mia vecchia vita e ne ricominciava un'altra. Senza il mio adorato fratellone. Non so più contare le volte in cui in questi lunghissimi anni, abbia avuto bisogno di un tuo consiglio, di un tuo calcio nel culo, della tua presenza. Non lo so più. Ogni anno spero che questa giornata mi faccia un po' meno male, invece sei una ferita che non si chiude mai. Un po' rimarginata, forse, ma proprio poco. Fra io alla tua mancanza proprio non riesco ad abituarmi. Non mi hai lasciata, è vero. Spesso mi sono ritrovata a sorridere del tuo modo "diverso" di esserti fatto sentire, ma c'eri e ci sei sempre stato. Però è triste e noioso lo stesso. Ho ritrovato qualche tempo fa questi due post di  Facebook   scritti il giorno dopo in cui te ne andasti. A parte il linguaggio così, un po' folcloristico, rileggendoli mi sono venuti i brividi: Ci ho ritrovato lo smarrim...